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Il Parlamento Ue escluso dall’Oms europea

HERA, l'Oms europea
HERA, l'Oms europea

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Avete presente che negli ultimi due anni abbiamo vissuto rinchiusi in casa per colpa di una pandemia che le autorità sanitarie nazionali ed internazionali, leggi Oms ed Ema, hanno gestito come hanno gestito, cioè male? Avete presente i ritardi sull’acquisto dei vaccini in Europa? E le polemiche per i contratti capestro con le aziende di Big Pharma, poi secretati? Ecco. In un Paese, o meglio un Continente normale, visti i precedenti, qualsiasi innovativa agenzia sanitaria dovrebbe essere sottoposta al controllo del Parlamento, cioè degli elettori attraverso i suoi delegati. E invece? Invece sulla nuova Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA), presentata ieri dal commissario Ue Stella Kyrikiades, l’Europarlamento non avrà voce in capitolo. “Siamo stati esclusi – denuncia l’eurodeputato di Fdi-Ecr, Vincenzo Sofo – dal processo decisionale in merito alla governance e agli investimenti che verranno effettuati”.

Il deputato meloniano fa parte della commissione ENVI in cui si sta discutendo la novità decisa dalla Commissione a guida Ursula von der Leyen. E non l’ha presa bene quando ha scoperto che l’assemblea legislativa di Bruxelles verrà di fatto tagliata fuori. “Prendiamo atto – spiega – che, dopo lo scandalo della censura del contenuto dei contratti di acquisto dei vaccini e dopo il rifiuto a divulgare la lista dei finanziatori di EMA, anche nel lancio della nuova autorità europea preposta alla futura strategia sanitaria UE, il principio guida della Commissione sia quello della mancanza di democrazia e di trasparenza”.

Sofo infatti è convinto che “senza la partecipazione del Parlamento il rischio è che nessuno potrà sorvegliare per conto dei cittadini affinché le scelte su investimenti e politiche sanitarie siano effettuate nell’esclusivo interesse delle popolazioni e nella totale assenza di conflitti d’interesse”. Mica questione di poco conto. “Quello della salute è un settore strategico per il futuro del nostro continente – insiste il deputato – ma anche oggetto di forte attenzione da parte delle lobby in virtù dell’elevatissimo potenziale di profitto, come dimostrano ad esempio i fatturati delle Big Pharma da inizio Covid. Perseverando nella strada dell’opacità non si fa altro che gettare ulteriori ombre sulle istituzioni europee e giustificare la crescente mancanza di fiducia da parte dei cittadini.”