Politica

“Il punto è la tragedia”. Persino Fratoianni scarica la Salis

L'intervento del leader di Avs dopo dopo le parole dell’eurodeputata sui carabinieri morti: “Oggi è il giorno del dolore, non delle analisi”. Tradotto: ci ha messo in imbarazzo

bonelli fratoianni verdi
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C’è sempre un momento, in certe tragedie, in cui qualcuno non resiste alla tentazione di politicizzare tutto. Stavolta, come spesso capita in realtà, è toccato a Ilaria Salis. Dopo il dramma di Castel d’Azzano — tre carabinieri morti mentre facevano il proprio lavoro — l’europarlamentare ha pensato bene di scrivere un post che sembra quasi spostare il peso della colpa su un sistema “capitalista” e su una “crisi abitativa” che, a suo dire, sarebbe la causa di tutto. Una sparata talmente incredibile da spingere il suo leader Nicola Fratoianni a prenderne le distanze.

Vi ricordiamo cos’ha detto la Salis senza provare la minima vergogna: “La crisi abitativa e la povertà crescente in Italia sono tornate drammaticamente al centro della scena, da Sesto San Giovanni a Castel d’Azzano. Alla radice di quei gesti disperati e terribili c’è una questione sistemica: la negazione di un diritto fondamentale, che genera sofferenza e disagio in fasce sempre più ampie della popolazione. E se la politica continuerà a non affrontare le cause profonde di questa crisi, dovrà considerarsi corresponsabile – insieme a quel capitalismo che ha trasformato la casa da bene essenziale a bene speculativo – di ciò che di orribile accade. E dovrà assumersene la responsabilità politica”.

Ecco, appunto. Invece di fermarsi un attimo davanti alla tragedia, di pensare a tre servitori dello Stato morti mentre svolgevano un’operazione di sgombero, si ricade nel vecchio schema ideologico: la colpa è del “sistema”, del “capitalismo”, delle “istituzioni”. Tutto, purché non del gesto criminale di chi ha compiuto quell’azione. Come dicevamo, persino Fratoianni è intervenuto per cercare di mettere una pezza: “Ilaria ha scritto che si stringe a fianco delle famiglie e al dolore per tre persone che hanno perso la vita, tre lavoratori di questo Paese, tre carabinieri, così come tutti noi abbiamo espresso con tristezza io, Angelo Bonelli e molti altri esponenti di Avs tutta la nostra solidarietà e il nostro dolore di fronte a una tragedia che ha colpito tre persone che stavano lavorando”, ha detto ai microfoni di Sky Tg24.

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Poi, come se volesse giustificare, ha aggiunto: “Ogni tragedia ha bisogno di essere letta anche in una dimensione più generale, oggi è il giorno del funerale e non è il momento certo di fare questa lettura, verrà anche questo momento com’è giusto che avvenga sempre quando ci troviamo di fronte a tragedie che non sono mai soltanto il frutto di gesti isolati, che vanno naturalmente condannati senza alcuna esitazione perché hanno naturalmente un profilo che deve essere sanzionato per quello che hanno determinato e su questo non c’è il minimo dubbio. Di fronte a questa vicenda il punto decisivo mi pare la tragedia che ha colpito tre persone sul lavoro”.

Tradotto: anche lui ha capito che la sortita della Salis è stata fuori luogo. Non era il momento, e forse non è mai il momento, per tirare fuori l’ideologia quando si parla di vite spezzate. Tre carabinieri non sono “vittime del capitalismo”. Sono uomini dello Stato che hanno perso la vita mentre facevano il loro dovere. E certe giustificazioni sociologiche servono solo a spostare l’attenzione da dove dovrebbe restare: sulla responsabilità individuale e sul rispetto per chi indossa una divisa.

Franco Lodige, 17 ottobre 2025

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