La filosofia degli eroici marinaretti parlamentari a pugno chiuso e mano aperta per salvare Flotilla, Gaza, il popolo palestinese, Hamas, è la seguente: coraggio che scappiamo. Partiti per “scortare” la Invincibile Armata in rotta per la Striscia, alle prima avvisaglie di rotta, nel senso di Caporetto, gli allegri vagabondi sono stati i primissimi a farsi rimpatriare: volo speciale, ovviamente, e in classe più business che turistica. Del resto che altro era l’operazione Flotilla? E il bello è che ci fanno pure gli strani, loro avrebbero preferito restare coi dannati della terra, i mozzi ostaggi del sionismo, come arriva a definirli Travaglio, uno che credevamo capace di traviare la diversamente avvocata Francesca Albanese mentre è successo l’opposto. Business, solo business: via, liberi e belli dalle prigioni, viste col binocolo mentre gli altri fessacchiotti ci bivaccheranno per un po’, grazie a una sinergia tra governo israeliano, che non aveva nessuna voglia di sobbarcarsi grane e mantenimento per certi soggetti, e governo italiano nella persona di Tajani, ormai espertissimo nel salvare parlamentari diversamente presentabili. Classica situazione per cui bisogna cavare dai casini gli sprovveduti che ci si infilano.
Sprovveduti ma privilegiati: belli paciarotti sbarcati a Fiumicino dopo uno svolazzo a base di tartine e aperitivi – va bene un Gaza libre? O preferite un Fri Palestai? – mentre gli ingenui inguaribili, come i genitori di quel reporter un po’ esaltato, ma disilluso, chissà se gli servirà il bagno di realtà, quel Lorenzo D’Agostino, scoprono l’acqua calda: “Non è giusto, no a corsie preferenziali per qualcuno”. Eh, che volete farci? Così va la vita: Flotilla colpita e affondata (evvai), ma certi galleggiano sempre però. I soliti noti, sempre quelli, che stanno dentro, che girano in Tesla, in treno riservato, in business class, con la mastercard, al grido: no al capitalismo, frii palestai e frii soprattutto noi.
Scusassero: ma davvero credono, credevano alla retorica dei rappresentanti del popolo, uguali al popolo, che si sacrificano per il popolo? Davvero non hanno mai imparato che funziona esattamente al contrario? Particolarmente nel favoloso mondo comunista? Dice: ma come, quei parlamentari (nominiamoli va’, si meritano la menzion e magari la legion d’onore, Mattarella provvedi: Arturo Scotto e Annalisa Corrado, PD; Marco Croatti, 5stelle; Benedetta Scuderi, la gnegnegne in visibilia col coraggio di proclamare: Israele mi ha catturato, blocchiamo il mondo, Partito di Salis, what else?), dice, ma come, questi dovevano garantire gli altri e sono i primi a tagliare la corda, a issare l’ancora e salpare, rotta per la buvette? Eccerto, ma quale garantire, questi garantiscono solo loro stessi, era una crociera extralusso da cui ricavare spolvero, incarichi, visibilità. Business, solo business.
Tocca pure preoccuparsi: “Una telefonata di un funzionario della nostra ambasciata – verga Repubblica, what else? – rassicurava tutti. Aveva parlato con loro, erano in buone condizioni di salute”. Perfino un po’ ingrassati, se saranno magnati i generi solidali diretti ai gazawi nella proporzione di 20 grammi cadauno, ma decisamente rifiutati a chi avrebbe effettivamente potuto recarli. “E informava”, il funzionario, “che, a differenza degli altri 42 fermati italiani, non sarebbero stati portati in carcere”. Ma dai? Ma che spettacolo, però non è ancora finita: vedrete che i fantastici 4, invece di andarsi a nascondere, li troveremo tutti a sfilare per scioperi, barricate, intifade a pugno chiuso contro i soprusi sul popolo, gli abusi di potere, i privilegi, frii palestai. Già hanno cominciato a prendere, scusate ma ci vuole, per il culo: “Ora liberi tutti gli attivisti, siamo preoccupati”. Come no, talmente preoccupati che nessuno ha opposto la benché minima resistenza al salvataggio esclusivo di sé medesimo. Questi non tengono vergogna, del resto non sarebbero compagni.
All’assalto, miei prodi! No, non avete capito, voi andate all’assalto, noi vi scortiamo dalla business class al grido sempiterno della sinistra politbura e paracula: “No a trattamenti di favore! La legge è uguale per tutti! Rivoluzione! Uguaglianza. Dal fiume al mare, dal mare al cielo, noi, alla galera voialtri”.
Era partita in farsa, è finita in atellana, anzi in fescennino: “Festa agreste, rozza e salace”. Il popolo palestinese può attendere, noi la nostra missione l’abbiamo compiuta, siamo eroi, non temiamo né i sionisti, né il ridicolo, né la vergogna. Coraggio che scappiamo, ma voi mi raccomando: ai vostri posti, costi quel che costi. La lotta continua, come proclama a pugno chiuso Ilaria Salis da Bruxelles. E che je vòi dì? So’ ragazzi, eterni ragazzi, stagionati ragazzi, giocano alla rivoluzione e si dolgono perché manco quella è uguale per tutti: “Noi volevamo restare, ma, essendo parlamentari, privilegiati, non ci hanno voluto, ci hanno messo sull’aereo”. Perché non si sono incatenati alla bagnarola, chiederete voi: è semplice, perché preferiscono incatenarsi alla poltrona. E al desco. Desco inferno. Ed è davvero un mistero buffet questo ostinato credere, da sinistra a sinistra, alla politica di servizio, popolare, ingaggiata, che si slancia in soccorso delle invicibili armate, dei popoli, dei bambini. Sic transit mundi, come diceva quel direttore di giornale analfabeta.
A proposito, ci sia consentita una divagazione in cauda: la copertura che la Rai sta dando dell’intifada sindacale è oscena. Non è più informazione, non ne conserva l’ombra di una pretesa: è militanza, si copre tutto con un fanatismo ignobile, si lascia licenza di sproloquio ai pro Hamas che dicono “Quello che… ehm… cioè… che sta succedendo a Gaza… è… ehm… inaccettabile”, cioè non ne sanno un amato caz**, si esaltano gli atti teppistoidi, si sottolinea la matrice pacifica, falsissima, si dà conto delle occupazioni di scali, autostrade, centri storici, con relative distruzioni, in un modo che al Jazeera si sogna, se lo venissero a sapere i residui capi di Hamas manderebbero un comunicato (affidato a Francesca Albanese): datevi una calmata. TeleGiorgia o teleLella? Ma forse ha poco senso distinguere ancora, quando 4 amici al bar di Flotilla, in nome del “poppolo”, mandano la ciurma allo sbaraglio e poi si sfilano, essendo parlamentari, e il governo, lo stesso governo che vorrebbero appendere per i piedi, è costretto, o indotto, a salvarli; e non si capisce se nella disperazione del sostegno agli sventati o in un malcelato senso di appartenenza comune, di solidarietà circense per cui chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori, ma chi è dentro si salva, a vicenda, sempre.
Max Del Papa, 3 ottobre 2025
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