Greta, Mattarella e la bufala della crisi climatica

Secondo il Presidente della nostra Repubblica saremmo «sull’orlo di una crisi climatica». Mi verrebbe da dire che Sergio Mattarella sia sull’orlo d’una crisi di nervi. E mi viene spontaneo chiedermi da dove l’amato presidente s’è inventato l’allarme. Non certo dai propri studi scientifici, visto che di formazione è giurista. La voce più vicina nel tempo che gli ha scosso il sistema nervoso deve allora essere stata Greta, la quindicenne svedese in sciopero dalla scuola ogni venerdì «contro l’ingiustizia climatica» (sic!).

Io conterò meno della quindicenne, almeno quanto a scuotere un qualche sentimento – e come competere con una bimba? – però rimane il fatto che anche costei non può avere avuto il tempo, almeno data l’età, per focalizzare un problema che non esiste. E provare che una cosa non esiste è molto più difficile che provarne l’esistenza. Provate voi a dimostrare che non esistono i cani a tre teste nel sottosuolo di Venere.

Comunque sia, sulla quindicenne è stato costruito una campagna mediatica e pubblicitaria tale da violare ogni articolo del codice penale quanto a sfruttamento minorile. Greta è stata trascinata davanti al Parlamento svedese e nelle pubbliche piazze e indotta a fare affermazioni di una tale stupidità che quando sarà cresciuta e avrà modo di riascoltarsi se ne vergognerà fino a nutrire sentimenti indicibili nei confronti dei suoi sfruttatori, a cominciare dagli stessi genitori. Al momento la piccina è lo strumento della raccolta di circa 3 milioni d’euro, al grido dello slogan, ideato da professionisti nel marketing senza scrupoli, «non abbiamo più tempo» (per ritardare la lotta ai cambiamenti climatici).

Ma si può essere più fessi? L’umanità dovrebbe dedicare i propri sforzi a impedire che il clima cambi: più facile dedicarli a svuotare gli oceani! Perché, caro Presidente Mattarella, non solo il clima è sempre cambiato, ma soprattutto noi non possiamo farci niente. Provo a tranquillizzarla.

In uno stesso luogo la temperatura ha, nel corso di un anno, una variabilità anche di diverse decine di Celsius. Nello stesso momento la temperatura ha, nei vari punti del pianeta, una variabilità dell’ordine di 100 Celsius. Dall’anno Mille, quando si era all’apice del Periodo Caldo Medievale, quando la temperatura media globale era un paio di Celsius superiore a oggi, fino al 1650, al minimo della Piccola Era Glaciale, quando la temperatura era oltre un paio di Celsius inferiore a oggi, la temperatura variava di circa 5 Celsius.

Condividi questo articolo

32 Commenti

Scrivi un commento
    • Serve una forza politica che “cavalchi” il nostro punto di vista, che questo articolo mostra essere molto numeroso e condiviso.
      Qualcuno lo dica a Salvini. E gli spieghi come la vedono Trump e Bolsonaro.
      Serve non avere sudditanza nei confronti degli pseudo esperti e della loro pseudo scienza: sono loro gli ignoranti, e come tali vanno trattati.

      • vedi che gli stati uniti sono usciti dal trattato sul clima che per trump è solo un magna magna…informarsi prima di scrivere caxxate? mai eh?

        • Esattamente quello che ho detto: ci sono leader politici con una visione più corretta della questione, a cominciare proprio da Trump.
          Vediamo se Bolsonaro mantiene le promesse e le dichiarazioni.

          • Bolsonaro è dei nostri e non si lascerà corrompere da certe maliziose illusorie menzogne!

            Infatti, oggi si trova proprio a Washington per incontrarsi esattamente con Trump e consolidare la collaborazione di Destra, dopo i disastri, i pasticci e la corruzione messa in pratica in 30 anni di governi brasiliani di Sinistra incompetente e bugiarda…

  1. Credo che A Nicola Porro sia andato in tilt il cervello. Passi per la strumentalizzazione che può essere stata fatta di Greta ma le centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che hanno manifestato in nome di Greta non credo siano stati strumentalizzati. Quanto poi ai rischi, a suo dire inesistenti, legati ai cambiamenti ambientali vorrei sommessamente fargli notare che non sono certo né Mattarella né tantomeno Greta a sostenere tali ipotesi ma fior fiore di scienziati. Su tale idea si può discutere, essere più o meno d’accordo ma liquidarla come una bufala denota una arroganza di pensiero smisurata salvo che non si menta sapendo di mentire per non chiari secondi fini. Vorrei ancora dire a Nicola Porro che se è vero come è vero che i cicli climatici sono sempre esistiti, è innegabile che fino all’ultima glaciazione lo sviluppo dell’umano società e l’intensa antropizzazione anche di aree già oggi a clima estremo non era certo nemmeno paragonabile lontanamente a quella attuale. Ma pensi, Nicola Porro cosa vorrebbe dire la comparsa di ghiacci dove oggi ci sono laghi come il Garda, l’uso e così via discorrendo ovvero l’innalzamento del livello del mare per lo scioglimento dei ghiacci polari. Certo l’alternarsi di ere geologiche da calde a fredde non può certo essere impedito ma certo possiamo evitare di aggiungerci del nostro.

    • Complimenti al suo commento moderato, pare una goccia di speranza in questa valle di lacrime e ignoranza. Leggere che Trump tritacarbone e Bolsonaro spiana foreste sono i paladini di certa umanitá, solo per sentirsi consolati nelle proprie ideologie, fa venire i brividi e lascia capire come l’umanitá sia diretta verso una biblica pulizia dalla quale forse si salveranno i pochi eletti da Noé.

    • Deve essere molto chiaro che l’arroganza è quella di chi pretende di saper conocere un sistema complesso come il clima, con una teoria fallace, che descrive MALE i dati, e che fa previsioni sofisticatissime come proiettare all’infinito un trend di breve periodo.
      Come se prendessimo gli ultimi 3 mesi dei mercati azionari per prevederne l’andamento a 10 anni.
      L’arroganza è questa. Smentita dai fatti e dalla logica, inoltre, non fa altro che appellarsi ad un ridicolo principio di autorità, come se fossimo nel medioevo.
      Dimostrando così ancor più arroganza.

  2. ci mancava “pippa” calzelunghe a farci le prediche…..e tutti gli scemi che credono ancora che gli asini possono volare, cristo è morto di freddo e la terra è…. piatta, basta crederlo. Ad maiora!

  3. vieni avanti, gretino!
    cosa hanno a che fare quattro ragazzini idioti che fanno sega a scuola capeggiati da una delle due sorelle di “shining” con la difesa dell’ambiente ancora non l’ho capito, materia sulla quale tra l’altro, a proposito di scuola,a giudicare dalle risposte esilaranti che (non) danno su buco dell’ozono, surriscaldamente globale e quant’altro, zoppicano ben più che su matematica e latino. da quelle piazze tante accuse ed invettive ma idee e proposte concrete? ovviamente zero, come la media in pagella di molti di loro.se il futuro della natura dipende dalle pagliacciate di questi disadattati ignoranti, che l’unica salvaguardia alla quale veramente tengono è la ricarica del loro inquinantissimo i-phone e delle inquinantissime comodità che quella società capitalistica che gli fa tanto schifo gli garantisce,stiamo freschissimi.aridatece il dieselgate.
    per non parlare dalla retorica insopportabile del giovanilismo dei soliti politicanti di sinistra che naturalmente li strumentalizzano,come hanno fatto con la baracconata dei (molto presunti) 200.000 di milano, ai quali dell’ambiente, come del resto del razzismo e dei migranti ovviamente non frega nulla, l’unica cosa che gli interessa è il tornaconto politico che il sostegno a questa gente potrebbe sempre generare.proprio loro poi che ormai non hanno un elettore sotto i 40 anni manco a pagarlo due euro,cioè il costo di un voto alle primarie-farsa del 3 marzo,che i capi mandamento del PD di napoli elargivano alle comparse che facevano finta di votare.
    in attesa che questi buffoni diano la colpa a salvini pure dello scioglimento dei ghiacciai e della desertificazione della pianura padana quindi cosa fare seriamente per l’ambiente? semplice, convincere circa 7 miliardi di persone a tornare indietro di 200 anni. pensiamo davvero che la raccolta differenziata, andare un pò di più in bicicletta, qualche milione di auto elettriche in più in giro risolvano veramente il problema? certo, meglio di niente.sono abitudini sane,civili,buone e giuste, ma che al massimo rendono più vivibili le città.NON risolvono veramente IL problema. i paesi che inquinano di più sono cina, india e stati uniti, guarda caso quasi la metà della popolazione mondiale, dei quali i primi due indietro di 200 anni lo erano solo 50 anni fa. vaglielo a dire ai cinesi che da domani tornano ai loro risciò e ai loro campi di riso e gli americani alle diligenze perchè sennè greta piange.
    di tutte le utopie che il “progressismo” politico-mediatico-scientifico ci ha rifilato in 100 anni l’integralismo ambientale è la più improbabile. a chiacchiere siamo tutti ambientalisti ma chi davvero è disposto a rinunciare all’aereo, al cellulare (che inquina eccome),agli elettrodomestici,chi è disposto a spendere 40.000 euro per comprarsi la macchina elettrica o i pannelli solari? nessuno o quasi.e per produrre tutto questo purtroppo bisogna inquinare, non c’è niente da fare.
    e se per assurdo il mondo diventasse di colpo un enorme villaggio amish, come più o meno vorrebbero i dementi di cui sopra, invece che di cancro ai polmoni forse creperemmo di fame perchè l’economia mondiale letteralmente collasserebbe.niente più domanda, niente più offerta, il che vuol dire fallimenti a catena e decine di milioni di posti di lavoro in fumo.il paradosso poi è che l’unica valida alternativa al petrolio, efficiente ed ecologica,cioè l’energia nucleare, questi imbecilli non la vogliono e la combattono da sempre. quindi meglio un giardino inquinato oggi o un deserto pulito domani? ai contemporanei l’ardua sentenza!

    • Al netto delle volgarità, offese, arroganza..il suo commento è veritiero..se li evita potrei stimarla.
      Alla fine, non dovremmo preoccuparci più di tanto, siamo tutti in balia della globalizzazione ed del globalismo, nelle mani di pochi, i quali muovono i fili a loro piacimento e profitto, e nello stesso tempo fanno si che rimanga sempre un equilibrio tale che eviti appunto collassi e reazioni a catena disastrosi..
      Sul nucleare, per la prima volta inizio a ricredermi, siamo giunti a livelli di avanguardia e sicurezza tali da scongiurare incidenti seri, spero che si ricominci a parlarne..

  4. Porro mi piace, ma mi sembra che cada di stile ospitando Battaglia, che da una decina di anni (vedo regolarmente i suoi interventi qui sul Giornale) continua a scrivere boiate continuando a sostenere che qualsiasi inquinamento non esiste o non è importante. Lo ha fatto in seguito ai disastri nucleari (io sono favorevole al nucleare, ma mi guardo bene dal dire che è una tecnologia sicura) lo ha fatto per l’ILVA, lo fa per qualsiasi cosa ha un po’ di copertura mediatica.

  5. Che brutta epoca ! Che umilia cervello, Homo Sapiens, cultura, pensiero, riflessione. Di fronte a sì vasto e universale simultaneo spappolamento del cervello e della Razionalità a che serve tenere aperte le scuole, meglio chiuderle tutte. Bruciamo la Divina Commedia e andiamo a manifestare dietro a Greta, Gretinismo, Bovinismo di massa. Tutti d’accordo con questa Religione della Purezza Ambientale : dal Papa a Mattarella.

    Per quanto mi riguarda : ” Et ego non …”, non metterò il mio cervello all’ammasso.

    Consiglio a tutti i pensanti superstiti di leggere uno splendido libretto scritto anni fa da Chicco Testa : ” Contro(la)natura”; sottotitolo, spaventoso e controcorrente, che così suona : ” Perché la natura non è buona né giusta né bella ” ! Un capolavoro. Con un solo clamoroso errore : non contiene nessun riferimento al Genio Assoluto di Recanati : Giacomo Leopardi !
    Meglio chiudere le scuole, meglio andare a scuola da Greta. Meglio tradurre in svedese le opere del Nostro dimenticato Pensatore e Poeta : la natura è la nostra cinica indifferente MATRIGNA !

    • Sono d’accordo con lei….bruciamo tutto e ricominciamo da capo – chi ancora vivrà – a volte un buon pensiero nichilista è la salvezza dell’anima in questo mondo di ovini.

  6. @Davide, il recupero e la miglior erogazione dell’energia c’entra eccome ed infatti l’elettrico sbaraglia l’endotermico. Comunque non ci sono tanti calcoli da fare: efficienza motore a benzina: 28%, a gasolio: 40%, elettrico 90%.
    Questo è quanto, poi è chiaro che non c’è una convenienza industriale a produrre auto con motori endotermici che a loro volta ricaricano le batterie (anche se ne sono state prodotte) infatti si sta puntando ad auto solo elettriche con batterie ad alta capacità, non confonda quindi quella che può essere l’applicazione pratica con quelle che sono le leggi fisiche.

    • C’entra, ma fino ad un certo punto, perchè sono due fenomeni completamente diversi.
      Il recupero di energia infatti non c’entra proprio niente col diverso rendimento.
      Quindi non facciamo confusione.
      Nel calcolare l’efficienza dell’elettrico, però, sta perdendo per strada troppi pezzi: deve metterci il rendimento del generatore di energia elettrica (che è 50/60% nelle centrali, figuriamoci in questo caso), le perdite dovute al doppio passaggio prima da alternata in continua (per poter caricare la batteria), poi il contrario (per alimentare il motore) – metta i valori che crede, poi le perdite dovute allo stoccaggio in batteria (che sono rilevanti, tant’è che le batterie devono essere raffreddate tanto si scaldano per un uso del genere) – parliamo di qualche punto.
      Una bella moltiplicazione di tutti questi fattori è sufficiente per capire come confrontare l’85/90% di un motore elettrico col 30/40% di un motore a combustione non ha alcun senso. I valori ottenuti da tutta la catena alla fine sono molto simili.
      Il tutto aumentando il dispendio energetico per produrre i componenti aggiuntivi, e costringendosi a portare in giro costantemente più peso, anch’esso fonte di ulteriore dispendio energetico. Senza considerare i costi
      Con l’auto puramente elettrica è ancora peggio.
      La realtà è che ci sono motivi validissimi se le auto usano carburanti, nonostante le tecnologie elettriche siano disponibili da ben prima dell’invenzione del motore a combustione.
      L’auto elettrica fa parte delle folli allucinazioni naziecologiste, così come la sua imposizione.
      Probabilmente tale imposizione è da sola un motivo sufficiente per smantellare questa UE.

      • Guardi che io ho risposto alla sua questione, cioè al rendimento energetico all’interno di un’automobile che tiene ovviamente conto delle perdite ma anche del recupero dell’energia, comunque quelli che contano sono i dati, che dimostrano appunto che le vetture elettriche ti consumano da 0,15 a 0,25 kWh/km, mentre quelle a combustione interna consumano più di 0,5 kWh/km, quindi dal doppio o triplo.
        Se lei vuole insistere con le sue strane convinzioni, ampiamente smentite da tutte le prove scientifiche, faccia pure, ma la realtà è quella che è.

        • 1) Lei ha parlato di recupero dell’energia in merito al maggiore rendimento dei motori elettrici. E’ una stupidaggine. Punto. Non mi aspetto certo che ammetta il suo errore, ma questo è.
          2) I DATI dimostrano quello che ho detto: cioè che è stupido considerare il consumo di energia solo dell’ultima tappa della catena, che comincia molto prima.
          Comincia quando si produce energia elettrica, in genere usando combustibili fossili. Energia che poi va trasportata. Quindi il suo 0.15/0.25 non ha alcun senso, perchè racconta solo l’ultimo pezzo, ignorando tutto ciò che c’è necessariamente a monte, se vuole confrontarsi coi combustibili.
          Perchè non considerare solo le emissioni delle ruote, a questo punto, facendo finta di non sapere da dove viene l’energia cinetica che le fa muovere?
          E’ lo stesso stupido sragionamento che porta il legislatore europeo, palesemente in malafede, a considerare ZERO le emissioni di CO2 dei veicoli elettrici, come se l’energia venisse fornita per magia dalla fata turchina.
          3) Gli ignoranti presuntuosi che straparlano di scienza sono la mia specialità.
          Saluti

          • 1) se il recupero dell’energia aumenta il rendimento perchè non andrebbe contabilizzato? Forse perchè lei deve difendere le sue strampalate tesi?
            2) questo è un falso problema perchè ogni nuova fonte di energia (idrogeno, eolico, solare, nucleare…) nelle sue prime applicazioni risulta necessariamente poco conveniente. Comunque un veicolo elettrico “può” produrre zero emissioni di CO2 nel muovere il veicolo, mentre questo è impossibile per un motore a combustione.
            3) l’ignoranza è tutta sua, infatti non conosceva il rendimento dei diversi tipi di motore.

          • Giulio, ma perchè perdi tempo a discutere con David che, a quanto pare, ha idee sulla fisica e sulla tecnologia che sono quelle di un bambino di terza media?
            Anzi, sono all’altezza di quelle di un “gretino”

  7. Con “ORGOGLIO” possiamo includere Mattarella come un perfetto aderente al GRETINISMO al pari di statisti come Al Gore o l’ex presidente mezzo bianco Obama. Sicuramente nel gruppo inseriamo a gran voce Laura Boldrini, Fico e Toninelli, fulgidi esempi di GRETINISMO

    • Sicuramente non solo loro… Anche il 97% circa degli scienziati del pianeta. Siete veramente dei poverini. Nel maggior problema globale del nostro tempo riuscite a tirare in ballo la Boldrini o la Boschi. Chiedetevi se non è significativo.

      https://www.corriere.it/cronache/19_marzo_13/cambiamenti-climatici-colpa-azione-uomo-595debee-45de-11e9-84eb-0118ce37142a.shtml?

      • L’unico poverino è lei che si accontenta del’articoletto del giornale main stream. Forse, se leggesse qualche testo scientifico, e sempre che la sua testolina lo possa comprendere, si renderebbe conto che il 97% degli scienziati del pianeta nega la natura antropica del problema. Il 3% restante, che pubblicano su Nature una ricerchetta da Prima media, sono per lo più burocrati fatti passare per scienziati con nomine politiche.

  8. Articolo confuso che non pone l’attenzione sui punti fermi che nemmeno le multinazionali del petrolio sono riuscite a confutare. Aumento CO2 in atmosfera=aumento temperatura. Come mai aumenta la CO2? Perché bruciamo da un secolo a questa parte tutte le riserve disponibili di combustibili fossili. Perché il mondo scientifico è allarmato? Perché da 230 ppm di co2 di un secolo fa a oltre 400 ppm di oggi, si prevede un bel aumento di temperatura. La brutta notizia è che l’effetto di quello che abbiamo scaricato nell’aria oggi lo vedremo tra 10 anni, poiché il pianeta ha una inerzia termica notevole. Ma tra 10 anni se continuiamo così sarà troppo tardi per evitare catastrofi e tornare indietro. Peccato leggere nel 2019 articoli di questo genere.

    • La CO2 prodotta dall’uomo è circa, lo 0,1-0,2 di quella presente in atmosfera. Se anche la raddoppia si resta sempre su valori insignificanti. Forse è perché il problema, se problema è, sta altrove e l’uomo nulla ci può fare. A certo con la sua teoria invece tutti a cambiare le auto, convegni e ricerche sponsorizzate coi soldi pubblici, e chi più ne ha più ne mette per ingrassare i conti correnti dei soliti noti.

    • Dai risultati delle carote sui ghiacci dell’Antartide (Vostok) sugli ultimi 400 mila anni è emerso che l’aumento delle temperature ha sempre preceduto la CO2 e non viceversa, con tempi compresi tra 50 e 800 anni. Questo è stato ammesso, loro malgrado, anche dall’IPCC. In ere passate la CO2 ha raggiunto valori superiori di 10-20 volte rispetto a quelli attuali, eppure la terra non è bruciata. Confermato da diversi studi in diversi punti del pianeta che le temperature attuali sono inferiori a quelle dell’epoca dell’impero romano e del medioevo.

  9. Caro Professor Battaglia, leggendo il suo articolo mi sono sorte molte perplessità.
    Innanzitutto lei con le sue affermazioni, poco pertinenti per altro, sta mettendo in discussione una problematica che è ormai realtà, basta citare alcuni professori, saggisti, fotografi o ricercatori di fama internazionale tra cui Peter Wadhams o James Balog che hanno dedicato la loro vita ed utilizzato le loro competenze professionali per testimoniare con dati e prove inequivocabili che ci troviamo di fronte ad una situazione drammaticamente critica.
    La invito, dal pulpito della sua saggezza, a informarsi e corroborare le proprie affermazioni visto che gli “ipocriti ambientalisti” si spendono tanto per farlo.

    • Patetico, e nulla di più. Ne ha citati 2, e non si capisce bene cosa possano dire saggisti e fotografi. Metta anche il salumiere e il lattaio se le fa piacere.
      Battaglia non le risponde, e fa bene, per evitarle figuracce in quanto per ogni “presunto” ricercatore e/o scienziato che lei nominerà, è in grado di contrapporre decine di veri scienziati che sbugiarderebbero lei e i suoi presunti eroi.

    • Wadhams e Balog chi???
      Perché non si legge CLIMATE CONFUSION adi mRoy W. Spencer eUNSTOPPABLE GLOBAL WARMING di S. Fred Singer e Dennis T. Avery, tanto per citare due scienziati della NASA?? Forse cambia parere anche lei…

  10. Gent. Porro, per errore non ho incollato nel mio commento precedente il link all’articolo di “Le Scenze”. Eccolo…
    http://www.lescienze.it/news/2015/12/08/news/clima_torto_scettici_convergenza_prove-2885575/

  11. Premesso che sono d’accordo che da sempre ogni discussione sul clima generi uno stato di isteria collettiva, sono rimasta colpita dall’affermazione di Porro secondo cui “è più facile dimostrare con prove l’esistenza di una cosa piuttosto che, con prove, la sua inesistenza”. E ad illustrazione di ciò, Porro sfida a dimostrare con prove l’inesistenza di cani a tre teste nel sottosuolo di Venere.
    Bel colpo, Porro. Adesso però dimostraci che è più facile dimostrare con prove la loro esistenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *