Politica

Il piano per limitare Vannacci: togliergli la parola col “cordone sanitario”

I progressisti escono allo scoperto: la lezione del Belgio e quell'idea per impedire alla destra di avanzare

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La remigrazione che non c’è, che non si può fare perché quelli da remigrare sono troppi, sono già maggioranza etnica, preccupa i fogli propagandisti della sinistra scombinata e strabica che con un occhio guarda alla Ue e con l’altro a Putin, entrambi a rispettivo titolo coinvolti nell’invasione destabilizzante dell’occidente. Siccome le colpe dei padri non ricadono sui figli, se mai rimbalzano, abbiamo una di quelle testate d’appoggio e di rara presunzione che fanno l’elogio asettico della censura. Perché solo il Post del figlio dell’ex capo di Lotta Continua, roba allevata alla scuola della democrazia selettiva, può nutrire la presunzione di essere letto in un interminabile, estenuante intervento dove si dà conto, forse con malcelato compiacimento, di un boicottaggio mediatico della destra estrema in Belgio che avrebbe scongiurato l’espandersi di una politica strutturata. Tesi azzardata, non meno che discutibile: nel Belgietto francofono non ci sono partiti fascionazisti non perché non vanno in televisione ma perché il Belgio ha cominciato a non esistere 50 anni fa grazie alla sciagurata apertura di un re idiota, Baldovino, all’Islam arabo in cambio del petrolio; negli ultimi venticinque anni la situazione, abbondantemente matura, è marcita definitivamente e tutte le città sono di fatto dall’islamismo di conquista che ne ha fatto una enclave da cui partire con il beneplacito dell’Unione.

La pulsione diversamente dei figli di Lotta Continua è genetica e non tiene conto della realtà e della storia. Non tiene conto neanche della decenza e men che meno delle conseguenze: l’unica cosa che preoccupa i fogli di supporto è stroncare la remigrazione, bloccare le estreme dei Vannacci, le Le Pen, le Weidel, i Farage e ogni mezzo è buono a cominciare dalla comunicazione: troncare, sospire, truccare; si arriva ad indicare la revisione virtuosa dei discorsi di Trump che, come noto, avviene in duplice direzione: tagliandone le frasi sgradite o truccandole, facendogli dire quello che non dice nella chirurgia del taglia e cuci.

Il concetto è di elementare faziosità comunista: applicare, scrive questo Post, un cordone sanitario mediatico, cioè un insieme di regole per ridurre la visibilità di politici che hanno “idee razziste e antidemocratiche”, ovviamente a insindacabile giudizio dei partiti, i politici e i conduttori di servizio inclusionisti e democratici. Come all’assemblea studentesca: tu non parli, sei un fascista. Per consolarsi, il Post annota che analogo veto ha raggiunto anche un piccolo partito islamista radicale (sic), “Islam”. Ma qui cogliere la convinzione sottesa è più difficile. Non come per Trump che “fa spessissimo affermazioni razziste” e quindi ogni mezzo è lecito per fregarlo. Chissà il Donald quanto si preoccupa della tivù belga e del Post del figlio di Sofri.

La censura, malattia infantile del comunismo, ne è la pulsione più vile e più ipocrita: non demolire gli argomenti dell’altera pars con la bontà dei propri, se ci sono, ma impedirli a prescindere. È lo stesso principio per cui i governanti delle sinistre europee, a cominciare dal disgraziato Starmer, vogliono chiudere la X di Elon Musk, unico dove si possono sapere le stragi ricorrenti, i roghi, le devastazioni sistematiche dell’Islam egemone. In Italia, oltre 70 atti di jihadismo a prato basso dopo Modena. Alla vigilia di Francia – Marocco i Servizi di tutta Europa condividono l’allarme circa una strategia di attacchi condivisi in diverse città e gli attacchi arrivano, Parigi nuovamente a ferro e fuoco, a Londra la polizia fugge in modo inverecondo davanti alle cariche dei maranza, molti agenti restano feriti, uno versa in fin di vita, attacchi e devastazioni scoppiano dappertutto. A Verona, chissà perché, piazza Bra viene sottoposta “a misure di guerra” e dire che comanda il sindaco del PD filoislamico. In Belgio non c’è bisogno di saccheggiare perché si fanno male da soli, la maggioranza islamica è da tempo assoluta. Ma i media democratici si coordinano per omettere completamente e se non è possibile almeno per minimizzare, per definire accettabili i saccheggi e le distruzioni, l’inammissibile reso accettabile nel segno del fatalismo.

Cordone sanitario? Per chi? Per impedire la disperata difesa di ciò che resta? La remigrazione ci vorrebbe, nei Paesi nordici è partita, finalmente, secondo strategie specifiche e articolate: in Svezia li ricacciano sulla base del pregiudizio cioè se manifestano comportamenti incompatibili con usi, costumi e leggi nazionali (in Italia si preferisce liberarli, così possono subito ricamare le guance di ragazze disgraziatissime), in Norvegia gli hanno sospeso completamente il welfare. Misure anche drastiche, al limite dei confini democratici, ma a un certo punto inevitabili per il collasso sociale ed economico inevitabilmente seguito a 30 anni di assurdo Bengodi etnico sulla pelle degli indigeni, un autentico contro-razzismo spiegabile solo con un suicidio occidentale non esente da colossali corruttele. In Francia e Inghilterra misure del genere sono impensabili, inapplicabili, l’Inghilterra applica la legge contro i nativi e gli islamici osservano la loro sharia, i loro tribunali. Per capire la situazione della Francia basta vedere la loro Nazionale di calcio. In Italia si punta agli stessi risultati indicando con finto candore la strada del boicottaggio unilaterale, statale.

Davvero serve, davvero basta proibire un film come Citizen Vigilante ad amputare una opinione pubblica esasperata e sconvolta di una percezione in tutto reale? La presunzione comunista si dimostra patetica, la sua immaturità rifluisce nella paranoia tipica delle sensibilità totalitarie: ometti una verità, ripeti una bugia le mille volte e diventa l’unica realtà. Siccome oggi con la Rete integrata è più complicato, si deve operare a tutti i livelli. Così può passare la comunicazione jihadista che riesce, incredibilmente, a capovolgere ogni realtà su Gaza con la piena collaborazione dei media “democratici”. È la stessa preoccupazione che induce la corruptissima Unione Europea ad adottare il controllo delle chat private affidato ai fact checker prezzolati dei social, per giunta in modo disonesto, illegale, truccando la burocrazia del voto, aggirando la pronuncia contraria. Non è solo grande fratello, come si dice, è anche se non soprattutto un mezzo per fabbricare prove false, distruggere reputazioni, carriere, vite in modo chirurgico per chi critica vaccini, balle climatiche, fumisterie gender, insomma non si sottomette alla Narrazione e può, sarà inevitabilmente consegnato in pasto ai media in fama di pedofilo: qui il silenzio, il boicottaggio non si applicano, nella democrazia autoritaria da satelliti sovietici funziona il contrario, la gogna, la diffamazione, il Berja che dice “trovatemi l’uomo e io vi trovo l’accusa”.

Max Del Papa, 13 luglio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
Ripartenza 2025

17, 18 e 19 Luglio 2026 a Maratea

SEDUTE SATIRICHE

Il pomodoro democratico - Vignetta del 12/07/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Il pomodoro democratico

Vignetta del 12/07/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni