
Succedono alle volte delle cose che uno non se ne fa una ragione, che vanno oltre la comprensione dell’umano e anche del disumano e non stanno tanto nella cronaca nera, nelle mamme e mogli che nella società del patriarcato fanno a pezzi un figlio e compagno siccome non ha pronto il tavolino, come dicono in Versilia per dire preparato la cena, ma nel gossip che poi è la involuzione della debordiana società dello spettacolo; succede, può succedere che un Tananai dica “dopo Sanremo ho avuto troppo successo, troppo successo”, e uno tramortito si ferma e pensa troppo successo uno così, con un anonimato così, con un nome d’arte così?
Ma magari, se è bravo, se è discendente, che ne so, dei Tenco o dei Demetrio Stratos, ci può stare. Invece no. Repubblica, what else, effigia in un video il Tananai con un altro mistero doloroso, tale Bianco, che cantano un successo, altro mistero avvolto in un enigma, di Biagio Antonacci, la quasi celeberrima Sognami; e lo illustra così, Repubblica what else: “Il brano è un superclassico (sic!) di Biagio Antonacci, a interpretarlo, insieme al suo autore, in una versione chitarra e voce da vacanza, Tanai (sic) e Blanco”. Manco le basi der mestiere.
Chitarra e voce? Scusate, quale voce? Cè da sperare che tutti fossero violentemente ubriachi o più fatti di Ozzy Osbourne quando decapitava volatili a morsi. Da vacanza? No, da taverna, da osteria, da bettola ma mica volendo, quando mai, è questione di limiti: questi che hanno “troppo successo, troppo successo”, oltre non vanno. Interpretazione sottozero, simpatia non pervenuta, talento chiamate la Sciarelli. Ma se hanno troppo successo, troppo successo un motivo ci sarà e noi siamo rosikkoni.
Se Cristicchi vede ‘sta roba, non la canta più volevo essere Biagio Antonacci, neanche per scherzo. Aridatece l’intelligenza artificiale, e, a proposito, segnalo un clamoroso fake di Orietta Berti, ma irresistibile, si trova su youtube, è apocrifo del 1967 a nome di Vera Luna e si chiama “Aprimi il…”. A voce spiegata. L’uccellino della Val Padula. Nel suo genere un capolavoro: immagina, puoi, chiudi gli occhi e ti risvegli in quegli anni ’60 dove tutto era possibile, specie quello che non si poteva cantare. By Oriettona, della quale abbiamo sempre sospettato una propulsione erotica al turbo: oggi la AI ce lo conferma, altro che le voci “da vacanza” di Biagio, Blanco e “Tanai”…
Max Del Papa, 4 agosto 2025
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