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Il politicamente corretto suona ancora allarme fascismo!

“Fascisti e comunisti giocavano a scopone…”, così recitava uno stornello fascista del 1919. È passato un secolo da allora. Fascismo e comunismo sono morti e sepolti, per fortuna: la destra e la sinistra sono diventate altra cosa e si sono convertite, almeno a parole, al verbo democratico da un pezzo. Eppure, per la stampa mainstream, e per l’opinione corrente “politicamente corretta”, siamo sempre lì. Emblematico il caso del fascismo professato oggi da alcuni e sparuti nostalgici, o da qualche eccentrico ribelle o “pazzo” (presente in quota fisiologica in ogni società), ma che è considerato dalla gente che conta, o che piace, un pericolo, anzi una “emergenza democratica”.

In verità iniziò Umberto Eco negli anni Sessanta, dall’alto di una presunta “superiorità morale” molto comune a sinistra, con la teorizzazione di un “fascismo originario” (Ur-fascism) o “perenne” che, come una sorta di “peccato originale”, macchierebbe in modo indelebile l’anima della maggioranza degli italiani. Con il risultato che oggi i siti e le pagine dei giornali traboccano di titoli a caratteri cubitali su episodi minimi e insignificanti che giustificherebbero l’emergenza: ho letto persino della preoccupazione per una scritta lasciata in un bagno scolastico (sic!), molto probabilmente da qualche studente bontempone.

Il fatto veramente preoccupante diventa così un altro: che, in questo modo, passano in secondo piano i problemi veri del Paese, ad esempio il fatto che non cresciamo più o che la denatalità ha raggiunto livelli preoccupanti. Non potrebbe essere allora proprio questo lo scopo più o meno recondito o cosciente di questo ingiustificato allarmismo?

Occultare le difficoltà del governo, quando la sinistra è al potere; ricompattare un fronte unito e senza idee, quando è all’opposizione. Ma, se a pensar male si fa peccato ma spesso ci azzecca come diceva quel tale, un altro elemento, che interessa la formazione delle giovani generazioni, mi preme qui portare all’attenzione. Se il fascismo, che è finito settant’anni fa con la barbara uccisione e ostensione da parte dei partigiani del corpo del Duce a Piazzale Loreto, non è ricollocato nella storia, il rischio che certe sue degenerazioni possano ripresentarsi in mutate forme diventa più che concreto.

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13 Commenti

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  1. Tre osservazioni.

     

    1) C. Ocone scrive: “In verità iniziò Umberto Eco negli anni Sessanta, dall’alto di una presunta “superiorità morale” molto comune a sinistra, con la teorizzazione di un “fascismo originario” (Ur-fascism) o “perenne” che, come una sorta di “peccato originale”, macchierebbe in modo indelebile l’anima della maggioranza degli italiani.”

    Io credo che sarebbe stato importante che U. Eco fosse uscito dalla Ur-ignavia, da quel torpore morale di cui vanno affetti gli intellò quando si sentono sulla cresta dell’onda. Ragion per cui sentenziano dai loro pulpiti senza peritarsi di dove vada a finire tutto ciò. Determinati da questo “Ur”, gli italiani (non la schiera di eletti a cui appartiene U. Eco) sarebbero dunque fascisti, razzisti, xenofobi e mafiosi. Non stupiamoci poi se una espressione volutamente ambigua (perché ci si può sempre appellare al fraintendimento) detta dalla vicepresidente argentina C. Kirchner circa la persecuzione da lei subita durante il governo del presidente italo-argentino “in Argentina quella persecuzione si è manifestata con una caratteristica aggiuntiva: una componente mafiosa e mirata contro la mia famiglia ed i miei figli» venga poi tradotta dalla stampa così: “Italiani mafiosi per genetica”.

     

    2) In merito alla denatalità.

    Ma l’aumento delle coppie gay dà un piccolo contributo a tutto ciò? Non mi risulta che queste coppie possano procreare. Tutt’al più, possono utilizzare uteri in affitto (non in Italia) oppure ‘acquistare’ ovuli o liquido seminale congelato. O procedere all’adozione, ma di bambini che già ci sono. Ma sollevare questa domanda è politicamente corretto oppure no?

     

    3) Le scritte fasciste o antisemite.

    Da un lato è il prodotto di un ‘salto culturale’, che è passato dall’uso di insulti triviali anche coloriti (e, a volte, frutto di inventiva) all’utilizzo di epiteti ingiuriosi tratti dal campo della politica (senza nulla sapere degli effettivi contenuti di ciò che utilizzano per offendere). Ma mentre nel primo caso vengono coinvolti soltanto i due attori del contendere, in questa trasformazione ‘pericolosa’ si reclutano alleati, sollecitando reattività collettive di soggetti che si muovono irragionevolmente, il più delle volte insipienti perché uniscono l’ignoranza alla stupidità, ma guidati dalla convinzione di essere dalla parte giusta.

    Dall’altro lato, siccome si vuole creare un clima di allarme ‘nero’ per poter passare là dove non ci sono argomentazioni politiche serie, non è escluso che vengano utilizzati anche elementi provocatori a produrre quelle scritte. Storia docet.

    • Colpa delle coppie gay? Questa proprio non si può sentire cara.

      Lo sai che aiuti ha avuto una famiglia che ha messo al mondo 4 figli con un reddito medio basso negli ultimi 20 anni.?

      ZERO

      • Carissimo (o carissima) Sal. Interpretare subito le domande come accuse non le sembra un po’ (solo un po’) pre-testuoso? Mussolini, al fine di dare ‘figli alla patria’, dava contributi alle famiglie numerose! Allora, ‘che famo’?

  2. Cheplin, simpatico, ma non mi faceva tanto ridere, quanto puttosto riso amaro.

    Gli estremismi giungono di solito quando i sistemi economici tendono troppo la corda, ossia portano a dilagare povertà e meiseria.

    Se si vuole evitare questo bisogna virare, ma prima di quando e come ha fatto Schettino, ( quanti Schettino abbiamo nel mondo?) però nelle stesse teorie economiche pare che il punto di rottura, corda tirata troppo ed in estremis, faccia gioco alle stesse, ossia sia maggior foraggiatrice di capitali per le oligarchie… così pare indicare la storia sino ad ora conosciuta e così pare nuovamente indicare la corda sempre più tesa del mercato finanziario.

    Quindi per le oligarchie le corde estrememente tese servono a loro foraggiamento e lo spezzarsi anche.

    Mi risolva come far rinunciare agli individualistici interessi dei narcisi oligarchici ( le loro liberalità che non coincidono con le liberallità delle schiavi) per non portare a soccombere gli schiavi.?

    Alla fine Ocone quella liberalità è arma a doppio taglio ma dipende sempre da che parte stà il manico del coltello.

  3. Cheplin, simpatico, ma non mi faceva tanto ridere, quanto puttosto riso amaro.

    Gli estremismi giungono di solito quando i sistemi economici tendono troppo la corda, ossia portano a dilagare povertà e meiseria.

    Se si vuole evitare questo bisogna virare, ma prima di quando e come ha fatto Schettino, ( quanti Schettino abbiamo nel mondo?) però nelle stesse teorie economiche pare che il punto di rottura, corda tirata troppo ed in estremis, faccia gioco alle stesse, ossia sia maggior foraggiatrice di capitali per le oligarchie… così pare indicare la storia sino ad ora conosciuta e così pare nuovamente indicare la corda sempre più tesa del mercato finanziario.

    Quindi per le oligarchie le corde estrememente tese servono a loro foraggiamento e lo spezzarsi anche.

    Mi risolva come far rinunciare agli individualistici interessi dei narcisi oligarchici ( le loro liberalità che non coincidono con le liberallità delle schiavi) per non portare a soccombere gli schiavi.?

    Alla fine Ocone quella liberalità è arma a doppio taglio ma dipende sempre da che parte stà il manico del coltello.

  4. Io vojo er padrone!

    La mia libertà stà ner trovà er padrone che me piace.

    Se me diventa tutto er monno capitalista quanno me vojo sceje er padrone comunista andò vado su Marte a cercallo?

    Vede Ocone, non ho preferenze se essere dominata da un oligarchia di sinistra o di destra, l’importante è che nell’una o nell’altra io ci stia meno scomodamente possibile.

    Mi spiego?

    Quando il capitaismo ( oligarchia privata)arriva in prossimità del suo punro critico economico finanziario ( il primo sussulto nel 1500 con la crisi dei Tulipani, per ultimo il 2008 ma so date che mostrano la punta dell’iceberg, l’iceberg si è formato decenni prima) io gradirei poter virare al comunismo ( oligarchia pubblica) magari attraverso il passaggio intermedio, er socialismo ( altra oligarchia ma mista), prima che un criterio economico piuttosto che l’altro mi schiaccino.

    Questo è il desiderio dello schiavo, consapevole che avrà sempre un padrone, ma necessitante di transizione di poteri agevole, agile, flessibile, per non soccombere ai giochi oligarchici individualisti/narcisi.sempre esistiti che sempre esisteranno.

    Se pò fà?

    • la libertà è marketing, non si tocca, non si vede, ma aleggia come un fantasma da invocare ma quando invochi il fantasma di solito risponde la morte.

    • Sicura che possano esistere transizioni con le quali sentirsi liberi?

      Petrolini, nel dialogo con il popolo, descrive spietatamente la ferrea realtà:

      NERONE – Lo vedi all’urtimo com’è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che nun fai gnente, sei sempre bravo! Guarda (ripete il gesto senza dire la parola)

      VOCE DEL POPOLO – (da dentro) Brrrrrrrrr…..

      NERONE – Domani …. Domani …. Domani …. Quanti ne abbiamo …. Domani ne abbiamo …. Saranno fatte grandi distribuzioni di vino, di olio, di pane e di sesterzi… Panem et circentibus…

      VOCE DEL POPOLO – (da dentro) Panem et circenses!

      NERONE – Cacchibus… C’è uno che parla bergamasco… Eccomi a voi tutto d’un pezzo… Io vi darò tutto, basta che non domandate nulla! Il momento è difficile, l’ora è suprema, l’affare si ingrossa e… e chi la fa l’aspetta! Ed ora, ed ora vattene diletta ciurmaglia!

      VOCE DEL POPOLO – (da dentro) A morte! A morte! (tutti rientrano disponendosi a quadro)

      NERONE – A morte!

      • Quando sfami, copri e proteggi il popolo non devi dimenticare di renderlo sordo ad altri stimoli, come la parola libertà, perchè con questa ti chiederà più pane ( da buttare), più vesti ( da esibire) più protezione ( da mostrare) alla fine diventa bulimico, dimenticando il necessario per il voluttuario.

        Daltronde il problema è lo stesso per il Nerone, che non si accontenta del necessario ma egli stesso desidera e primeggia il voluttuario.

        La nobiltà dà l’esempio, erano gli infliencer di allora.

        L’invidia è l’istigazione a cercare quel che non si ha anche se non serve a niente o a ben poco ma fà dimenticare lo stretto necessario, così li perdi entrambi?

  5. Mitezza, misura nei toni, sorrisi a 180 gradi, nessun pensiero che possa anche solo apparire discriminante, discorsi edulcorati e benevoli verso qualsiasi comportamento irregolare, iniziative tese ad interdire in modo ipocrita e tartufesco iniziative o azioni ritenute non omologhe al proprio pensiero,…

    Il perfetto manuale del duce, prossimo venturo, si sta scrivendo ed attuando.

    L,’avvocato del popolo, homino ridens, storditi 5*, sono al lavoro” per una Italia più grande e bella che Pria.

    Bravo, bene, bis..

    per una Italia più grande e bella che Pria.”

  6. Infatti! Il fascismo è stato anche altro: è stato quello delle leggi fascistissime che annullavano ogni libertà dei cittadini ( a proposito ma non sei un liberale convinto?) è stato quello delle leggi razziali, abominio di ogni civiltà giuridica.

    E’ stato quello del carcere ed il confino, la tortura e l’omicidio dei dissidenti politici.

    Hai ragione! E’ stato un fenomeno molto più complesso.

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