Delirio allo stato puro con disturbo della fantasia compulsiva e persistente stato allucinatorio. In una definizione: pseudologia fantastica, comportamento noto anche come mitomania, condizione psicologica caratterizzata dalla tendenza a mentire in modo ripetitivo e compulsivo, talvolta anche senza un vero e proprio vantaggio materiale, spesso per auto-migliorarsi o apparire più interessanti, o come meccanismo di difesa per affrontare giudizi e frustrazioni. Non potrebbero essere spiegate diversamente, senza ricondurle ineluttabilmente a una condizione di grave mitomania, le recenti dichiarazioni rilasciate al Foglio dal presidente pentastellato Giuseppe Conte.
In un’intervista rilasciata nelle scorse ore al quotidiano fondato da Giuliano Ferrara, l’ex premier, oggi capo politico del Movimento Cinque Stelle, traccia una netta linea di separazione tra il primo Trump, a suo dire sensibilmente più ragionevole e moderato, e il secondo, la versione attuale, molto meno malleabile e assai più radicalizzato. Non solo. Perché oltre a individuare un sensibile cambiamento rispetto a quattro anni or sono nella linea e negli atteggiamenti del presidente americano, l’ex avvocato del popolo svela inoltre un sensazionale retroscena legato al suo rapporto personale con il tycoon: “Faceva quello che dicevo io. Io sapevo farmi rispettare, a differenza di Meloni che invece dona il sangue a Donald per il business. Lo accarezza per avere un ruolo nel board di Gaza, per far dimenticare il suo silenzio sul genocidio”.
Insomma, al di là della solita vecchia propaganda ProPal valida per tutte le stagioni e per tutte le occasioni, anche adesso che il regime iraniano degli ayatollah continua a sparare sulla folla nel silenzio assordante delle italiche sinistre, M5S in testa, la notizia clamorosa che emerge dalle improbabili affermazioni di Giuseppe Conte è un’altra: nel corso del suo primo mandato presidenziale, perlomeno nella seconda parte, dal 2018 in poi, ovvero dopo la nascita del governo gialloverde (prima di allora Giuseppe Conte era poco più che un perfetto sconosciuto), Donald Trump era un uomo totalmente diverso, misurato, sobrio, docile, arrendevole, un vero moderato. Tutto merito dell’ex primo ministro della Repubblica italiana, chiaramente, per dirla con parole dello stesso tycoon “l’altamente rispettato Giuseppi Conte”, l’unico uomo sulla faccia della terra capace di addomesticare Donald Trump piegandolo completamente al suo volere. Almeno nel magico mondo di Giuseppi.
Salvatore Di Bartolo, 14 gennaio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


