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Il trappolone di Elly

Il piano ordito "sapientemente" dalla Schlein nell'intento di neutralizzare i "ribelli" del Pd

Elly Schlein e le sorti del PD Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Alla vigilia degli importanti appuntamenti elettorali in programma nelle prossime settimane in Calabria, Marche e Toscana, si registra una fragorosa frattura, l’ennesima, all’interno della litigiosa galassia dem. Un pezzo importante della minoranza “riformista”, la parte più atlantista guidata dall’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini, in aperta contestazione con il duo Schlein-Bonaccini, annuncia l’intenzione di disertare la direzione convocata dalla segreteria nazionale per martedì 23 settembre: ovverosia, appena cinque giorni prima del voto regionale nelle Marche.

La decisione di Elly Schlein di convocare la direzione nazionale del partito a pochi giorni da un importante voto regionale, dopo ben sette mesi di inattività continuata, può essere letta in una duplice chiave: impedire alla minoranza una discussione reale sui temi ed eludere una probabile richiesta di confronto immediatamente successiva all’eventuale voto sfavorevole nelle Marche. La partita in programma in terra marchigiana i prossimi 28 e 29 settembre, è infatti considerata cruciale dal Nazareno: troppo ghiotta l’occasione di “riprendersi” una regione storicamente “rossa”, governata nell’ultimo quinquennio dal meloniano Francesco Acquaroli. I sondaggi della vigilia, tuttavia, non sembrerebbero essere così benevoli con la coalizione di centrosinistra, e continuano a registrare un vantaggio significativo dell’uscente Acquaroli, la cui conferma alla guida della regione appare oggi alquanto verosimile.

Che fare, dunque? Elly Schlein, che fatica dannatamente a tenere insieme i suoi, temendo che a un’eventuale debacle nelle Marche potesse seguire una richiesta, da parte della sua minoranza, di “analisi” delle cause della sconfitta, ha deciso di anticipare tutti e riunire preventivamente la direzione nazionale. Il calendario, poi, dovrebbe fare il resto, consentendo al segretario dem di respingere le pressioni provenienti dalla minoranza e guadagnare tempo, vista anche la successione ravvicinata di appuntamenti elettorali: il 5 e 6 ottobre in Calabria, il 12 e 13 ottobre in Toscana. Giunti a quel punto, Elly Schlein, in caso di eventuale esito favorevole per il governatore uscente Eugenio Giani, si farebbe forte del risultato ottenuto in terra toscana per respingere gli assalti degli oppositori.

Il piano ordito “sapientemente” dalla Schlein nell’intento di neutralizzare le pressanti richieste della minoranza, se da un lato potrebbe consentirle di tenere momentaneamente a bada i “ribelli”, dall’altro, rischia, tuttavia, di acuire ulteriormente i malumori di una parte importante della componente “riformista” del partito, in rotta tanto con Elly Schlein, accusata di boicottare ogni eventuale occasione di dibattito interno, quanto con il presidente dem Stefano Bonaccini, considerato dai Guerini e compagni troppo schiacciato sulla linea della segreteria nazionale. Ai “ribelli” della “destra” dem, spogliati dal loro segretario di qualsivoglia opportunità di confronto, non resta dunque che una strada da seguire: quella che conduce all’Aventino.

Salvatore Di Bartolo, 21 settembre 2025

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