La Procura di Bologna, tramite il pm Michele Martorelli, ha al momento formulato l’ipotesi di omicidio aggravato nei confronti di Marin Jelenic, cittadino croato di 36 anni, fermato ieri sera a Desenzano del Garda per l’assassinio del capotreno Alessandro Ambrosio. Le aggravanti contestate riguardano i presunti motivi abietti e il fatto che l’episodio si sia verificato all’interno o nelle vicinanze di un’area ferroviaria. L’udienza di convalida del fermo, che sarà calendarizzata a Brescia, dovrebbe essere definita entro le prossime 48 ore; in quella sede potrebbe essere disposta anche la misura cautelare. La documentazione raccolta è attualmente al vaglio delle procure di Brescia e Bologna.
Secondo quanto riferito dagli investigatori, la presenza di Jelenic a Desenzano sarebbe stata casuale, dal momento che non risultano precedenti passaggi o frequentazioni nella zona. Il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha ricostruito le circostanze del fermo: “Gli agenti del commissariato di polizia erano impegnati nel consueto pattugliamento del territorio; poco prima delle 21, di fronte alla stazione di Desenzano, che è uno degli obiettivi maggiormente controllati, specialmente in questo periodo di rientri dalle festività, hanno notato un uomo che vagava con atteggiamento confuso, così hanno deciso di fermarlo e sottoporlo a controllo. E quando si sono resi conto che poteva essere il ricercato, con grande professionalità e con tutte le cautele del caso, lo hanno messo in condizione di non reagire, attivando poi tutto l’apparato investigativo e le squadre mobili di Brescia, Bologna e Milano. Dopodiché lo hanno condotto in questura per procedere con l’arresto”. L’uomo è ora detenuto nel carcere bresciano.
Dalle verifiche svolte emerge che il 36enne aveva acquistato un biglietto ferroviario da Tarvisio a Villach, in Austria, con partenza prevista ieri mattina alle 10.30. Risulta inoltre che in passato fosse già transitato dai valichi triestini e friulani. Un altro elemento ricostruito dagli inquirenti riguarda il tentativo, la sera precedente, di effettuare una chiamata verso un numero croato utilizzando il cellulare di un passeggero sul treno Fiorenzuola-Milano. Una richiesta analoga era stata rivolta anche il giorno dell’omicidio; non è escluso che lo stesso capotreno Alessandro Ambrosio possa essere stato avvicinato per motivi simili, circostanza ancora da chiarire. Le indagini sono condotte dalla Polfer e dalla squadra mobile di Bologna.
Dopo l’aggressione avvenuta il 5 gennaio nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna, Jelenic avrebbe trascorso la notte seguente nei locali dell’ospedale Niguarda di Milano. Le immagini di videosorveglianza documentano i suoi spostamenti: inizialmente su un treno interregionale, dal quale è stato fatto scendere a Fiorenzuola per mancanza di biglietto; poi l’arrivo a Milano Centrale alle 22.40, con successive riprese in piazza Duca d’Aosta e in via Farini, dove ha atteso il tram 4. La sua presenza è stata segnalata da un passeggero che lo ha riconosciuto dalle immagini diffuse. Le telecamere del mezzo pubblico confermano il suo arrivo al Niguarda, dove è rimasto fino alle 6.40 del mattino successivo, per poi tornare verso la stazione e proseguire fino a Desenzano.
Nei confronti di Jelenic era in vigore un ordine di allontanamento dal territorio comunitario disposto dal prefetto di Milano, dopo che il 22 dicembre era stato trovato in possesso di un coltello in via Scheiwiller, nella zona Corvetto. Altri controlli a suo carico risultano registrati a Milano Centrale, Lambrate, Pavia, Bologna e lungo i confini di Trieste e Tarvisio tra il 2024 e la fine del 2025.
Franco Lodige, 7 gennaio 2026
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