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Il Labubu sulla tomba di Marx: il capitalismo ha vinto

Dall'inquietante bambolotto al nipote influencer di Fidel Castro: che brutta fine

Pupazzetto Labubu sulla tomba di Karl Marx Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Sotto la solenne ombra degli alberi di Highgate Cemetery, la tomba di Karl Marx ha un nuovo, silenzioso compagno. È un Labubu, il pupazzetto dalla testa pelosa e dagli occhioni un po’ inquietanti che impazza in tutto il mondo e che ha reso in poco tempo il suo ideatore il più giovane miliardario della Cina, con un patrimonio oltre i venti miliardi di dollari. Qualcuno l’ha piazzato lì accanto, in posa quasi affettuosa, come se le spoglie dell’uomo simbolo del pensiero comunista fossero pronte ad abbracciare il merchandising kawaii e le logiche capitalistiche alla base di domanda e offerta che generano la FOMO.

Intanto, dall’altra parte dell’oceano, a Cuba, Sandro Castro, il nipote del ben più noto Fidel, nato nel 1992 quando il nonno era ancora attivissimo politicamente, si reinventa influencer, si riprende mentre fa smorfie e beve birra e conta 120.000 follower su Instagram. E così, mentre il Lider Maximo ha sempre mantenuto un profilo bassissimo sulla sua vita privata e sulle sue vicende strettamente familiari, il nipote si reinventa content creator.

“O tempora, o mores!” dirà qualcuno. Meglio content creator che con le stesse idee del nonno, diremmo noi tirando un sospiro di sollievo. Ma una domanda sorge spontanea: cosa direbbe il buon vecchio Fidel se oggi potesse vedere le attività social del nipote? “Hasta el reel siempre” potrebbe essere il nuovo slogan della famiglia Castro!

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Insomma, parafrasando una celebre citazione de il Cavaliere Oscuro: “O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare content”. E se anche Marx e Fidel sono effettivamente morti da eroi (ma solo per alcuni compagni, ça va sans dire…), lo stesso non si può certamente dire del comunismo, che nel mondo di oggi è una teoria inconsistente, inapplicabile, impalpabile ma che viene ancora rivendicata e vezzeggiata da chi non si rende conto dei benefici di una società stimolante, poliedrica, economicamente libera e pertanto produttiva quale la nostra e che così diventa nient’altro che una caricatura, un’idea macchiettistica.

L’evidenza empirica di ciò la si ha proprio guardando non solo al comunismo come teoria in sé, ma anche agli effetti che ha prodotto sul campo: dalla disaffezione (al meglio) e dal terrore (al peggio) che i popoli che lo hanno vissuto sulla pelle provano nei suoi confronti, sino al cambio di rotta e di mentalità dei diretti discendenti di coloro i quali furono i principali promotori di esso. Dopotutto, da socialismo a social-ismo il passo è breve!

E mentre Castro jr jr gira un altro tiktok, chissà che il Labubu a protezione delle spoglie del filosofo barbuto, in preda ad un afflato soprannaturale, non finisca per prendere vita e difendere anche verbalmente Marx con la più classica delle frasi dei teorici del proletariato: “Non era vero comunismo!”.

Alessandro Bonelli, 25 luglio 2025

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