Cronaca

I bimbi rom uccidono? Follia Ong: è colpa del ‘governo fascista’

Per un'organizzazione non governativa i quattro baby pirati sarebbero vittime del “fallimento strutturale” italiano

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C’è una vicenda che, evidentemente, qualcuno ha deciso di reinterpretare. Il riferimento è alla storia di Cecilia De Astis, 71 anni, investita e uccisa a Milano da quattro minorenni rom bosniaci a bordo di un’auto rubata. Una tragedia che ha indignato tutti, tranne chi ha preferito trasformarla in un manifesto politico. A Bruxelles, infatti, il Centro europeo per i diritti dei rom — un’ong con sede a Bruxelles — ha pensato bene di intervenire con un tempismo degno dei treni di un tempo: più di un mese dopo. E con una nota dal titolo già di per sé rivelatore: “Incidente mortale a Milano scatena discorsi d’odio e piano di sgombero nazionale contro i rom da parte dell’estrema destra italiana”.

Per loro, dunque, è un “incidente”. E, ovviamente, il nodo cruciale non è che uno dei ragazzi sia ancora libero mentre gli altri sono in comunità. No. Il problema, riporta Libero, sono i cattivi sentimenti di governo, opposizione (di destra) e stampa. Perché le ong, si sa, hanno sempre una morale di riserva pronta all’uso. Nel comunicato si legge: “I minorenni che hanno guai con la giustizia necessitano di protezione e riabilitazione. Tuttavia, la copertura mediatica li ha rapidamente etichettati come criminali, prestando poca o nessuna attenzione ai fallimenti strutturali del governo italiano, come politiche abitative discriminatorie, mancanza di accesso all’istruzione e decenni di negligenza nell’adempiere agli standard obbligatori internazionali in materia di diritti umani e strategie di inclusione”.

Tradotto: la responsabilità non è dei quattro che guidavano un’auto rubata. È dell’Italia. Della stampa. Della destra. E perfino delle politiche abitative. Tutto tranne i fatti. Le reazioni di Matteo Salvini e altri politici — che proponevano semplicemente di chiudere insediamenti irregolari e ristabilire un minimo di ordine — vengono bollate dall’ong come “retorica razzista” che avrebbe “echeggiato una logica fascista di punizione collettiva”.

Siamo al solito rituale: basta dire “sicurezza” per diventare automaticamente fascisti. Ma la parte migliore (si fa per dire) arriva dopo. Il Centro europeo per i diritti dei rom avverte “coloro che non riescono ad aprire gli occhi di fronte alla minaccia esistenziale della destra estrema che l’Europa affronta oggi”, perché “l’incidente di Milano dovrebbe servire da campanello d’allarme”. “Incidente”? Una donna uccisa sulle strisce pedonali? E questo sarebbe solo il trailer di un’apocalisse politica?

L’ong conclude spiegando che “Il fascismo non è in ascesa in Europa, sta già occupando le sale del potere in Italia e si sta preparando per un nuovo attacco totale ai diritti dei rom”. A leggere certe frasi, viene il dubbio che non parlino dell’Italia ma di un universo parallelo. Nel loro racconto, ogni tragedia è solo il pretesto per rilanciare l’eterna accusa: non contano i fatti, non conta la vittima, non contano le responsabilità. Conta il copione. E quello, da quelle parti, non cambia mai.

Franco Lodige, 14 novembre 2025

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