Il maranza la fa franca: che vergogna gli abusi di capodanno senza giustizia

Vi ricordate la pratica del taharrush gamea? Vi ricordate l'indignazione generale? Niente: finirà tutto a tarallucci e vino

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Duomo milano capodanno

Honni soit qui mal y pense. Ricordate la svergogna, la vergogna senza vergogna, la negazione della giusta vergogna dello scorso capodanno, la studentessa di Liegi pesantemente aggredita insieme ad altre ragazze, per poco non violentate la notte di san Silvestro in piazza Duomo a Milano da un gruppo di maranza?

Era, ed è, la pratica del taharrush gamea, squisitamente islamica: consiste nell’accerchiare una preda, femmina, come squali in felpa e cappuccio, per terrorizzarla fino ad estreme conseguenze; un gioco losco nella “cultura” maranzesca, ma anche qualcosa di più, un modo per marcare il territorio, per stabilire un predominio, ogni volta che questi presunti nuovi italiani ne combinano qualcuna di delinquenziale non rinunciano a filmarla e subito la pubblicano, la diffondono. Puntualmente esaltati da migliaia di connazionali, di balordi, dai media di origine. E dalla sinistra, che, non è più un mistero visto che essa stessa non lo nasconde, coccola, alleva questi criminali a prato basso, ma non tanto basso, per arruolarli al fine di destabilizzare l’ordine pubblico, la società, e magari per l’antica compulsione idiota, sviluppare “una nuova rivoluzione globale” come piace fanfaronare alla Francesca Albanese. Con un effetto collaterale non secondario: dimostrare la loro impunità e quindi il loro potere, “facciamo quello che vogliamo, Milano è nostra”.

Un grido di guerra che ormai non fa notizia. Milano è loro, l’Italia è loro, l’Europa è loro: questa è precisamente l’Europa unionista che le prefiche di sinistra difendono dagli strali dei Trump e dei Musk: sono vestali invereconde e sono complici della sottomissione progressiva, della violenza sulle donne, i loro valori femministi si fermano alla denuncia del patriarcato made in Gino Cecchettin, un altro che te lo raccomando, ma se il patriarcato è islamista non lo vedono più o addirittura lo sostengono, come dicono i preti bergogliani, gli Zuppi, i Delpini, i Ciotti: di questa genia ce ne vuole di più, senza limiti, se poi stuprano o tagliano gole che vuoi che sia, solo un effetto delle diseguaglianze, del patriarcato occidentale. Spiegazioni circolari fondate su miserabili menzogne, su distorzioni ignobili della realtà. Ma la Chiesa cattolica, ultimo argine, ha ceduto, s’è arresa la Chiesa, è complice sottomessa, socia in affari e difficilmente questo papa tremebondo, per tutte le stagioni, sempre più in evidente scia al predecessore, potrà, vorrà fare qualcosa di cristiano al riguardo.

La notizia, honni soit qui mal y pense, ma anche prove me wrong, è che i maranza impuniti hanno ragione. Dal loro punta di vista, hanno ragione; hanno tutte le ragioni. Perché la magistratura milanese ci ha messo un anno per chiudere con il nulla di fatto la taharrush gamea di Capodanno: richiesta di archiviazione piena, per tutti, o meglio per nessuno perché non uno risulta identificato, con una motivazione esemplare, pretesca o magistrale che sia: non ci sono le prove, le indagini non han dato esito, non si sa chi fossero i presunti aggressori, le vittime sono sparite (e i carnefici, ufficialmente, pure). E che dovevano fare, quelle disgraziate, a parte tornarsene in Belgio (dove peraltro non è che vivano molto più sicure) ringraziando il loro Dio d’essersela cavata con un grande spavento? Ma se non sbagliamo le violenze sessuali viaggiano, volendo, anche da sole, d’ufficio: lo ha appena detto il presidente di quei giudici milanesi, “se una dice che è stata violentata a me basta così”, per dire che il processo poi sarebbe un pro forma, giusto per salvare la legalità procedurale. Dai, se la sono girata come conveniva, come voleva la sinistra milanese e nazionale. Evidentemente, la voce dello stupro è ottima e abbondante per l’italiano bianco tossico patriarcale che vota Giorgia, simpatizza con Trump e ne ha piene le scatole della UE; per i maranza e loro derivati non si applica, non si sente neppure.

Invece i video c’erano, le prove c’erano e c’erano anche i nomi dei balordi, che la polizia ovviamente conosce benissimo in quanto violenti e molestatori abituali, le facce, un anno fa, le abbiamo viste tutti, le avevano diffuse i media, forse per quel maldestro impulso o istinto della notizia che ancora sussiste nella morte dell’informazione: poi, certo, trattandosi di maghrebini, di maranza, le avevano immediatamente fatte evaporare, avendo cura di tacere pure le origini, ma il fatto è che quella notte di Capodanno piazza Duomo e vie limitrofe furono terra di conquista. Taharrush gamea non è un gioco e non è una leggenda: è un metodo che si diffonde da Colonia a Parigi, da Londra a Milano.

Tutto archiviato. In cavalleria. Cancellato. Rimosso. Richiesta di archiviazione, chi ha avuto ha avuto e pronti per il prossimo giro. Cosa credete succederà quest’altro Capodanno? E, come la vedi la vedi, la storia è pessima e finisce malissimo, nel trionfo del nostro sconforto: perché o i giudici sono, una volta di più, apertamente, svergognatamente schierati con e dentro e sotto il PD e quindi fanno il lavoro sporco, l’impunità etnica e religiosa a senso unico a fini politici, per boicottare l’attuale regime, per spalancare le porte a quello che sperano verrà, un osceno coacervo islamo-neocomunista; oppure non sanno fare il loro mestiere, loro e chi lavora per loro. Perché non è accettabile in una democrazia che un abuso di gruppo nel centro della principale città del Paese nella notte più festosa dell’anno si chiuda nell’impotenza di uno Stato che quasi quasi incolpa le vittime e per lo meno non rinuncia a irriderle: “La ragazza belga, che era insieme a 5 amici, ha denunciato ma poi… non si è fatta più sentire”.

Cioè: le donne non le sappiamo o non le vogliamo tutelare. Oppure non crediamo loro, sono delle mitomani, delle zoccole a caccia di gloria, che è quanto di più maschilista e oseremmo dire fascista si possa concepire. Da sinistra, ovviamente. Le denunce fingiamo di prenderle per oro colato ma all’atto pratico le piagnucolose signorine si fottano o si facciano fottere. Letteralmente. Perfetto: la imprescindibile, urgente, ossessiva tutela delle donne, vere o percepite che siano, la affidiamo a Chiara Valerio, a Zerocalcare, a “Più libri più stronz*”, alle vanità logorroiche del moralismo affarista di sinistra. E la sinistra, piaccia o meno, ha vinto ancora una volta a questo gioco infame: tutti archiviati, aspettando la prossima taharrush gamea, e che questa volta possibilmente la festa sia completa, che si arrivi fino in fondo. Non c’è dubbio che succederà, anche militarizzando piazze e centri storici. Pateticamente, ipocritamente perché puoi schierare pure l’esercito, i marines, le truppe da sbarco ma se le privi dei mezzi e dei poteri fai solo ridere, fai peggio, incoraggi la taharrush gamea. E loro lo sanno.

Fossimo nel presidente del Consiglio, ci andremmo piano a parlare di “grande Nazione”: non è un piatto di pasta e fagioli premiato dall’Unesco a renderci degni, la differenza la fa la serietà dello Stato, la sua indipendenza quando c’è da applicare la legge. Possibilmente anche sui maranza, anche sugli Hamas che in troppi circolano già oggi (e che, a lasciarli ancora fare, democraticamente ci vieteranno la nostra cucina italiana patrimonio dell’umanità).

Max Del Papa, 11 dicembre 2025

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