Caffè avvelenato

Il Pd vincerebbe a Gaza

Ogni giono un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar la tornata elettorale non ci appassiona moltissimo, ma ci ha colpito un dettaglio della campagna: più che nelle Marche, sembra si voti a Gaza. Diciamoci le cose come stanno: il Pd ha provato a incunearsi in quella che ha percepito essere una difficoltà della destra, costretta ad ancorarsi al rimorchio Israele-Usa mentre l’opinione pubblica, anche in virtù della potente propaganda dietro cui forse ci sono i Paesi sunniti vicini ad Hamas, è sempre più allibita per ciò che Benjamin Netanyhau sta combinando con i palestinesi; e per sfruttare questa finestra d’opportunità, ha provato persino a salire a bordo della Flotilla, in un giochino delle parti che coinvolge il Colle ma dal quale, ora, Elly Schlein e soci rischiano di uscire con le ossa rotte politicamente, sperando che non accada di peggio a chi si trova sulle barche.

D’altronde, Matteo Ricci, candidato dem nelle Marche, lo ha detto esplicitamente: “Si vota per le Marche e per la Palestina”. Mentre Silvia Salis, neo sindaca di Genova reduce da una festa di compleanno degna del miglior jet set, anziché parlare di problemi concreti della città che amministra, va a una fiaccolata a parlare di genocidio. Legittima come strategia, ma attenzione a occuparsi del Medio Oriente anziché del cittadino medio. Domani si chiuderanno le urne e non ci stupiremmo di scoprire che il Pd ha vinto a Gaza, ma non ad Ancona.

Il Barista, 29 settembre 2025

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