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Greta, Orlando e l’alibi green - Seconda parte

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Gretta Thunberg, un’altra che è qui per far soldi, è la bufala più gigantesca della contemporaneità e adesso ha trovato la nuova frontiera: unire le isterie climatiche alle devastazioni del Black Lives Matter e alle fobie gender, sentitela nella sua ultima esternazione ripresa dalla Reuter: “Le persone stanno cominciando a svegliarsi per le disugliaglianze razziali e di genere”. Così, recitata da automa, con la vocetta da fanciulla petulante e una strana smorfia, come avesse una patata in bocca. Nel filmatino la si vede chiaramente leggere, tutto quello che Gretta pontifica è scritto, calibrato, provato e riprovato. È un dettato permanente ma scusateci se la ragazza a questo punto non ci fa più compassione né tenerezza: a quasi 18 anni, Asperger o no, o sei consapevole di quello che fai, e allora nel caso specifico sei complice, oppure sei irresponsabile e in tal caso gli unici a doverti ascoltare sono gli infermieri e gli alienisti.

Invece la ascolta il mondo, con le sue cassandrate squinternate che vanno dalla terra che frigge alle disugaglianze di genere. Ci vorrebbe Frank Zappa, questa qui, per sistemarla.

Max Del Papa