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Green pass, la mossa del sindaco: “Tamponi gratis per tutti”

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È stato definito il sindaco che ha “sfidato il governo” per la sua iniziativa di garantire tamponi gratuiti per tutti, fino al 31 dicembre, quando dovrebbe teoricamente finire lo stato di emergenza. Eppure, Paolo Truzzu, primo cittadino di Cagliari in quota Fratelli d’Italia, non si sente un sindaco ribelle e anzi ci scherza su: “è molto difficile trovare – dice – un pazzo che sfidi Draghi”.

Eppure, è proprio nella realtà di tutti i giorni, lontana dalla polemica politica, che spesso si trovano soluzioni intelligenti e buona amministrazione. Ecco perché abbiamo voluto capire meglio, insieme al diretto interessato, con che spirito è nata questa iniziativa e quali sono gli obiettivi che si prefigge.

Sindaco, ci racconti, perché “tamponi gratis per tutti”?

“L’obiettivo primario è quello di aumentare la sicurezza sanitaria della popolazione. In secondo luogo, ritengo sia giusto fornire un servizio a tutti i miei concittadini, vaccinati e non. È un’opportunità in più che viene messa a disposizione di quei soggetti fragili che magari non si possono vaccinare, ma anche di chi è già vaccinato e per qualche ragione necessita comunque di un tampone. Io sono vaccinato e ho promosso la campagna di vaccinazione, ma sono il sindaco di tutti. Anche di chi ha scelto di non vaccinarsi e per questo non può certo essere escluso dalla vita sociale”.

Tutto bello e giusto. Ma quanto le costa materialmente il fatto di voler essere il sindaco di tutti?

“Bisogna comunque tener presente che è un’iniziativa a tempo. Da qui al 31 dicembre, quindi durerà poco più di due mesi. Parlando di cifre, costerà circa 50mila euro, che è il denaro che serve per riconoscere un piccolo ristoro ai volontari della Croce Rossa che effettueranno il servizio. Ora, 50mila euro su un bilancio di 500milioni del comune di Cagliari, ritengo sia una cifra che non va ad impattare in alcun modo sui nostri conti. Tanto più che i fondi con cui verrà finanziato il tutto rientrano in delle cifre che erano già state riservate per affrontare l’emergenza sanitaria”. 

Le reazioni dei suoi cittadini sono positive o percepisce del dissenso?

“Al momento non ho ancora dei riscontri. Personalmente, però, ritengo sia una scelta di buon senso. Basti pensare agli sportivi, per fare un esempio. Ci sono tante famiglie che devono fare tamponi ogni due giorni al proprio figlio che non si può vaccinare per potergli consentire di fare sport. Tra i costi che dovrebbero sostenere e gli appuntamenti che faticherebbero a trovare nelle farmacie, finirebbero per farli rimanere a casa. Se posso evitare che questo accada, lo faccio volentieri”.

Alcuni vaccinati sostengono che non sia giusto pagare i tamponi dei no vax anche con soldi loro. Lei che ne pensa?

“Io sinceramente non so chi andrà a fare il tampone. Non mi sono posto questo problema. Per assurdo potrebbero avvalersi del servizio anche solamente i vaccinati. E i motivi potrebbero essere i più svariati. Per me rappresenta principalmente un modo per aumentare la sicurezza di chi si trova sul territorio di Cagliari. Proprio per questo non abbiamo messo delle limitazioni: il tampone gratuito lo possono fare anche i non residenti che si trovano qui. Non residenti che potrebbero essere positivi e contagiare i residenti. Per questo sottolineo che è un’opportunità rivolta a tutti, vaccinati e non, residenti o meno”.

Lei si sente un sindaco ribelle visto che la linea del governo sembra opposta alla sua?

“Assolutamente no. Il governo ha le sue posizioni. Io, per quello che mi riguarda, voglio solamente garantire la sicurezza delle persone e offrire un servizio in più”.

Qualcuno però potrebbe obiettare che la sua iniziativa costituirà un disincentivo al vaccino… Come risponde?

“Assolutamente no. Non vedo questo rischio. Parliamo di pochi mesi e bisogna considerare che la percentuale dei vaccinati in Italia è già molto buona. Io sono a favore dei vaccini e non vedo questa soluzione come alternativa ai vaccini, ma come un’opportunità ulteriore”.