Caffè avvelenato

Ideona dell’esperta: soldati in Ucraina per abituarci alla guerra

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Qui al bar ci siamo divertiti a leggere sulla stampa straniera quello che gli esperti di casa nostra forse si vergognano di scrivere sulla stampa italiana. È il caso dell’editoriale che Nathalie Tocci, prezzemolina cattedratica della geopolitica post 2022, ha pubblicato sull’Economist. L’intervento nasce da un problema percepito con urgenza dalle nostre classi dirigenti: gli europei non sono pronti a essere chiamati alle armi in caso di necessità. Chissà se la Tocci abbandonerebbe volentieri penna e calamaio per imbracciare il fucile. Nel frattempo, lancia una brillante idea: mandare truppe in Ucraina non per aiutare l’Ucraina, alla quale non sarebbero di alcuna utilità concreta, bensì per aiutare l’Europa a “trovare lo stomaco per la guerra”.

“Una forza europea di rassicurazione”, scrive la Tocci sul settimanale britannico citando una formula usata da Emmanuel Macron, “farebbe poco per l’Ucraina. Ma schierarla ora, prima di un ipotetico cessate il fuoco, potrebbe recare beneficio all’Europa, incoraggiando i cittadini a sviluppare un’attitudine mentale che li preparerebbe meglio alla guerra”. Dopo troppi anni di noiosissima pace. La prof con l’elmetto ha ben chiari i rischi dell’operazione: “Certo, metterebbe in pericolo i soldati europei – una mossa del genere farebbe infuriare il Cremlino”, che magari sarebbe tentato di far fuori qualche nostro militare (e poi chissà cosa accadrebbe). Ma almeno, “una frazione del coraggio, dell’umiltà e della creatività dell’Ucraina potrebbe infettare altre società europee”.

Sarebbe ora: vorrete mica risvegliare la creatività sopita per lavorare a tecnologie salvavita? A intelligenze artificiali etiche? A nuovi farmaci? Siete matti? All’armi! La tesi bizzarra di Tocci è che, in questo modo, cioè preparandoci alla guerra, impediremmo che essa “si propaghi nel resto del continente”. Ci fidiamo, perché ella è una luminare. Però facciamo una cosa: noi, qui al bar, per esser pronti a combattere dobbiamo prima finire il caffè. Professoressa Tocci, può andare avanti lei?

Il Barista, 23 luglio 2026

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