Il rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola continua ad alimentare interrogativi. Dopo le rivelazioni sull’amicizia tra il conduttore di Report e il faccendiere, a intervenire è ora Giangaetano Bellavia, commercialista e consulente di numerose Procure, che da circa vent’anni collabora anche con la trasmissione di Rai 3. In un’intervista al Giornale, Bellavia racconta il proprio stupore per una relazione che, assicura, sarebbe stata sconosciuta anche all’interno dell’ambiente di Report.
La sua reazione è netta. Alla domanda se fosse sorpreso dalla notizia dell’amicizia tra Ranucci e Lavitola, risponde senza esitazioni: “Sorpreso? Allibito!”. Per Bellavia, infatti, il legame tra un giornalista noto per le sue inchieste e un personaggio come Lavitola rappresenta un elemento difficilmente comprensibile. “Uno gli amici li sceglie come vuole”, premette, “però noi poi abbiamo il diritto di sorprenderci“.
Bellavia sostiene di non aver mai saputo nulla di questo rapporto e aggiunge che la stessa ignoranza sarebbe stata condivisa anche dagli altri collaboratori della trasmissione. “Assolutamente no, ma non lo sapeva nessuno“, afferma quando gli viene chiesto se fosse a conoscenza dell’amicizia tra i due. Una circostanza che, a suo giudizio, rende ancora più sorprendente quanto emerso negli ultimi giorni.
Il consulente racconta di conoscere Ranucci da molti anni, ma precisa che il loro rapporto è sempre rimasto confinato all’ambito professionale. “Lo conosco da vent’anni, perché è da allora che ho rapporti di collaborazione con Report”, spiega, ricordando però di aver avuto rapporti più stretti con Milena Gabanelli e con gli storici autori del programma. Con Ranucci, invece, parla di una semplice conoscenza, limitata anche a qualche aperitivo quando il giornalista si trovava a Milano, sempre – precisa – “con la scorta”.
Nel corso dell’intervista Bellavia descrive anche il funzionamento della redazione di Report, spiegando che sono gli autori a raccogliere e sviluppare le inchieste, mentre la scelta finale spetta al conduttore. Secondo lui, è Ranucci a decidere quali temi approfondire e questa selezione sarebbe caratterizzata da un preciso orientamento. Alla domanda se il programma privilegi inchieste di carattere politico rivolte prevalentemente contro il centrodestra, replica: “Molto unilaterale”.
Come esempio cita l’assenza di approfondimenti sul mondo della magistratura. “Lei ha mai visto un’inchiesta sulla magistratura?”, domanda alla giornalista. Di fronte alla risposta negativa, conclude: “Ecco, appunto. Si chieda perché. Di temi per inchieste sulla magistratura ce n’è quanti ne vuole”.
Bellavia affronta anche il tema dell’attentato subito da Ranucci, sul quale sono ancora in corso le indagini. Racconta di aver trovato la vicenda difficile da interpretare: “Ho pensato: mah, che cosa strana”, spiegando di non riuscire a individuare quale interesse potesse esserci nel colpire un giornalista della Rai. Dopo l’episodio, dice di avergli inviato soltanto un messaggio di solidarietà.
Infine, il consulente torna sulle dichiarazioni dello stesso Ranucci, che aveva raccontato di incontrare regolarmente Lavitola. Secondo Bellavia, questa circostanza apre inevitabilmente una riflessione. Alla domanda se esista una contraddizione tra l’immagine pubblica del conduttore e la sua frequentazione con il faccendiere, risponde: “Qualche contraddizione c’è”. Una valutazione che accompagna al giudizio favorevole sulle recenti dichiarazioni del direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini, definite “condivisibili”.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


