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Il dibattito in Svizzera

I 4 svantaggi del salario minimo

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In Italia si parla sempre più spesso di difficoltà a reperire personale in alcuni settori, spesso per i salari troppo bassi, o del fatto che il famigerato Reddito di Cittadinanza disincentivi la ricerca di lavoro e anzi spinga i beneficiari ad adagiarsi sugli introiti gratis ricevuti.

In Svizzera, Paese spesso troppo sbrigativamente osannato da noi italiani, la situazione è la seguente.

Come chiarito da vari siti internet, tra cui quello di PostFinance (le Poste), Unia (uno dei principali sindacati elevetici: ebbene si, esistono anche qui!) e lohnrechner.ch (calcolatore salariale), nella Confederazione Elvetica non esiste un salario minimo nazionale.

Tuttavia in molte professioni esiste un salario minimo regolato da un contratto collettivo di lavoro (Ccl) o da un valore minimo cantonale. In Svizzera, circa la metà dei dipendenti è protetta da un contratto collettivo, ma solo 1,7 dei 5 milioni di lavoratori sono coperti da un Ccl che stabilisca anche salari minimi.

Nel 2017 il cantone di Neuchatel ha introdotto in Svizzera il primo salario minimo generale (attualmente a 20 Chf all’ora, cioè circa 3’400 Chf al mese) che si applica a tutti i lavoratori che operano “abitualmente” nel Cantone. Nei cantoni di Giura, Ticino, Ginevra, Basilea Città i salari minimi oscillano tra i 19 e i 23 Chf. In altri cantoni, come Berna, San Gallo o Turgovia sono state respinte iniziative per l’introduzione di salari minimi. Spesso tali iniziative assumono addirittura carattere comunale o locale, come a Zurigo, Kloten o Winterthur.

Mentre i benefici di uno stipendio minimo sono chiari ai più, il sito di PostFinance elenca anche alcuni criteri che parlano a sfavore dei salari minimi:

  • Piccole aziende gastronomiche o agricole potrebbero essere messe in crisi da stipendi minimi.
  • Se esistesse lo stesso salario minimo in tutta la Svizzera, i datori di lavoro in regioni con stipendi più bassi sarebbero messi in difficoltà da valori minimi magari troppo elevati.
  • Occupazioni a retribuzione oraria, con un salario minimo, non sarebbero più così attrattive dal punto di vista dei datori di lavoro.
  • Costi elevati dei salari dovrebbero parzialmente rivalersi sui consumatori finali e quindi i prezzi salirebbero.
Andrea Gebbia, da Ehrendingen (Svizzera)