Cronaca

Hanno accoltellato un poliziotto

Agente ferito a Udine durante gli scontri con gli ultras. A Bologna violenza Pro Pal. I nostri agenti sono stufi di stare a guardare

poliziotto accoltellato
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Cercherò di raccogliere i pensieri di tanti colleghi presenti in varie piazze italiane, descrivendo solo gli ultimi giorni, senza andare troppo lontano. Ciò che più di tutto ci chiediamo è quale è il livello di sopportazione nei confronti di questa violenza che ci sembra sempre più ammessa.

A Udine, gli ultras del Bologna hanno procurato durante un attacco ai poliziotti una ferita da taglio. Lo si vede nella foto e lo dice il referto del pronto soccorso: ha dovuto mettere dei punti, ma è solo per pura fortuna che la lama o il punteruolo non ha intaccato l’osso. Come è successo? Chi potrà mai saperlo, chiediamo da tempo immemore una norma che impedisca ai manifestanti di avvicinarsi ai reparti schierati, cioè di creare quell’area cuscinetto che serve anche a non far accoltellare qualche poliziotto come successo a Udine. Se entri in quell’area devi sapere che verrai fatto bersaglio dalla forza pubblica, te ne assumi le responsabilità. Non è una cosa difficile, si può fare se si vuole.

A Bologna i delinquenti Pro Pal hanno utilizzato bombe con pezzi di ferro e chiodi. E poi caschi spaccati dai sanpietrini, il che significa che se gli agenti non avessero avuto la protezione della testa figuriamoci la fine che avrebbe fatto un cranio. Abbiamo registrato feriti tra le nostre fila come se non ci fosse un domani. Abbiamo a disposizione lacrimogeni depotenziati che non funzionano come dovrebbero: fanno solo fumo o ti esplodono in mano.

A Genova gli anarchici hanno devastato tutto creando danni ai beni dello Stato e dei cittadini.

Siamo convinti che gli sfollagente, quelli che piace tanto chiamare “manganelli”, vengono utilizzati sempre meno, sono solo un peso in più da portare dietro. Si ha quasi timore ad ordinare di usarli. Gli idranti che bagnano dolcemente i manifestanti, sia mai che servano per allontanare con decisione. Inoltre non vengono riempiti di liquido colorato per rintracciare questi criminali per poi procedere ad identificazione e ad arresti differiti.

I razzi, le bombe e le armi da taglio utilizzate contro le forze dell’ordine non sono opinione. Non rientrano nel diritto di manifestare. Non sono tesi da dibattere in aule universitarie o in sedi comunali. È barbarie. È un attacco alla civiltà, ai nostri valori.

Questi soggetti sono i soliti personaggi con ideologie tossiche, con troppo tempo libero. Non sono rivoluzionari ma criminali, violenti, che vanno perseguiti, condannati e resi inoffensivi. Senza se e senza ma.

Pasquale Griesi, 24 novembre 2025
*Segretario FSP Polizia di Stato

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