Commenti all'articolo Il primato della libertà sulla giustizia

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Laval
Laval
10 Febbraio 2020 16:12

Leggete questa:

Plastica, migliaia di tonnellate di rifiuti italiani trasportate illegalmente in Malesia. L’inchiesta di Greenpeace.

Questa notizia è da verificare, queste porcherie noi le abbiamo subite ma se la notizia è vera allora i responsabili devono venire fuori.

Chi li inviati, da dove sono partiti e con l’appoggio di chi.

Le regioni devono essere autosufficienti nello smaltire i rifiuti e queste schifezze non sono ammissibili.

step
step
10 Febbraio 2020 14:40

Ringrazio la redazione per la notizia (peraltro Rubbettino è un’ottima casa editrice).

Sal
Sal
10 Febbraio 2020 12:07

E’ davvero patetico e strumentale andare a smozzicare pezzetti di pensiero crociano per difendere i propri interessi personali.

Ormai la Magistratura è vista come una cricca di briganti che limita la libertà (di delinquere) del povero cittadino.

Ma l’operazione più meschina è far perdere credibilità all’amministrazione della giustizia, in modo che anche il peggiore dei delinquenti possa dirsi un perseguitato in giustamente.

Laval
Laval
10 Febbraio 2020 11:54

La libertà e la giustizia sono elementi fondamentali in una società e assieme danno buoni frutti sociali quando si muovono di pari passo in un sistema democratico.

Il liberalismo favorisce l’importanza dell’individuo capitalista mentre la democrazia pone interesse per la persona.

In altre parole uno esprime la forza individuale e il secondo quella dello stato.

Tutto ruota intorno alla giustizia la quale in carenza apre alla anarchia, nel suo eccesso statalista confluisce in un sistema dittatoriale.

In Italia ci troviamo assoggettati ad una eccessiva giustizia politica statalista, la quale è ingiusta nei confronti dell’individuo.

La conseguenza è il modo in cui viviamo dove tutto è il contrario di tutto e il singolo può cadere nel baratro dell’ingiustizia profonda.

A questi livelli si apre alla reazione o alla rivoluzione sociale.

Determinante è mettere mano alla riforma della giustizia che deve essere apolitica e chi la rappresenta deve pagare gli errori commessi, mentre la politica si deve muovere nella correttezza del contraddittorio e delle sue azioni.

Volgarmente parlando, i fanfaroni quaquaraquà, falsi e bugiardi devono andare a casa, non sono degni di condurre una nazione.

Tullio Pascoli
Tullio Pascoli
10 Febbraio 2020 0:07

Non conosco una pubblicazione più persuasiva sui limiti del nostro modello, se non quello di cui scrive un autore italiano, famoso in tutto il mondo, ma ahimè, condannato all’ostracismo in Patria; per cui praticamente sconosciuto a chi è a digiuno di Liberalismo (quello vero, per intendersi).

Infatti, il grande liberale BRUNO LEONI con il suo eccezionale saggio LA LIBERTÀ E LA LEGGE, ha saputo puntare il dito su una delle origini della storica ingovernabilità del nostro caro Bel Paese.

Purtroppo, i nostri politicanti, non leggono, dico Benedetto Croce e forse nemmeno Giancristiano Desiderio, immaginarsi Bruno Leoni…

Elisabetta
Elisabetta
9 Febbraio 2020 23:33

Me volete provocà?

va beh… mo vedo se me devo da fà provocà oppure me ni stò a cuccia.