Caffè avvelenato

Il patriarcato dei giudici

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar non crediamo nelle emergenze sociali create a scopi ideologici e soprattutto non crediamo che l’Italia del 2025 sia come l’Arabia Saudita. Però ci rendiamo conto che anche una sola donna abusata o addirittura uccisa è un’aberrazione a cui sarebbe bello si ponesse fine. Magari con l’aiuto della giustizia.

Già, perché cosa succede se le forze dell’ordine fanno il loro dovere ma le Procure, piuttosto che il Codice rosso, usano il guanto di velluto? Come a Varese, dove un uomo di 45 anni era stato arrestato per atti persecutori nientemeno che nei confronti di una ragazzina diciannovenne. Il gip ha disposto per lui il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla giovane, ma lo ha rimesso in libertà. E senza braccialetto elettronico.

Non si è capito per quale motivo: alcuni dicono sia perché, in passato, il braccialetto elettronico non è bastato a impedire le aggressioni. Sarà. Allora evitiamo pure questa precauzione? Noi siamo garantisti. E stimiamo la magistratura. Ma un caffè con alcuni giudici ce lo prenderemmo volentieri. Giusto per capire come ragionano…

Il Barista, 20 ottobre 2025

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