Politica

Gruppo Vaccini, Schillaci revoca le nomine. Ira di Meloni: “Non concordato”

Il ministro della Salute fa decadere la Commissione. Premier contraria: "Siamo per il confronto". Forza Italia invece esulta

schillaci tamponi
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Nei giorni scorsi si sono accese forti discussioni dentro il governo dopo la decisione del ministro della Salute Orazio Schillaci di revocare la commissione di esperti sui vaccini, portando alla decadenza di due medici considerati “no-vax”, Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite. Questa scelta avrebbe causato irritazione nella presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che l’ha definita una decisione “non concordata”.

La revoca della commissione e la reazione di Meloni

La mattina del giorno in cui è stato firmato il decreto, Orazio Schillaci, ministro della Salute ed ex rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, ha sciolto la commissione di esperti sui vaccini, facendo decadere anche i medici Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite. La premier Giorgia Meloni avrebbe espresso, secondo Repubblica, il suo malumore, dicendo che la decisione presa dal ministro “non è stata concordata” perché “noi da sempre crediamo nel pluralismo e nel confronto”. Secondo la presidente del Consiglio, i due medici sarebbero dovuti rimanere al loro posto insieme al resto del comitato.

Schillaci e le pressioni per le dimissioni

Nel clima di tensione crescente, Orazio Schillaci ha valutato l’ipotesi di dimettersi. Alle spalle di questa vicenda ci sono state pressioni istituzionali forti: voci insistenti dicono che il ministro abbia persino contattato il Quirinale per informarsi sulle modalità di un possibile passo indietro. Lo staff del ministro ha smentito le voci riguardo a sue dimissioni.

Dal ministero hanno spiegato che “si ritiene necessario avviare un nuovo procedimento di nomina dei componenti del Nitag (il gruppo vaccini, ndr) per coinvolgere tutte le categorie e gli stakeholder interessati”. Schillaci ha aggiunto: “La tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore. Con questo spirito abbiamo sempre lavorato e continueremo ad agire nell’esclusivo interesse dei cittadini”.

Le divisioni nel centrodestra

Dentro Fratelli d’Italia, partito di cui Giorgia Meloni è leader, si sono create spaccature intorno alla gestione della commissione. Le posizioni dei due medici “no-vax” sono state criticate anche dal mondo accademico, con una petizione lanciata da Giorgio Parisi, premio Nobel. La presenza nel gruppo di Eugenio Serravalle, pediatra toscano, e Paolo Bellavite, ematologo bolognese, sarebbe stata favorita dalla segretaria politica del Ministero della Salute, Rita Di Quinzio, su indicazione di alcuni parlamentari vicini a Meloni. Alcuni esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega non hanno nascosto la loro preferenza per mantenere i due medici nel gruppo di consulenza sui vaccini.

Forza Italia, con Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori del partito, ha sostenuto invece il ministro Schillaci, definendo la revoca “un atto di responsabilità e di tutela verso i cittadini”. Ronzulli ha affermato: “È fondamentale che chi siede in organismi così delicati sia coerente con l’evidenza scientifica”. Queste affermazioni segnano una distanza tra le posizioni dei componenti della maggioranza di governo, mostrando quanto sia delicato il tema della gestione sanitaria e delle nomine nei comitati tecnici.

Articolo in aggiornamento

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google