Ebbene sì, con i dazi imposti da Trump al 15% all’UE, i grandi giornali italiani, sempre a difesa dell’operato infallibile dell’Unione e della nostra omologazione con le scelte americane nella politica internazionale, si sono rivoltati. Non tanto per i dazi in sé, ma contro chi questi dazi li ha imposti: il crudele Trump. Un uomo che secondo alcuni ha tutti i difetti del mondo; folle, sovranista, maschilista, violento, razzista. Ci troviamo di fronte invece al classico presidente della più grande potenza mondiale che, a maggior ragione in una situazione così delicata e dispendiosa a livello internazionale, cerca di tutelare gli interessi e le esigenze di potenza della propria nazione. Non è giusto che sia così, assolutamente, ma prevedibile e fisiologico. Nulla di nuovo per un presidente Usa. Che si tratti di repubblicani o democratici, lo testimonia la storia.
I dazi li misero anche Obama e Biden, in misura minore per la migliore situazione geopolitica, ovvio. Ed oggi forse li avrebbero imposti esattamente come li ha messi Trump. Il reale nodo è che se questo accordo fosse stato raggiunto con un presidente democratico, Biden oppure Obama che sia, staremmo parlando di una grande Von Der Leyen, e di un presidente americano dal cuore buono. Invece ci troviamo di fronte a Trump, il cattivo per eccellenza secondo alcuni, e pertanto bisogna sparare a zero su chiunque abbia lavorato teso a raggiungere questo accordo. La mia non vuole essere una difesa di Trump, tantomeno dell’Ue, ma una constatazione riguardo l’ipocrisia della nostra politica e della nostra stampa, oltre che di quella europea e mondiale.
Questa volta come non mai, tutti all’improvviso si sono scandalizzati per la debolezza, manifesta da anni, forse decenni, della nostra Unione Europea. L’attuale Ue non ha senso di esistere. Tradisce i valori di unità e utilità negli equilibri internazionali, al fine di evitare nuove guerre, che venivano propugnati nel “Manifesto di Ventotene”. La verità è che la debolezza dell’Ue si è già rivelata da tempo nel non aver neanche provato a fornire una soluzione diplomatica alle guerre in corso, limitandosi ad inviare armi. Quella di inviare armi a fianco degli Usa sarebbe dovuto essere un giusto strumento temporaneo per permettere agli invasi di resistere; l’Ue, invece, ha via via alzato i muri contro le grandi potenze coinvolte senza fornire alternative diplomatiche nel frattempo. E si è del tutto assuefatta agli orrori del conflitto.
Gli Usa fanno semplicemente il loro gioco, così come Russia e Cina, ed è normale che sia così. È l’Ue che non rappresenta più una valida alternativa conciliatrice alla polarizzazione internazionale, stile Berlusconi-Bush-Putin 23 anni fa a Pratica di Mare. In sostanza non ha più senso di esistere, se non per la libera circolazione di beni economici e di persone all’interno della stessa, che resta comunque una gran cosa. In sintesi, i dazi di Trump ce li meritiamo, con buona pace dei “giornaloni” che si sono svegliati solo di fronte al “mostro” Trump in quanto Trump. Ed anche qualora non ce li meritassimo, ce li siamo andati a cercare in qualsiasi modo possibile, per aver più volte dato prova all’alleato americano di aver perso centralità e di essere un’unione politicamente morta.
Flavio Maria Coticoni, 6 agosto 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


