Politica

Il Pd vuole vuole censurare Ruggeri perché sul Covid aveva ragione

Dal Green Pass alla censura culturale: il conto non saldato della stagione pandemica e la resa dei conti con chi ha osato dissentire

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La pretesa di negare lo spazio per il concerto a Enrico Ruggeri in fama di novax non si deve solo alla sensibilità intrinsecamente fascista o se preferite stalinista dei piddini, ha a che fare con una coda di paglia lunga cinque anni. I Ruggeri debbono essere eliminati per avere avuto ragione, col senno del poi, a dubitare, a contestare un andazzo che sapeva di autoritario alla maniera dei regimi antidemocratici e cioè mendace, velleitario, strumentalmente punitivo, basato su una tragica incompetenza e su una preoccupante disinvoltura a tutti i livelli.

Un regime concentrazionario diretto prima dal grillino Conte poi dal tecnocrate Draghi, d’accordo, ma con la preponderanza del PD i cui mammasantissima ci andavano giù pesantissimi coi refrattari, gli insubordinati, sbrigativamente spregiati come novax per dire untermensch da comprimere, da distruggere.

A maggior ragione oggi, perché la verità la si odia quando ancora è sommersa ma quando è emersa non la si può proprio perdonare se non ti appartiene. Mattarella aveva fatto capire, chiaramente, espressamente, che avrebbe ammesso la commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid a patto si limitasse a scherzare e dopo due anni di ammissioni sconcertanti, di smentite ed autosmentite clamorose, di scaricabarile a domino, uno sull’altro sull’altro sull’altro fino a coinvolgere praticamente tutti, i lavori di questa commissione vengono passati sotto un silenzio di marmo dal 99,99% dell’informazione inclusa quella di destra.

Un ex potente come il Magrini dell’Aifa può presentarsi e dire con tracotanza: va bene, i vaccini lo sapevamo tutti che non immunizzavano al massimo ritardavano un po’ il contagio, un po’ quanto? Un po’, bon. Per dire qui abbiamo finito. E l’informazione davanti ad una rivelazione potenzialmente da galera non fa una piega anzi torna ad interpellare i soliti virologi da operetta col precipuo compito di smentire e mentire: siamo l’unico Paese ad aspettare il Godot di una nuova pandemia, nel resto del pianeta i conti si sono fatti, la sacra scienza portando le sue rivelazioni è stata ascoltata, le scuse sono arrivate e con esse le promesse di non cedere più ad un simile abominio.

In Italia il PD diceva: torneremo ma stavolta duri, nessun cedimento. Dove l’avete già sentita? Ragione per cui a uno come Ruggeri, per giunta destroide, non può venire perdonato di avere avuto lo scetticismo ragionato sui greenpass, i coprifuoco, la tecnologia del controllo e del ricatto: i medici eretici li hanno fatti fuori, radiati o indotti al suicidio, le coscienze critiche silenziate, gli artisti li boicottano secondo antica regola brigatista, colpirne uno perché tutti gli altri prendano nota.

Di cosa? Che il potere vero restiamo noi e non solo non ci facciamo processare per le nostre responsabilità e pesantissime responsabilità, se mai siamo noi a processare. Come si diceva nei gloriosi anni della contestazione rossa, anche di sangue: “Noi avremo ragione ad avere avuto torto e voi torto ad avere avuto ragione”. La questione novax, che spesso era semplicemente difesa delle prerogative di quella Costituzione serenamente messa sotto i piedi secondo quella incredibile filosofia presidenziale “non si invochi la libertà”, è solo uno dei pretesti, la medesima regola si deve applicare per tutto e con tutti, dai menestrelli senatori come De Gregori ai vati della piccola letteratura militante commerciale come Erri de Luca cui non giova tornare sulle sue parole, precisarsi comunque in favore del popolo palestinese: tu hai osato divergere dalla linea e tu la paghi cara e la paghi tutta. Come del resto succedeva in Lotta Continua.

Non c’è sigla che tenga, post ideologia che tenga, l’istinto comunista rimane ed è fatto di intolleranza, di livore, di censura, di processo kafkiano, in ogni comunista falsamente democratico si nasconde un Berja. Certo sui vaccini il PD non ha perso la speranza di rifarsi, la smania di controllo totalitario, di Stato concentrazionario in questi qui è perenne e cova anche l’avidità, quel tornare a immergersi nei fiumi e nei fumi dell’affarismo più spregiudicato. Ma la dimensione sanitaria è intesa come una parte di un disegno più ampio per cui negare ogni dissenso e imporre una sana, illuminata repressione di Stato su qualsiasi questione, dalla Palestina al clima, dal gender all’Islam di conquista. Avete più sentito parlare della strage di Modena, strage jihadista?

Eppure ha fatto proseliti come era logico, in questi venti giorni la situazione è esplosa, la violenza da endemica è diventata incontrollabile, i Servizi hanno intercettato e bloccato almeno tre nuovi aspiranti stragisti, tutti che inneggiavano al macello modenese, tutti giovani e giovanissimi. Dal PD nessuna resipiscenza anzi una rinnovata arroganza sul messaggio perdente e irresponsabile: se ci macellano vanno viziati di più, l’inclusione non basta. La sinistra favorisce la penetrazione dei tagliagole e dei martiri, poi scarica la colpa sul governo, che le sue colpe le ha, e ha buon gioco due volte.

E a misura che le sue menzogne reggono e nessuno sa o può contestarle, dimostra l’estensione del suo potere reale anche quando comanda senza governare. Ha detto Ruggeri: “Io sul palco canto, non sono di quelli che predicano”; ha detto il sindaco di Codogno, Francesco Passerini: “Non è un dibattito, è un concerto”; ha detto il capo leghista Salvini: “Viva la libertà di pensiero, di parola e di canzone”. Tre repliche non di sinistra, anzi di destra, ma tutte arretrate in difesa, quasi a volersi discolpare, ferite dalla tracotanza della consigliera piddina Maria Cristina Baggi che per non sbagliare ha subito rincarato: “Non si tratta di situazioni superate”.

Come a dire: la cosa non finisce qui. Che si può interpretare, a piacere: la nostra coda di paglia è infinita, oppure: non creda Ruggeri di cavarsela a buon mercato. Ed è su questa certezza dell’ultima parola, del coltello dal manico che andrebbe massacrata una sinistra sempre più ossessiva nelle sue pulsioni autoritarie.

Ma in giro non si vede nessuno, a parte il general Vannacci che corre per sé e del quale è rischioso fidarsi. Per quel che vale, Enrico Ruggeri si consoli: chi scrive porta in giro da un anno uno spettacolo teatrale (anche) sulla pandemia: per una data che mi riesce, dieci abortiscono. Anzi, se vuole facciamo pure qualcosa insieme.

Ammesso di trovare lo spazio, perché non è che anche a destra… Il Pd ha vinto in virtù della sua miseria morale e politica, il suo schema controdemocratico è condiviso, chi governa la sua agenda e neppure prova a negarlo: se Vannacci razzola consensi è per questa incapacità della destra di emanciparsi, di prescindere da una sinistra egemone che vuol segare il Ruggeri di turno e non se ne vergogna.

Max Del Papa, 2 giugno 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

2 giugno: la Repubblica dell'impunità - Vignetta del 02/06/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

2 giugno: la Repubblica dell'impunità

Vignetta del 02/06/2026