Il Simenon nazista di cui nessuno parla - Seconda parte

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Poi un altro periodo poco noto. Dopo la fine della guerra, invece di rientrare a Parigi, passa alcuni mesi in località Sables d’Olonne. L’ipotesi da lui stesso accreditata era che in quel periodo era stato malato. Non era vero? “Era una parte della verità. L’altra parte è che Simenon era stato condannato dal comitato d’epurazione per gli scrittori a non poter più pubblicare per due anni. Sulla base di quale accusa? “Collaborazionismo. Cedette i diritti di Maigret alla “Continental”, una società di produzione e propaganda cinematografica che faceva capo direttamente a Goebbels. Naturalmente furono necessari una serie di contatti prima di firmare l’accordo e Simenon fu visto infatti entrare più volte nella sede della Kommandantur nazista, sinistramente famosa”.

E a proposito di cadaveri negli armadi: Simenon ne ha anche uno reale, la morte di suo fratello minore Christian, un collaborazionista militante, legato al partito di estrema destra nazista, il terribile Rex. Un vero e proprio criminale colpevole di una strage in cui morirono 26 civili e anche di un prete. Dopo la guerra fu condannato a morte, ma su consiglio di Georges si arruolò nella Legione straniera nel 1947. Morte di cui la madre non perdonò mai George Simenon. I lettori evidentemente sì.

Gian Paolo Serino, 28 settembre 2019


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11 Commenti

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  1. Questo articolo è praticamente il calco della recensione di Corrado Augias su Repubblica alla biografia di Simenon

  2. Gian Paolo. La invito a dedicarsi a tempo pieno alle sue classifiche. Penso il suo giudizio su Simenon al di là delle sue inclinazioni non meriti la sua così limitata conoscenza.

  3. È interessante, più che l’ opera sul commissario Maigret, il pensiero di Simeon, su chi compra i romanzi, suoi e non, corre a teatro, cinema e televisione, sempre alla ricerca di finzioni, io aggiungerei fughe dalla realtà o da una reale finzione di vita, perchè no…così come chi ama la Verità ricerca e adora Colui che è Verità…chi ama la menzogna ed in essa vive, ricerca spasmodicamente la menzogna in tutte le sue forme, la adora e la celebra…cioè non solo quale rifugio dei falliti ( così in definitiva riteneva i lettori dei suoi ronanzi )
    Resta interessante saperlo filo nazista, cone Camilleri “pseudocomunista” come tutti i comunisti ( visto che i loro soldini non sono stati distribuiti equamente a tutti mentre li guadagnavano, ma ritirati in privati conti, fondi ed investimenti..)
    Detto ciò, se gli autori leggeranno questo post li vorrei invitare a fare una bella indagine giornaliatica su chi fosse il Gran Mufti di Gerusalemme, dei suoi viaggi in Germania nazista, dei suoi incontri e contratti scritti con Adolf Hitler, esistono filmati e documenti originali, e su come tutta la dirigenza araba musulmana fosse Nazista….ma…c’è di più, è di questi giorni la notizia che è salito a 100 il numero di insegnanti palestinesi dipendenti ONU che sono stati sorpresi a diffonere materiali ed insegnamenti Nazisti, sia a livello nostalgico che a livello di indottrinamento…fonte notizia agenzia UNwacht e Israele.net
    Ne segue una riflessione…come mai le sinistre europee ed italiane che fanno caccia alle streghe in Europa sono sempre schierate dal lato dei nostalgici in Terra Santa?

  4. La grandezza pressocchè smisurata dello scrittore(un sismografo dell’animo umano, secondo una azzeccata definizione) non è inficiata dalle sue discutibili convinzioni politiche!!

  5. Consiglio a Porro di filtrare opportunamente simili articoli che sfociano inevitabilmente in un becero sensazionalismo su un un tema delicato quale la letteratura. Come per Simenon, ancora oggi ci sono degli imbecilli che danno del fascista a Pirandello. E sono tanti. Non hanno conoscenza della Storia e di come l’uomo si muova nella Storia, con mille contraddizioni e difficoltà. Auguri a Porro.

  6. Ok!
    Con il primo giro su Saviano ci hai preso.
    Però anche il tuo articolare si sta incartando su un loop stantio e oramai strariletto.
    E che Simenon abbia duplicato delle sue opere,mi pare una facezia di fronte all’invenzione del “commissario Maigret”.
    A me per esempio,nn piace la scrittura di Camilleri e nn trovo il “commissario Montalbano” un mio dileggio di prima scelta,ma nn mi pongo il dilemma di una sua convinta militanza comunista per denigrarne la sua,innegabile grandezza.
    Nn è il mio genere,ma capisco che è mio il “limite” e ciò nn inficia nulla.
    Ci si pone il limite su D’annunzio perché la sua vita è stata un guazzabuglio?
    Anch’esso nn mi garba molto come autore,ma la sua grandezza è palese.
    Sono gusti i nostri,che cozzano contro immani scogliere di cui,benché nn ne possiamo apprezzare l’estetica,sempre immani scogliere restano.

  7. Serino non ci deludere ! Aspettiamo qualcosa anche su nostrani “genii compresi”, per esempio Camilleri e, nientepopodimenocche’, il Nobel (dicono per la letteratura ?!) Dario Fo’. Attendiamo fiduciosi.

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