
I botti più potenti, si sa, arrivano in coda. E in questa campagna referendaria ad alto tasso agreste, più che agrario, di fuochi pirici, e anche pirla, a base di esplosioni d’idiozia se ne sono sentiti più che in un bombardamento trumpiano, da tutte le parti. Ma forse, almeno speriamo, la bomba più deflagrante è arrivata a poche ore dalla chiusura dei giochi, ed è arrivata da Treviso per mano di un coordinatore dell’osservatorio dei diritti animali di Europa Verde, già eurodeputato dei “Socialisti e democratici” subentrato al giudice stogato De Magistris. Andrea Zanoni si chiama, e offre una prospettiva inedita nel caleidoscopio di petardi propagandistici: votare No per tutelare l’ambiente.
Avete letto bene: se voti sì sei uno sterminatore come Attila, Greta ti fulmini. Una posizione spericolata, motivata come segue: “L’autonomia dei magistrati è l’unico vero argine contro lo sfruttamento delle risorse naturali”. Argomento più strampalato che suggestivo, oltre che circolare: un magistrato naturalmente deve essere autonomo, se no non è più un magistrato, e lo deve essere sempre, in tutto, non solo nelle applicazioni delle norme sulla salvaguardia del territorio (finiamola col trucchetto di attribuire al giudice un potere da supereroe, che travalica le sue prerogative: è semplicemente aberrante, il magistrato è tenuto a rispettare e far rispettare le leggi, non le crea e tanto meno le plasma); ma perché diavolo poi la riforma metterebbe in pericolo il rispetto dell’ecosistema? Come accidenti si spiega che se uno vota Sì il pianeta appassisce? Siamo sempre al solito gioco delle tre carte, se passa il Sì i magistrati non sono più liberi eccetera. Perché? Perché No.
Argomento capzioso, inconsistente, logicamente ruffiano, altro che suggestivo. Il nostro Zanoni non si contenta e sprofonda nei meandri di una analisi a spirale che non porta da nessuna parte: «Grazie a strumenti fondamentali come i decreti di sequestro, intercettazioni e perquisizioni, la magistratura ha potuto scoperchiare il vaso di Pandora di traffici illegali di fauna selvatica, uccisioni di specie protette, sversamenti di veleni nelle falde e abusivismo edilizio. Si tratta di illegalità spesso tollerate da una certa politica contigua al malaffare, che oggi vorrebbe indebolire chi indaga». E chi lo dice che sdoppiando le carriere tutto questo verrebbe automaticamente meno, che sarebbe precluso?
Quindi da lunedì, se gira storta, fine degli strumenti d’indagine? Ci ritroviamo in Iran – e sarebbe bello chiedere a Zanoni cosa ne pensa, a proposito? Già che c’è, l’esponente di Europa Verde coglie la palma al balzo per ritagliarsi un po’ di pubblicità: «Dobbiamo ricordare che solo grazie a una Magistratura coraggiosa e priva di padroni, dopo la mia denuncia sul bracconaggio nella laguna di Venezia che ha visto coinvolto persino il figlio di Donald Trump (e sti cazzi, ndr), sono state eseguite perquisizioni mirate in aziende faunistico-venatorie. Operazioni che hanno portato alla luce migliaia di uccelli protetti abbattuti, armi contraffatte e munizioni illegali. Senza magistrati liberi di agire, questi crimini resterebbero impuniti».
Va beh, abbiamo capito: vota No per dare in testa a Trump. La magistratura “priva di padroni”. Come quella di oggi, certo, sicuro.
Ora, questo strumentalizzare gli animali a chi scrive fa leggermente incazzare. Perché chi scrive, e lo dico puramente per dovere di lealtà verso chi legge, è animalista più che convinto, convive con 2 cani e 5 gatti (in uno sputo di casa, immaginatevi lo spazio); mentre scrivo queste righe una, la Micia, mi tormenta affettuosamente slinguazzandomi la faccia, forse sente di cosa mi sto occupando: figuratevi cosa può pensare uno come me della caccia come sport e abitudine. A scanso di equivoci. Però cosa c’entra tutto questo con la tutela di specie protette, e, a maggior ragione, con le armi, le munizioni illegali? Se passa il Sì si istituzionalizzano il bracconaggio e i crimini ambientali? Ce lo può dimostrare il compagno verde Zanoni? O è così perchè “c’è il rischio”, perchè lo immagina lui? Ce lo può illustrare in quale universo parallelo rendere i magistrati responsabili delle loro azioni, redistribuirli in due distinti CSM spalancherebbe scenari apocalittici per l’ecosistema? È un coordinatore o uno di quelli di Extinction Rebellion che s’incollano ai tombini e tirano il minestrone sui Van Gogh?
“È proprio questa libertà d’azione [dei magistrati attualmente] a spaventare le lobby dei cacciatori, dei cementificatori e dell’industria senza scrupoli che sostengono l’attuale governo: per questi poteri, una magistratura che non risponde ai diktat politici rappresenta un pericolo concreto per i loro affari”. Solo un grillino verde può sostenere sillogismi del genere, del tutto disarticolati, è così perché io vi dico che è così, che va così. A questa stregua, e con il famiferato “io so ma non ho le prove”, una delle idiozie più abissali di Pasolini, che purtroppo ha fatto scuola, si può dire tutto: che il No ci tutela da Epstein, dalla pedofilia globale, dalle guerre totali, dall’abuso del Var, dai neomelodici a Sanremo, dai radicali liberi, dalla nostalgia canaglia e dai cambiamenti climatici (a proposito, vi do una notizia: siamo a primavera, nevica sotto i 1000 metri, autentiche tormente, alluvioni si protraggono da 5 mesi e questo conferma che è il marzo più arido e siccitoso nell’inverno più torrido e essiccato di tutti i tempi, e vedrete aprile: vota No per arginare il riscaldamento globale). Ho letto l’intervento del coordinatore Zanoni alle mie 7 bestiole, i miei compagni di vita: non smettono più di ridere. E non parlo di Agnelli, inteso Manuel, di professione giudice (a X Factor).
Max Del Papa, 23 marzo 2026
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