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I droni di Zinga e la supercazzola di Gualtieri

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La stagione estiva sta per finire, ma Nicola Zingaretti non ha abbassato la guardia. E, memore della stagione degli elicotteri che piombavano sulle grigliate abusive degli untori di Pasquetta, ha pensato bene di sguinzagliare una flottiglia di droni sulle spiagge laziali. I robot svolgeranno un ruolo imprescindibile: dovranno misurare la temperatura dei bagnanti. Domanda: e che succederà se trovassero qualche imprudente avventore che, magari perché arso dal sole (che stenta a fare capolino, in questi giorni di inizio settembre), arriva a 37,5? Scatterà il pronto intervento a terra di squadroni anti Covid con maschere e scafandri? O partirà direttamente dal drone una bella raffica, per abbattere la minaccia?

Si scherza, ovviamente. Purtroppo, invece, non scherzava l’altro dem romano, Roberto Gualtieri, candidato al Campidoglio. Ieri, mentre nella Capitale si discute di monnezza e di moria di pesci nel Tevere, l’ex capo del Mef ha rilasciato questa dichiarazione: “A Roma bisogna creare una ibridazione dei luoghi. Unire la vicinanza fisica all’uso della piattaforma digitale. È un percorso che si è iniziato a fare ma lo vogliamo fare di più. Un bar, un esercizio commerciale, una farmacia: sono luoghi che sono anche reti di una comunità di servizi e quindi di cura. Magari la stessa persona che vende il giornale, aiuta a fare la pratica del green pass a chi non sa usare internet”. Insomma, Gualtieri ha ben chiare le priorità della sua futura amministrazione. In bocca al lupo a lui. Ma soprattutto ai romani.

Redazione, 3 settembre 2021