“Abbiamo anche la contestazione, evviva!”. Con queste parole cominciò il comizio elettorale di Silvio Berlusconi a Cinisello del 19 giugno 2009, un evento passato alla storia per una delle frasi più conosciute del Cavaliere e che calza a pennello con quanto accaduto a noi. Sì, perché oggi parte La Ripartenza al Teatro Petruzzelli di Bari e qualche compagno non è felicissimo di questo appuntamento. Non che ci preoccupi, sia chiaro, la protesta è legittima in uno stato democratico. Il problema qui sono le castronerie. E non sono nemmeno poche.
Protagonista è Alternativa Comunista Bari. Il nome dice già tutto. Ebbene: i contestatori in questione hanno organizzato un presidio pro-Pal per domani, sabato 12 luglio, in Piazza Ferrarese. L’elenco delle rimostranze è folto: le contraddizioni delle istituzioni locali ree di supportare “gli affari delle aziende complici del genocidio di Israele in Palestina”, le collaborazioni universitarie dirette e indirette con Israele e i suoi complici, ma anche il piano di riarmo europeo che ha tra i maggiori sponsor il ministro Crosetto – protagonista della Ripartenza – che, tra l’altro, ha recentemente rinnovato il memorandum d’intesa per la cooperazione militare tra Italia e Israele.

“È ormai evidente che il sionismo non ha mai avuto nulla a che fare con le vittime dell’Olocausto e che opporsi al progetto criminale sionista non è ‘antisemitismo’”, uno dei ragiornamenti “profondi” di Alternativa Comunista Bari nella sua filippica contro La Ripartenza: “Il sionismo è stato da sempre sostenuto dai governi imperialisti di ogni colore politico che, per difendere i loro interessi coloniali, hanno fatto di Israele la loro base militare in Medio Oriente. Nonostante le falsificazioni Israele è uno Stato tutt’altro che democratico che si basa su leggi razziali, in cui libertà civili e diritti umani fondamentali vengono negati a chi non soddisfa determinati requisiti etnici, razziali e religiosi. Israele è nei fatti uno Stato confessionale, teocratico e integralista al pari dei regimi islamici che l’imperialismo considera come unico male assoluto. Per questo riteniamo che l’unica soluzione possibile per risolvere l’attuale crisi è quella di tornare ad uno Stato della Palestina in cui le varie culture e religioni possano coesistere, come avveniva prima dell’intervento coloniale europeo-statunitense nell’area”.
Ma il peggio deve ancora venire. I compagni definiscono La Ripartenza come una “vera e propria fiera dell’orrore” con cui Nicola Porro “è riuscito a mettere insieme molti protagonisti della pulizia etnica in corso a Gaza nonché famelici sponsor delle guerre del capitale”. Riflettori accesi sul nemico, ossia gli ospiti della kermesse del Petruzzelli: “”La nona edizione de la Ripartenza porterà in città, oltre al ministro della difesa Crosetto (simbolo tra l’altro della commistione tra istituzioni e gruppi privati del settore della sicurezza e degli armamenti), sponsor ed esponenti di spicco di gruppi economici con consolidati rapporti d’affari con Israele (Fincantieri, Enel, Eni, Intesa San Paolo, Cassa Depositi e Prestiti, Airbnb, ecc.).
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Nel mirino dei comunisti è finito anche il sindaco Vito Leccese che “mentre propaganda un’ipocrita e inconsistente esclusione di Israele dalla prossima edizione della Fiera del Levante, come il presidente di Regione Emiliano, si guarda bene dal far mancare il supporto concreto agli affari di Israele e i suoi complici”. E ancora: “Esattamente come avviene per il Politecnico di Bari che al di là di comunicati e proclami non chiarisce cosa cambia nei fatti per il progetto «Drone-Tech» (nato dalla collaborazione tra il Distretto Aerospaziale Pugliese e aziende israeliane che mira allo sviluppo di droni per il monitoraggio ambientale, con un occhio anche alle potenziali applicazioni militari) e la collaborazione con il Technion di Haifa per il progetto «Apulia Israel Joint Accelerator»”.
Insomma, un delirio totale. La Ripartenza andrà avanti senza problemi, con o senza presidio dell’estrema sinistra. Ma c’è da ribadire una cosa in chiusura: Berlusconi aveva ragione, “siete ancora e oggi come sempre dei poveri comunisti”.
Franco Lodige, 10 luglio 2025
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