Caffè avvelenato

“I bimbi del bosco non vanno rieducati”. Ci sono arrivati?

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Qui al bar lo avevamo capito da un pezzo; quelli bravi, gli esperti, ci sono arrivati dopo un po’ e solo perché sono stati messi sotto torchio dai consulenti di parte della difesa dei Trevallion. Fatto sta che, nella perizia che la psichiatra Simona Ceccoli, con la collaborazione di Valentina Garrapetta, ha redatto per il Tribunale minorile dell’Aquila, si legge che i bimbi del bosco devono tornare a casa. Le professioniste, quelle brave, non si rimangiano le accuse mosse alla famiglia neorurale fin qui: bambini sporchi, emotivamente poco maturi (invece i figli dei radical chic di città sono tutti dei viri probati), malamente istruiti (d’altronde, le scuole pubbliche italiane pullulano di studenti di qualità). Ma almeno il documento riconosce che l’obiettivo finale non è tenere i fratellini in eterno nella casa famiglia, bensì riportarli il prima possibile a casa loro.

Soprattutto, c’è un passaggio del testo che ci sembra fondamentale: si dice che la consulenza tecnica non ha la finalità di valutare lo “stile di vita dei genitori” e nemmeno di far intraprendere ai loro figli dei percorsi “rieducativi”. Ci fidiamo? Boh. Magari psichiatri e psicologi sono genuinamente persuasi che lo Stato non sia una mamma e manco un Leviatano e che, quindi, non debba riprogrammare i suoi sudditi; i servizi sociali e il loro prolungamento giuridico, cioè certi magistrati, chissà. E chissà pure se questo passaggio del testo sarà veramente prodromico alla restituzione dei piccoli Trevallion a chi li ha messi al mondo.

Perché, alla fine, la perizia si limita a dire che “auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per un rientro a casa dei bambini compatibile con il loro benessere”. Tradotto: i genitori riottosi si sbrighino a chinare il capo. Loro il messaggio sembrano averlo capito. Nathan soprattutto, Catherine ha resistito più a lungo. A parole, le autorità dicono che non bisogna mettere in discussione le loro idee ma solo l’impatto che esse hanno sui figli. Chissà dov’erano questi sommi filosofi quando una bimba di Bordighera veniva pubblicamente abusata da due tossici. Chissà dove sono ogni giorno, vista la quantità di ragazzini che vive al di fuori della legalità e della grazia di Dio nei campi rom. I tribunali vorranno mica mettere in discussione lo stile di vita sinti.

Il Barista, 9 giugno 2026

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