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La Banca centrale russa ha reso noto un ammanco di 131 miliardi di dollari. Non è una sorpresa. Ecco i motivi delle difficoltà economiche di Mosca

economia russa in crisi @ Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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La Banca Centrale russa ha reso noto un ammanco di 131 miliardi di dollari (10,4 Trilioni di rubli al cambio attuale) nei bilanci delle banche commerciali, sotto forma di crediti deteriorati (NPL) e accantonamenti insufficienti. [1]

Non è una sorpresona dell’ultimo minuto: già a giugno 2025 Bloomberg aveva anticipato che il sistema bancario russo avrebbe dovuto affrontare perdite di questa portata, a causa dei tassi d’interesse elevati e del peggioramento della qualità del credito alle imprese.[2] Il Moscow Times spiega che il grosso del problema arriva dalle aziende dei settori: edilizia, lavorazione del legno, produzione di macchinari, automotive, chimica, metallurgia e, inutile dirlo, industria della difesa e trasporti pesanti – che negli ultimi tre anni hanno accumulato debiti per restare in vita e ora faticano a onorarli.[3] Un copione già visto in altre economie di guerra. Nel frattempo il governo ha “gentilmente” ricordato ai cittadini di pagare le tasse entro il 1° dicembre: le entrate fiscali non petrolifere sono in calo del -20 % nei primi otto mesi del 2025 rispetto al 2024. [4]

I russi, dal canto loro, sembrano aver preso la raccomandazione alla lettera… ma al contrario: da agosto i depositi bancari delle famiglie sono in calo, segno che qualcuno preferisce tenere i soldi sotto il materasso piuttosto che in banca. [5]

Qualche numero per capire le proporzioni:
– i 10,4 trilioni rappresentano circa il 24 % delle spese federali previste per il 2025. [6]
– La difesa e la sicurezza “ufficiali” assorbono già il 32 % del bilancio, ma gli analisti indipendenti stimano che la cifra reale (inclusi extra-budget e voci classificate) sia ormai vicina al 40-45 %, cioè circa l’8 % del PIL. [7][8]
– Sommando le due voci si arriva facilmente al 60% del bilancio totale impegnato tra guerra e salvataggio delle banche, lasciando poco spazio a tutto il resto.
– Il petrolio Urals viaggia stabilmente sotto i 40 dollari al barile, con sconti fino a 20-23 dollari rispetto al Brent. [9]
– Le entrate petrolifere sono calate di un ulteriore 15-20 % nell’ultimo trimestre. [10]
– Per la prima volta nella storia recente, la Banca Centrale ha cominciato a vendere oro “fisico” dalle riserve per coprire il deficit. [11]

Come dice un vecchio proverbio moscovita, quando cominci a vendere l’oro di famiglia per pagare le bollette… forse è il momento di rivedere qualche priorità.

Fonti:
1.⁠ ⁠Bank of Russia, 19 novembre 2025
2.⁠ ⁠Bloomberg, “Russian Banks Face $130 Billion Hit”, 12 giugno 2025
3.⁠ ⁠The Moscow Times, “Corporate Debt Crisis Hits Russian Banks”, 20 novembre 2025
4.⁠ ⁠Ministero delle Finanze russo, dati gennaio-agosto 2025
5.⁠ ⁠Bank of Russia, statistiche depositi popolazione, ottobre 2025
6.⁠ ⁠Legge di bilancio federale 2025 + emendamenti autunnali
7.⁠ ⁠Gaidar Institute / RANEPA, stima spese militari reali 2025
8.⁠ ⁠Mediazona / BBC Russian Service, analisi voci classificate 2025
9.⁠ ⁠Argus Media, prezzo Urals delivered, novembre 2025
10.⁠ ⁠Ministero delle Finanze, entrate petrolifere Q3 2025
11.⁠ ⁠Bank of Russia, variazione riserve auree, report mensile ottobre 2025

Giulio Galetti, 26 novembre 2025

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