Il male dei palestinesi sono Onu e paesi arabi

Riconoscere oggi lo Stato di Palestina serve solo come recita per pararsi la cattiva coscienza

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israele gaza (1)

Come diceva un lucido ebreo duemila anni fa varcando le porte del Tempio, attorno a Gaza dominano i sepolcri imbiancati. All’ONU spetta la prima fila: 40 anni nei quali pur di mantenere migliaia di dipendenti e la gestione di miliardi di aiuti il cosiddetto Palazzo di Vetro ha consentito e legittimato la trasformazione della Striscia in un’economia e un territorio underground, pensato non per dare sviluppo ai palestinesi ma per creare terrorismo e per fare la Guerra.

Accanto all’Onu siedono le fazioni palestinesi e i paesi arabi. Sanno benissimo, tutti loro, di avere per ben tre volte respinto le offerte di creazione dello Stato palestinese con capitale Gerusalemme Est; e sanno benissimo di essersi sempre lavati le mani della questione: non uno stato arabo che dichiari di voler dare loro asilo, e tanto meno alcuno stato arabo disposto a creare una coalizione per gestire la Striscia all’indomani del cessate il fuoco nella terra che – bene ricordarlo – Sharon impose a Israele di abbandonare fino all’ultima casa e all’ultimo uomo.

Ora si aggiungono – con ruolo penoso come di consueto – gli occidentali dell’ultima ora. Macron sempre più ridotto ai “Beau Geste” in attesa dell’ineluttabile ritorno a casa, gli Starmer e gli altri del “se Israele non la smette riconosceremo a Settembre lo Stato di Palestina”.

Proposto così, siamo al riconoscimento di uno stato fantasma come strumento per placare la propria coscienza di fronte alle immagini dei tg della sera. Come si sa benissimo a Parigi e a Londra, non esiste più alcuna istituzione, alcuna classe dirigente, alcuna autorità palestinese in grado di governare alcunché. Oggi gli europei che teorizzano “lo Stato palestinese” se vogliono essere altro che sepolcri imbiancati devono fare una sola cosa: dirsi pronti a creare quella forza militare di interposizione in grado di occupare la Striscia e imporre l’ordine pubblico. Fare, cioè, ciò che né l’Onu né i Paesi arabi non hanno mai né saputo né voluto fare.

Se no, per favore, si tacciano e la finiscano con le giaculatorie pro “Stato di Palestina”, recitate per pararsi la cattiva coscienza, e per pararsi anche altro.

Giovanni Negri, 31 luglio 2025

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