Nuovi aggiornamenti sulla famiglia Trevallion-Birmingham, conosciuta mediaticamente ormai come la famiglia nel bosco. Dopo le contestazioni sulle condizioni igienico-sanitarie della loro abitazione nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, i genitori hanno scelto di trasferirsi temporaneamente altrove. Una decisione che, come precisano i loro legali Marco Femminella e Danila Solinas, non rappresenta una resa: “Hanno deciso, pur di ovviare alle criticità igienico sanitarie riscontrate, di accettare per il tempo necessario all’attuazione delle migliorie abitative richieste, un immobile offerto da un privato cittadino”. E ancora gli avvocati anche nella stessa nota: “Nessun passo indietro ma un passo avanti che consente di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà”.
Il trasferimento avverrà in un casolare messo a disposizione da un ristoratore originario di Palmoli. Il padre dei tre bambini ha visitato la struttura – ancora immersa nella natura – rimanendo colpito dalla sua autonomia. Il proprietario l’ha descritta così: “Immersa nella natura con almeno 2 ampie stanze di cui una cucina, un pozzo dove poter prelevare l’acqua, il bagno a secco e locali per gli animali”. Parallelamente, la battaglia legale prosegue. Femminella e Solinas hanno infatti depositato il reclamo contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’allontanamento dei bambini: “Nella giornata di ieri abbiamo provveduto al deposito del reclamo avverso l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare dei bambini Trevallion Birmingham”.
Secondo i legali, il provvedimento necessita di una revisione e di una corretta lettura dei fatti: “La presentazione del gravame muove, di certo, dalla improcrastinabile necessità di instare per la revoca dell’ordinanza ma, parimenti, dalla doverosa contestualizzazione di passaggi chiave sottesi ad una corretta lettura di una vicenda che, a tratti, è stata, purtroppo, oggetto di strumentalizzazioni speculative”. Nel reclamo, spiegano, sono stati affrontati per la prima volta in modo tecnico gli elementi considerati problematici per i minori: “In maniera semplificata, quand’anche qui non esaustiva, abbiamo avuto modo di dedurre sulle questioni igienico sanitarie, oggetto di presentazione di Scia, che saranno risolte, a breve, mediante interventi tecnici mirati così come una minuziosa analisi della vita dei minori e del metodo dell’unschooling ha consentito di chiarire che non vi è mai stata una deprivazione del rapporto tra pari”.
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La nota dei legali affronta anche il cambio di difesa, precisando la natura della decisione: “Non vi è stata alcuna rinuncia ma revoca” del precedente avvocato Giovanni Angelucci. Secondo la nuova difesa, la scelta di vita dei genitori è sempre stata coerente con i loro valori: “Catherine e Nathan hanno sempre, e solo, avuto a cuore il bene dei loro figli e la scelta di vivere nella loro casa di Palmoli, e in via più generale di crescere i loro bambini in un’ottica di potenziamento di valori non stereotipati, lungi dall’essere frutto di una negligente approssimazione educativa era, ed è, espressione di una filosofia di vita in cui hanno creduto e continuano fermamente a credere”.
Gli avvocati indicano nella gestione dei passaggi procedurali una delle criticità del caso: “Nondimeno, è innegabile che la vicenda è stata ammantata di criticità legate ad una puntuale interpretazione di segmenti processuali che, se correttamente individuati e chiariti, avrebbero potuto condurre, sin da subito, ad un approdo diverso. Questa è la ragione per cui i nostri assistiti si sono determinati a revocare il precedente difensore”. La chiusura è un auspicio: “Chiuso il capitolo delle dichiarazioni illegittime, l’attenzione si limiti alla convergenza di forze per ottenere il ricongiungimento familiare”.
Franco Lodige, 29 novembre 2025
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