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Il processo a Salvini

“Ha cambiato rotta senza motivo”. Ecco l’informativa segreta sulla Ong

Spunta un documento ignorato da nove Procure della Repubblica. Presunto contatto tra l’Ong Open Arms e gli scafisti?

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Continua a far discutere il caso dell’informativa “fantasma” del processo contro l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Il documento, oltre alla procura di Palermo dinanzi alla quale il leader della Lega è imputato, sarebbe stato inviato ad altre otto Procure della Repubblica. Eppure, nessuna di questa la avrebbe presa in considerazione. Anzi, l’unica ad accennarne è proprio quella di Palermo, secondo cui si tratterebbe di un’ordinaria azione di salvataggio.

I fatti risalgono al 1 agosto 2019, quando Salvini vietò lo sbarco di 147 migranti della nave Ong Open Arms. Secondo l’accusa, il divieto durato 19 giorni configurerebbe un’ipotesi di sequestro di persona, ma l’informativa fantasma potrebbe dare una svolta al procedimento penale. Soprattutto, grazie al corposo contenuto formato da due intercettazioni, 16 fotografie e 27 registrazioni video.

Questi ultimi sono stati girati dal sommergibile Venuti della Marina Militare italiana, di fronte alle coste della Libia, durante un’attività di pattugliamento. Accertata una possibile anomalia dell’attività della Ong, la Marina decise di trasmettere il documento fantasma alle altre Procure, ma senza che nessuna di queste abbia poi approfondito il caso.

Le registrazioni iniziano intorno all’alba del 1 agosto 2019, quando la Open Arms viaggia verso le coste libiche a 5,2 nodi. Improvvisamente, alle 8.15, la nave cambia rotta e aumenta la velocità ad 11,2 nodi. Secondo la prima intercettazione del sommergibile, vi sarebbero state “comunicazioni audio che, verosimilmente, indicano un dialogo tra un soggetto parlante (non identificato) riconducibile a persona probabilmente a bordo della Ong ed un secondo soggetto (anch’esso non identificato)“. Per poi arrivare ad accertare la presenza di un barchino blu carico di migranti, grazie alle riprese della Marina.

Il problema rimane il mistero che avvolge l’identità di quel “secondo soggetto anch’esso non identificato”. Se non vi è la piena certezza sul primo, comunque vi sono presupposti che possono orientare sul fatto che si tratti di una persona a bordo della Ong. Tutto ciò grazie all’utilizzo della lingua spagnola, che coincide con la bandiera della Open Arms. Buio assoluto, invece, per l’altro interlocutore. L’incertezza, però, ha sollevato l’ipotesi che si potesse trattare di uno scafista.

I dubbi sono molti. Il primo: perché l’Ong non ha atteso l’intervento della Guardia Libica, che nello stesso momento stava eseguendo attività di ricognizione e salvataggio dei migranti? Il secondo, nasce dalla lettura dell’informativa: “La Ong si trovava al momento in cui cambiava rotta e velocità ad una distanza ottica/radar dalla quale non era in grado di poter visualizzare il barcone. Da qui, la possibilità che siffatta posizione sia stata ‘passata’ alla Ong da terzi ignoti”. È così?

Per di più, si affianca il mistero relativo all’idoneità del barchino a completare la traversata in mare. Secondo la Open Arms, la risposta sarebbe negativa; mentre secondo l’informativa “la presenza di due motori fuoribordo ne conferma una capacità propulsiva significativa, idonea a fronteggiare situazioni di emergenza e/o avaria”.

Di seguito, ecco il video segreto mandato in onda ieri sera da Quarta Repubblica:

Matteo Milanesi, 6 dicembre 2022