
Se è vero quello che dice la compagna Concita, che il governo conosce perfettamente i violenti di estrema sinistra e li lascia liberi per favorire la svolta autoritaria, lo stesso si può sostenere in senso inverso: a maggior ragione quei balordi li conosce la sinistra che non solo non fa niente per fermarli ma addirittura li incita, li giustifica, in non pochi casi li mitizza.
Quanto accaduto in apertura dei Giochi Olimpici porta conferma e oscena conferma: sabotare l’alta velocità in mezza Italia dimostra che il terrorismo anarcoide non si ferma e non si ammorbidisce con le chiacchiere e le parole inclusive; c’è un disegno eversivo palese, rivendicato, sostenuto dalla sinistra irresponsabile che riesce contemporaneamente a gridare al lassismo e allo Stato di polizia: altro che ambiguità, siamo all’impunità logica o alla schizofrenia.
Va considerato non solo il danno d’immagine ma una serie di conseguenze pesantissime: il sabotaggio in sé, il rischio di incidenti mortali, il disagio per milioni di passeggeri che anche ieri hanno patito ritardi di ore, treni soppressi, impossibilità di raggiungere i propri impegni.
Con l’ineffabile Landini che, secondo copione, dirotta la colpa sulla repressione del governo, che nessuno ha visto. Si sapeva, si attendeva la nuova ondata di attentati dopo la prova generale di Torino e, se ne era al corrente il governo, figurarsi se poteva ignorarlo una opposizione che quei ceffi o li tollera o li manovra; e che nei suoi elementi più beceri non trova un fiato per condannarli.
È tutto chiaro, compresa la consapevolezza il cosiddetto pacchetto sicurezza, bollato con indignazione dai pro Maduro, se mai è troppo blando: la sinistra dalle mille code ha maledetto il fermo preventivo, e adesso che i sabotaggi sono successivi non trova una parola per dissociarsi o denunciarli, se mai incolpa more solito il governo.
Ma se il governo ha una colpa, è quella di andarci troppo cauto, considerando peraltro lo sbarramento dei pompieri, dal Colle alla magistratura, dai partiti di sinistra all’ANM, l’Anpi, Hamas, Askatasuna e tutti gli altri martelli dell’opposizione filoteppistoide. Allora, compagni calcarei, come ne usciamo?
La coscienza della sinistra farisea da cattiva si è fatta pessima. Qualcuno che gioca allo sfascio c’è, ma diremmo siano proprio quelli che fingono di denunciarlo. La verità è che, disgraziatamente, urgono misure di polizia molto più stringenti e drastiche di quelle in itinere: già risulta difficile capire come possano i soliti mascalzoni in felpa e passamontagna far saltare indisturbati i binari di mezzo Paese, che a questo punto andrebbero presidiati dall’esercito nell’interesse generale.
Ma se lo avessero fatto, impedendo le ennesime devastazioni annunciate, che avrebbero detto le sinistre conniventi? Avrebbero gridato alla repressione, alla fine delle libertà individuali che esse stesse sinistre teorizzavano e mettevano arrogantemente in pratica sotto pandemia (“non si invochi la libertà”, “la Costituzione non è intoccabile”, “la Costituzione si può mettere nel cassetto”).
Se una colpa si può muovere al governo, ripetiamo, è di essere ancora troppo esitante, pur con tutti gli alibi da considerare, che non sono né pochi né lievi. Solo che a questo punto gli alibi sono finiti. Sono finiti a scuola, dove non è ammissibile che un maranza squarti un compagno; dove non è pensabile che un istituto venga preso in ostaggio con pretesti antisemiti.
Leggi anche:
Sono finiti nelle stazioni, dove è sempre più probabile finire taglieggiati o tagliati. Sono finiti sui treni, idem; e sui binari, che vengono fatti saltare. Sono finiti nei centri storici, dove bande organizzate di aspiranti assassini si scagliano a martellate su agenti indotti o costretti a non reagire. Sono finiti dappertutto perché il Paese non si tiene più insieme da nessuna parte.
Sono finiti perché a forza di cercare il morto, di aspettare il morto, va a finire che il morto arriva davvero. A nessuno piace la stretta democratica, ma se già adesso non siamo più liberi di uscire, girare, viaggiare, scegliere, che democrazia è? Che democrazia resta?
Leggi anche:
- Sabotaggio Olimpico? Cavi tranciati alla stazione di Bologna, treni nel caos
- È tornato il rischio terrorismo (grazie ai compagni che sbagliano)
Si è appena saputo che il comico “volgare, di destra” Andrea Pucci ha rinunciato a Sanremo dopo insistite minacce di morte alla famiglia: e già la sinistra esulta, si vanta. Mentre la Premier Meloni esprime solidarietà. In sostituzione di Pucci chi chiamano? Benigni convertito dai mille sinonimi della fica, lo ricordate?
Allo spirito di Ventotene, allo spirito santo e alle prediche da beghina milionaria? La Littizzetto fissata coi buchi, coi cazzi? Ilaria Salis? Una delegazione di Askatasuna? La democrazia è una bella cosa se sai come difenderla ma qui è rimasta solo una tolleranza mille per i criminali e una intolleranza ugualmente a mille per i miti, gli indifesi, i viaggiatori o gli istrioni sgraditi alla dittatura della minoranza.
Democrazia inaccessibile ai cittadini ormai schiavi che osservano un tabellone alla stazione dove il ritardo più lieve è di sei ore. Causa: le escandescenze degli anarcoinsurrezionalisti “contro le Olimpiadi”. Mandati da chi, sospinti da chi?
Max Del Papa, 8 febbraio 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).