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Greta “persona dell’anno”, la dittatura della banalità - Seconda parte

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In una parola: un totalitarismo, soft e post-moderno, ma pur sempre tale. Che vuole conquistare le anime prima dei corpi, escludendo chi solo osa ammettere nel discorso qualche piccolo dubbio, casomai osservando quella che è per degli storici seri dovrebbe essere quasi una banalità: l’ambiente in cui vive oggi l’umanità è il più salubre di tutta la sua storia. Ma chi coltiva più Clio? Chi legge le opere di storia? Chi sa che la Parigi, o la Londra, o la Napoli, del Sei-Settecento, erano non città ma fogne a cielo aperto, con miasmi e odori letali che ammazzavano senza pietà i più deboli?

Certo, i nostri problemi sono altri e di altra portata. E il futuro presenta, come sempre, e anche da questo punto di vista, non pochi rischi e incognite. Ma è con la tecnica e la scienza, non con la decrescita sedicente felice che l’uomo ne uscirà, se ne uscirà. Chi oserebbe contestare il fatto che la cura e la preservazione dell’ambiente sia in sé un valore? Ma l’ecologia è una cosa troppa seria per essere lasciata in mano ai piccoli, e soprattutto per essere strumentalizzata per altri fini.

Corrado Ocone, 11 dicembre 2019

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