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Hormuz, ultimatum inutili e bombe poco risolutive: Trump ora ha un problema serio

L'incubo midterm e i continui penultimatum senza alcuno sbocco: qual è il rischio politico di The Donald

Donald Trump e lo stretto di Hormuz
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Mi spiace doverlo ammettere, ma la situazione in cui si è cacciato, e ci ha cacciato per via del blocco di Hormuz, Donald Trump è grave ma non è seria, parafrasando un famoso aforisma di Ennio Flaiano.

In evidente difficoltà interna – tra poco più di tre mesi si svolgeranno le elezioni di midterm – il Tycoon non sembra trovare il bandolo della matassa di un conflitto che ha deliberatamente scatenato e che, da quel si vede attualmente, sembra voler risolvere, da provetto pokerista, con l’arma del bluff. Tanto è vero che attualmente siamo arrivati forse al ventesimo ultimatum inviato a mezzo stampa ai capi del regime iraniano, senza che quest’ultimi facciamo la benchè minima piega. Anzi, la sensazione, sempre più diffusa tra gli osservatori delle questioni internazionali, che si ha è quella di un sistema sempre e più resiliente e ancora più sbilanciato a favore della componente più oltranzista, con buona pace di di tutti quegli iraniani che speravano in un cambio di regime.

D’altro canto, come si suol dire, le chiacchiere con chi governa attraverso il terrore da quasi mezzo secolo stanno letteralmente a zero. E a nulla serve, se non ad alimentare la tifoseria maga, minacciare di riportare l’Iran all’età della pietra, quando poi non si è nemmeno riusciti a mettere in piedi una alleanza difensiva con l’unico scopo di consentire la libera navigazione dello stretto della discordia. Una alleanza che comprendesse soprattutto i Paesi fortemente penalizzati, come il nostro, da un blocco che rischia di mandare in recessione l’intera economia planetaria.

“Ultima chance per Teheran per trattare, poi li decapiteremo”, questo l’ennesimo annuncio espresso dal capo della Casa Bianca, a cui il regime degli ayatollah non sembra, come per tutti gli altri diktat, aver dato alcun peso. Nei fatti, pur avendo subito colpi durissimi ma evidentemente non risolutivi, il potere iraniano deve aver applicato nei riguardi di Trump un famoso detto Ambramo Lincoln, suo lontano e celeberrimo predecessore, ovvero che “si possono ingannare alcuni per tutto il tempo, molti per molto tempo, ma non si possono ingannare tutti per tutto il tempo.”

Ebbene, il grave rischio politico che il partito repubblicano sta per correre nel novembre prossimo è che pure a parecchi dei suoi potenziali elettori torni in mente il medesimo detto. In questo momento i sondaggi sembrerebbero darne piena conferma. Staremo a vedere.

Claudio Romiti, 6 agosto 2026

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