Politica

“Modello negativo”: veleno di Concita su Berlusconi. E Sallusti reagisce

“Aveva l’abitudine di usare il denaro per comprare le persone, dai senatori a pagare le ragazze”. L’attacco della giornalista su Berlusconi

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Non si ferma il veleno della sinistra politica e mediatica contro Silvio Berlusconi. Neanche dinanzi alla morte, al ricordo del quattro volte Presidente del Consiglio, alcuni progressisti (ma comunisti sotto mentite spoglie) riescono ad accantonare l’ideologia e ricordare, al di là del colore politico, un uomo che ha segnato indelebilmente l’Italia sotto tutti i profili: comunicazione, impresa, sport e politica.

L’odio contro Berlusconi

Ebbene sì, dopo i commenti tranchant di Montanari e Travaglio, dove il primo si è rifiutato di mettere le bandiere a mezz’asta all’Università di Siena ed il secondo – a pochissime ore dalla morte del Cavaliere – ha definito “imbarazzante” la gratificazione che era in corso, si aggiunge al coro anche la giornalista Concita Di Gregorio sulla questione del lutto nazionale. E i toni sono sempre gli stessi: “Un’esagerazione: Berlusconi è stato un modello molto negativo”.

Per approfondire:

“Corruzione un sistema di governo”

Ma il peggio deve ancora arrivare. Durante la trasmissione Di Martedì su La7, in presenza anche di Alessandro Sallusti, la giornalista ha voluto calcare la mano, riassumendo la vicenda politica di Berlusconi come “macchiata da continue menzogne”, insieme “all’abitudine di usare il denaro per comprare le persone, dai senatori a pagare le ragazze, fare della corruzione un sistema di governo“. E arriva la “ciliegina sulla torta”: sdogana “la destra che poi si presenta ed oggi governa” (e ci verrebbe da dire: forse, questa è la democrazia, è il voto del popolo italiano, cara Concita). Nonostante tutto, De Gregorio non sembra ancora contenta e, quindi, non poteva mancare il solito ritornello dei rapporti del Cavaliere con la mafia e “l’arretramento culturale che Berlusconi ha portato sul tema della parità di genere”.

C’è però un dato fondamentale che Concita sembra voler omettere, ovvero che per tutti i reati che ha menzionato non è mai stata riportata alcuna sentenza di condanna, se non una (evasione fiscale), connotata però dalle intercettazioni al giudice Amedeo Franco, scomparso nel 2019, che dichiarò la sua contrarietà al verdetto (mai messa agli atti) e soprattutto il suo giudizio su una sentenza definita “una porcheria” politicamente orientata. Ma si sa, per una certa sinistra la presunzione di innocenza si trasforma in una presunzione di colpevolezza. E sembra che il paradigma rimanga anche dopo un’archiviazione oppure una sentenza di proscioglimento. Con Berlusconi, questo doppiopesismo vale ancora di più.

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