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Ho 20 anni, ma dico no al Senato eletto da diciottenni

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“Vogliamo aprire una stagione di riforme per l’Italia”, riforme di carattere strettamente costituzionale quelle a cui fa rifermento il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Difatti nella giornata di ieri, in Senato si è votato a favore della riforma costituzionale che abbassa a 18 anni l’età per poter eleggere i senatori (ad oggi gli anni previsti dalla Costituzione sono 25). Il provvedimento è passato con 125 voti favorevoli (Pd-M5S-Leu).

Ma non è stata una votazione definitiva, in quanto dovrà passare alla Camera per la terza lettura e al Senato per il via libera, che sarà possibile solo con la maggioranza assoluta dei componenti,ma che al momento si presenta come ipotesi e non come certezza, dato che Italia Viva e centrodestra non hanno partecipato al voto, astenendosi. Non è la prima volta, a dire il vero, che il centrodestra non ha avuto il coraggio di opporsi radicalmente dall’ingaggiare determinate battaglie che posso dimostrarsi dannose per la tenuta delle istituzioni.

Prima considerazione: perché non danno nessun segnale a proposito di questa riforma?Perché non impediscono che la sinistra continui a parlare di giovani ma con l’idea che la priorità di quest’ultimi sia avere la possibilità di votare i propri rappresentanti in senato?Prova, tra l’altro, di una sinistra talmente distaccata dalle realtà che crede in questo modo di ottenere consenso tra i giovanissimi e recuperare voti senza rendersi conto che i prossimi diciottenni e i giovani hanno bisogno di un altro tipo di riforme.

Seconda considerazione: da 20enne senz’altro, questa riforma potrebbe considerarsi apparentemente a mio vantaggio, ma da studentessa di legge, però, non posso non tener conto di due cose:

1. nelle prime lezioni di “storia del diritto romano” mi è stato spiegato che nell’antica Roma il Senato è stato l’evoluzione di un consiglio composto dai patres delle gens originarie comunità di cui facevano parte gli “anziani”, uomini saggi e con esperienza. Difatti il termine “senato” deriva dal latino senex che significa “vecchio” proprio a dimostrazione del fatto che primordialmente gli anziani erano i membri del Senatus.

2. dal punto di vista del “diritto costituzionale” moderno, questo può quindi considerarsi risultato del “bicameralismo perfetto (paritario)” previsto dalla nostra Costituzione, in quanto esiste una “camera alta” (Senato) eletta su base regionale e da parte di cittadini più adulti, presumibilmente maturi, capace di stemperare i poteri della “camera bassa” eletta su base nazionale.

A proposito di bicameralismo perfetto, ricordiamo tutti come andò a finire nel dicembre del 2016, quando si tentò di superare questo sistema, con la legge “Renzi-Boschi” e ricordiamo altrettanto le posizioni del centrodestra, che anche in quest’occasione mi auguro non si limiti ad astenersi, ma si opponga a questa inutile revisione della Costituzione, da parte di coloro, tra l’altro, che fino a qualche tempo fa parlavano di Costituzione sospesa, non considerandola come qualcosa di fondamentale ed inviolabile.