
Le voci arrivano da fonti di intelligence e da indiscrezioni diffuse sui media internazionali: uno dei comandanti più enigmatici dell’apparato militare iraniano potrebbe essere stato eliminato non da Israele, ma dallo stesso regime di Teheran. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il generale della Forza Quds noto per la sua incredibile capacità di sopravvivere agli attentati – tanto da essere soprannominato “l’uomo con nove vite” – sarebbe stato giustiziato con l’accusa di aver collaborato con Israele.
La vicenda si inserisce nel clima di guerra e sospetto che attraversa l’Iran dopo la serie di operazioni mirate che negli ultimi anni hanno decapitato parte della leadership militare e politica del Paese. Numerosi comandanti dei Pasdaran sono stati eliminati in raid attribuiti a Israele o in operazioni congiunte con gli Stati Uniti, mentre altri funzionari sono finiti nel mirino delle purghe interne per presunti legami con il Mossad.
Il protagonista di questo mistero sarebbe proprio il capo della Forza Quds, il reparto d’élite dei Guardiani della Rivoluzione incaricato delle operazioni all’estero e della gestione della rete di milizie alleate in Medio Oriente. Dopo l’uccisione nel 2020 del suo predecessore, il generale Qasem Soleimani in un attacco statunitense a Baghdad, la guida dell’unità era passata a Esmail Qaani, figura molto meno carismatica ma comunque centrale nella strategia regionale di Teheran.
Negli ultimi mesi però il suo nome è stato circondato da un alone di sospetti. Secondo diverse ricostruzioni citate dalla stampa internazionale, Qaani sarebbe sopravvissuto a una serie di attacchi che invece hanno ucciso altri dirigenti militari iraniani. In più occasioni sarebbe risultato “misteriosamente assente” proprio nei momenti in cui Israele colpiva riunioni segrete o basi operative, circostanza che ha alimentato interrogativi dentro lo stesso apparato dei Pasdaran.
Questa sequenza di coincidenze avrebbe spinto l’intelligence iraniana ad avviare indagini interne per individuare eventuali infiltrazioni. In un contesto segnato da pesanti perdite tra i vertici militari e da una crescente pressione militare esterna, la paranoia sulla presenza di talpe o informatori è diventata uno dei principali problemi per la leadership di Teheran.
Il Daily Mail riferisce che, secondo alcune fonti, il generale sarebbe stato arrestato e successivamente giustiziato con l’accusa di aver fornito informazioni all’IDF, l’esercito israeliano. Tuttavia le notizie restano difficili da verificare e al momento non esiste una conferma ufficiale da parte delle autorità iraniane.
Se la notizia fosse confermata, rappresenterebbe uno degli episodi più clamorosi della guerra segreta tra Israele e Iran. Non solo perché coinvolgerebbe il vertice della Forza Quds, ma soprattutto perché indicherebbe una crisi di fiducia senza precedenti all’interno dell’apparato di sicurezza della Repubblica islamica.
In un conflitto combattuto sempre più sul terreno dell’intelligence e delle operazioni mirate, la vera battaglia potrebbe non essere solo contro il nemico esterno, ma anche contro i sospetti che corrodono dall’interno il sistema di potere di Teheran.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).