Ancora alta tensione al Salone del Libro di Torino, ancora protagonisti i pro Pal. Dopo la sceneggiata di giovedì – hanno contestato la presenza di alcuni ospiti, in particolare quella dell’autore Nathan Greppi, invitato per presentare il suo libro “La cultura dell’odio” – i soliti noti hanno messo nel mirino il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il gruppo di contestatori, tenuto a distanza dalle forze dell’ordine, ha ripetuto lo slogan “Crosetto Crosetto in guerra vacci tu” ed esibito cartelli con la scritta ‘Stop al riarmo’ e una bandiera della Palestina. I contestatori sono poi stati accompagnati dalla polizia all’uscita del padiglione dell’Oval al Lingotto, ma non sono mancati i momenti di tensione, con spintoni e scontri.
Una piazzata legata sia alla situazione a Gaza, ma anche più in generale contro la guerra e il riarmo. Secondo il gruppetto di pro Pal, infatti, la spesa bellica sarebbe pesata su istruzione e sanità. “Penso che a un Salone del Libro e della cultura tutti debbano poter parlare. Non c’è nessuno che abbia l’autorità morale di decidere chi sta zitto e chi possa parlare. Mi hanno detto di non passare davanti allo stand Rai perché c’erano manifestanti pro Palestina, ma io sono passato perché non ci vedo nulla di male né a passare, né a manifestare”, il commento di Crosetto, che ha ricordato gli aiuti dell’Italia a Gaza e rimarcato “la posizione italiana, senza se e senza ma, al fianco della popolazione palestinese”.
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“Nessuno mi ha detto nulla, ma se qualcuno mentre passavo avesse espresso in modo civile il proprio pensiero non mi avrebbe toccato. Avrei sorriso, lo avrei ringraziato. Accetto qualunque cosa”, ha aggiunto Crosetto ai microfoni dei cronisti presenti: “Dovrebbero però ricordarsi che, in questi giorni, come in tanti altri, decine di bambini palestinesi sono arrivati in Italia grazie alla Difesa, così come aiuti umanitari continuano ad arrivare anche quando c’è la guerra, anche quando cadono le bombe israeliane in quei territori grazie agli uomini e alle donne della Difesa. Il primo ospedale che è arrivato quando è scoppiata la guerra è stato quello a bordo della nave Vulcano mandato dalla Difesa italiana”. Crosetto ha sottolineato che ci sono molti motivi per cui non essere orgogliosi in questo Paese, ma ce ne sono tanti, anche in questa bruttissima guerra che non capisco più da mesi, di cui dovremmo essere fieri: “Come la posizione italiana di essere senza se e senza ma a fianco della popolazione palestinese, donne e bambini che hanno subito una violenza che non meritavano. Io ho sempre distinto tra il destino della Palestina e quello di Hamas che sono due cose diverse e continuo a sperare che prima o poi nasca uno Stato palestinese dove possano vivere in pace milioni di palestinesi che lo meritano”.
Come evidenziato in precedenza, non è la prima volta che i pro Pal guadagnano visibilità al Salone del Libro. Giovedì un centinaio di attivisti si sono radunati all’ingresso del Lingotto di via Nizza con striscioni come “Fuori i sionisti dal Salone del Libro” e con slogan come “Palestina libera dal fiume fino al mare”. Nel mirino anche lo scrittore Nathan Greppi. Poco dopo l’inizio della protesta, alcuni partecipanti hanno tentato di forzare i cancelli d’ingresso, dando luogo a brevi tafferugli con le forze dell’ordine in tenuta antisommossa. La polizia ha risposto con cariche di alleggerimento per disperdere i manifestanti e contenere la situazione. Sei attivisti sono riusciti a penetrare all’interno dell’edificio e hanno srotolato una bandiera palestinese nei pressi della sala dove si stava svolgendo l’evento. La zona è stata costantemente presidiata da agenti della Digos e dalle forze dell’ordine, che hanno monitorato lo sviluppo degli eventi senza procedere allo sgombero dei presenti.
Franco Lodige, 17 maggio 2025
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