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Il mistero dei morti in eccesso (e non a causa della guerra)

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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Partiamo da questo tweet di un noto analista economico, che esprime un pensiero diffuso, ma non per questo – a nostro avviso – corretto. La guerra in Ucraina ha causato finora alcune migliaia di morti militari e civili, le stime come avviene in tutte le guerre differiscono radicalmente tra le due parti, specie dei morti civili sono spesso divergenti a seconda delle fonti, ad esempio in quelle in Iraq, Siria e Afganistan e Libia variano ancora oggi di centinaia di migliaia.

In Ucraina l’Onu comunque stima alla data del 7 marzo 1,123 vittime civili e per dare un senso delle proporzioni, i due mesi di bombardamento Nato di Belgrado del 1999 fecero più di 500 vittime civili (sempre secondo l’Onu) e in Croazia, Kosovo e Bosnia oltre 20mila morti tra i civili. Tutti eventi tragici, che sono purtroppo già accaduti, anche in Europa. In aggiunta ci sono diverse migliaia di morti tra i militari (stimabili forse in una cifra vicina a diecimila) e poi i feriti, i mutilati e le terribili le distruzioni di infrastrutture e case.

Detto questo il motivo per cui molti hanno parlato di forme di “dittatura sanitaria” non era solo per l’obbligo di stare in casa per il lockdown o neanche per i green pass, che non sono certo misure letali. Se ne è parlato anche a causa dei morti e disabili associati ai farmaci Pfizer, Moderna, J&J e Astrazeneca. Questi ci sono stati, ci sono anche adesso e si continua a fare finta che non esistano.

Una guerra tragica in Europa dell’Est non cancella i morti causati da una vaccinazione forzata. Quello che abbiamo provato a segnalare da mesi, e che si continua a nascondere, è un aumento di morti in Europa nel 2021 per tutte le cause, assolutamente anomalo nella popolazione sotto gli 80 anni, ma in particolare quella sotto i 65 anni, vale a dire le persone attive nel mondo del lavoro.

I dati, provenienti da fonti diverse che abbiamo mostrato e che richiamiamo qui, mostrano decine di migliaia di vite umane perse (e in aggiunta anche di persone rese disabili) nel 2021 rispetto agli anni precedenti, incluso il 2020, l’anno della emergenza sanitaria. Le cause e modalità sono interamente diverse da quelle dei bombardamenti, ma le vite umane perse (o rovinate) sono di una entità simile a quelle di una guerra, ma avvenuta in tutti i paesi e non solo in Ucraina.

Nella fascia di età “in età militare” (sotto i 44 anni) in Europa nel 2021 con la vaccinazione, rispetto al 2020 (dove c’era la Covid, ma non ancora il vaccino) si è verificato un aumento di circa 3,400 morti (fonte EuroMomo, European Mortality Monitor).

Nella fascia di età tra 44 e 65 anni in Europa nel 2021 con la vaccinazione, rispetto al 2020 c’è stato un aumento di circa 38.600 morti (fonte EuroMomo, European Mortality Monitor).

Quello che si vede nei grafici di EUROMOMO sono i morti nel 2021 che sono molti di più che nel 2020 (nelle fasce di età sotto i 65 anni). Sia nel 2020 che nel 2021 avevamo la Covid-19 per cui questo non dovrebbe spiegare la differenza. Anche i lockdown hanno certamente ostacolato l’attività degli ospedali e possono quindi aver causato morti in più, di pazienti non diagnosticati, operati o comunque non curati tempestivamente, tuttavia i lockdown sono stati imposti sia nel 2020 che nel 2021. La novità del 2021 è stata la somministrazione al 90% della popolazione adulta di un nuovo farmaco, prodotto in pochi mesi, a differenza di tutti gli altri farmaci in commercio che richiedono sperimentazioni più lunghe. Non sembra così assurdo pensare che questo fatto senza precedenti nella storia – iniettare a tutti farmaci testati per qualche mese – possa spiegare almeno parte della differenza di mortalità tra il 2021 e il 2020.

Questo è però solo il primo tassello del puzzle, perché ce ne sono altri due. All’estero si parla da alcuni mesi dei dati delle Assicurazioni Vita (di cui abbiamo scritto estesamente, anche su questo sito vedi l’articolo Covid, l’allarme delle assicurazioni: “Troppi morti nel 2021”), che mostrano nel 2021 un aumento medio di pagamenti per decessi dal 20$ fino al 50% (Aegon, BKK in Germania, AIG, Unum, Hartford e le altre assicurazioni “life” americane).  Questa è una storia che non è ancora apparsa sui giornali cartacei italiani, ma di cui ha scritto ora il Wall Street Journal, che parla di un aumento straordinario in “non covid deaths”.

Abbiamo già mostrato nel precedente articolo esempi dei conti economici di Assicurazioni Vita importanti che mostrano aumenti del 30% pagamenti per i beneficiari deceduti nel 2021. Nel caso delle Assicurazioni Vita si tratta di persone in genere che lavorano; quindi, diciamo sotto i 65 anni in media. Non parliamo di ottantenni con tre patologie in cui l’aumento di mortalità dipende da influenze stagionali e infezioni come avviene per l’80% dei decessi “Covid”. Si tratta quindi dello stesso segmento della popolazione per cui anche EuroMoMo rileva un forte aumento di mortalità nel 202.

In America, dove i dati delle Assicurazioni Vita sono più dettagliati, questi mostrano un aumento assolutamente eccezionale di morti nel 2021, perché aumenti di morti dell’ordine del 30% tra gli assicurati si traducono in decine di migliaia di decessi in più della media statistica. E le assicurazioni sono specializzate nel calcolare le deviazioni dalla media perché su queste probabilità calcolano i premi.

Si parla di dati europei e americani, non abbiamo per ora dati disaggregati per Generali o Unipol in Italia. In Germania però ad esempio la BKK ha fatto scalpore perché ha parlato di “allarme” analizzando i dati di milioni di assicurati indicando un numero molto più alto del normale di morti. Se ricerchi “Andreas Storbeck BKK” (ma non su Google che censura) trovi il dirigente di BKK che ha fatto dichiarazioni specificamente sui danni da vaccini rilevati tra i loro assicurati.

Andreas Storbeck è stato anche improvvisamente licenziato dopo queste dichiarazioni, anche questo dato è facile da verificare. Abbiamo quindi due gruppi di dati, quelli dell’Osservatorio Europeo della Mortalità e quello dei pagamenti per gli assicurati deceduti nel 2021 che convergono a indicare un aumento straordinario dei morti tra la popolazione che lavora e i giovani, dell’ordine di decine di migliaia solo in Europa (e altrettanti e più nel resto del mondo vaccinato presumibilmente, se guardi ai dati americani equivalenti).