Pd sempre più diviso, sempre più spccato. Ancora una volta, Elly Schlein risponde alla chiamata del Movimento 5 Stelle. Sabato 21 giugno, a Roma, piazzale Ostiense sarà il punto di partenza di una nuova manifestazione promossa da M5s e Alleanza Verdi e Sinistra contro guerra, riarmo e autoritarismo. Il titolo – «No guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo» – lascia poco spazio a mediazioni nonchè pochi margini di interpretazioni. Un corteo dai toni radicali, che si spinge ben oltre le tradizionali posizioni del Partito Socialista europeo, fino a sfiorare una critica diretta alla Nato e al riarmo dell’Unione Europea.
Alla manifestazione non sarà presente la Schlein, attesa ad Amsterdam per un vertice dei Verdi e dei Socialisti europei. Ma il Nazareno, evidenzia Il Tempo, invierà una propria delegazione, come già avvenuto in occasione della manifestazione ai Fori Imperiali promossa da Giuseppe Conte. In quell’occasione, in prima fila sfilava Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato e assistente civico della segretaria. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta da Angelo Bonelli, leader dei Verdi e tra gli organizzatori del corteo. “È una manifestazione importante – ha dichiarato il green – abbiamo un pianeta sull’orlo del baratro”. Rispondendo poi, con toni ironici, a Carlo Calenda – che in un’intervista aveva preso le distanze dalla sinistra – Bonelli ha aggiunto: “Il leader di Azione sabato andrà al mare? Faccia pure, gli regalo l’abbronzante”.
Ma la partecipazione del Pd non è passata inosservata all’interno del partito. La minoranza riformista ha subito sollevato dubbi e critiche. L’eurodeputata Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, ha parlato apertamente di “corto circuito” e di una scelta che “mina la credibilità del Pd, rischiando di isolarlo”. Più laconico il senatore Filippo Sensi: “Non sarò presente”. Chiara anche la posizione della deputata Lia Quartapelle: “È cruciale che l’Italia partecipi alle decisioni europee sulla difesa per orientarle. Non sarò in piazza con chi si chiama fuori da questo percorso”. Sulla stessa linea il senatore Alessandro Alfieri: “Noi sosteniamo una difesa comune europea, ma questo richiede investimenti e riforme profonde”.
Un’ulteriore lezione alla Schlein è arrivata dalla senatrice Simona Malpezzi. “Io al pranzo con il ministro Crosetto ci andrò. Era programmato da tempo ed era già stato rimandato. Ritengo sia utile raccontare il lavoro che stiamo facendo come membri dell’Assemblea parlamentare della Nato. E anche stare ad ascoltare quello che avrà da dirci il ministro” le parole dell’esponente riformista al Foglio. Non sarà dunque alla manifestazione contro il riarmo: “In piazza contro il riarmo sabato 21 giugno non ci sarò. Del resto, il Pd è stato chiaro: ci saranno singoli esponenti ma come partito non aderiamo a quella piattaforma”.
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Il tema della politica estera, e in particolare della linea seguita dalla Schlein, si conferma uno dei nodi più delicati all’interno del Pd. La segretaria ha scelto, anche per ragioni di tenuta interna, di allinearsi alle posizioni del M5s e di Avs, lasciando ai margini l’area riformista. Una dinamica che potrebbe trovare ulteriore conferma nella prossima assemblea nazionale di luglio. Sul piano europeo, la scelta del Pd rischia di alimentare ulteriori tensioni nel gruppo dei socialisti, dove le posizioni assunte dai dem italiani appaiono sempre più divergenti. Il messaggio politico del corteo è chiaro: “Scendiamo in piazza per dire no alla guerra in Ucraina alimentata dalle armi, no al genocidio in Palestina, no alla militarizzazione delle coscienze e delle scuole” – si legge nell’appello lanciato dal Movimento 5 Stelle.
Un nuovo tassello, dunque, nella costruzione di quel “campo largo” che, al momento, sembra sempre più una somma di differenze che un’alleanza consolidata.
Franco Lodige, 18 giugno 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI



