Almeno 39 vittime e 42 ricoverati, 13 dei quali in terapia intensiva. Altri 79 passeggeri sarebbero già stati dimessi dai vari ospedali, tra cui il Reina Sofia di Cordova. Questi i numeri aggiornati della tragedia registrata ieri sera a Cordova, all’altezza di Adamuz, in Andalusia. Gli inquirenti stanno analizzando una possibile anomalia alla giunzione dei binari. L’ipotesi tecnica è quella di un giunto saltato, che avrebbe creato una fessura progressivamente più ampia al passaggio dei convogli. Le prime carrozze sarebbero passate indenni, mentre l’ottava avrebbe ceduto, trascinando con sé anche la sesta e la settima. Il presidente di Renfe, Álvaro Fernández Heredia, ha escluso per ora il fattore umano: “È ancora troppo presto per conoscere le cause del deragliamento” e bisogna “evitare, per quanto possibile, di compiere speculazioni”. Ha inoltre precisato che il tratto è rettilineo, con i sistemi di sicurezza attivi e che i registri indicano velocità inferiori ai limiti previsti. La compagnia ha tenuto a precisare che l’ultima revisione del convoglio risale al 15 gennaio e assicura piena collaborazione alla commissione incaricata dell’indagine. Che non sarà affatto semplice.
Le operazioni risultano particolarmente complesse. L’assessore alla Sanità dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha parlato di “almeno due o tre vagoni precipitati in un terrapieno di cinque metri”. Ma attenzione, una delle dichiarazioni più interessanti arriva dal ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente, che ha sottolineato la particolarità dell’accaduto. “L’incidente è stato estremamente strano”, in quanto si è verificato “su un tratto retto, su una linea rinnovata di recente” e ha coinvolto un treno di Iryo “praticamente nuovo”. “Lo stato della via ferroviaria era buono”, ha rimarcato.
E non è tutto. Secondo quanto ipotizzato da vari media internazionali, la linea ferroviaria tra Madrid e l’Andalusia era stata completamente ristrutturata lo scorso maggio, con un investimento di 700 milioni di euro, ma continuava a presentare dei problemi. Entrando nel dettaglio, un sindacato di macchinisti ha avvisato l’operatore ferroviario Adif in una lettera dello scorso agosto della forte usura dei binari, compreso quello in cui i due treni si sono scontrati. Riflettori accesi su buche, dossi ma anche squilibri nelle linee elettriche aeree causavano frequenti guasti e danneggiavano i treni, sostenevano i sindacati. Va ricordato che nel 2022 i treni ad alta velocità tra la capitale e l’Andalusia sono stati colpiti da notevoli ritardati a causa di guasti alla segnaletica e problemi con le linee elettriche aeree. Da sottolineare che la rete ad alta velocità spagnola è particolarmente vulnerabile ai furti di cavi, poiché attraversa ampie zone di campagna deserta.
Tornando al dramma, il racconto più immediato è quello di Salvador Jiménez, giornalista della radio Rne, che si trovava sul treno partito da Malaga. “A un certo punto è stato come un terremoto”, ha detto, spiegando che i passeggeri hanno dovuto utilizzare martelletti per rompere i finestrini e facilitare l’evacuazione. Un’altra testimonianza arriva dalla madre di una giovane passeggera dell’Alvia: “Mia figlia mi ha chiamata alle 19,45 piangendo, sconvolta, dicendo che il treno era deragliato”. La donna ha raccontato momenti di forte disorientamento, spiegando che i soccorsi iniziali “non erano ancora arrivati”.
Il premier Pedro Sánchez, accorso sul luogo dell’incidente, ha parlato di “una notte di profondo dolore” e ha ricordato che “nessuna parola può alleviare una sofferenza di tale portata”. I reali di Spagna, Felipe VI e Letizia, hanno espresso “grande preoccupazione”. La Casa Reale ha annunciato il rientro anticipato dal viaggio ad Atene per raggiungere Cordova nelle prossime ore. Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutte le principali istituzioni europee: da Ursula von der Leyen a Emmanuel Macron, fino a Giorgia Meloni. Il Papa, Leone XIV, tramite il cardinale Parolin, ha espresso di essere “profondamente addolorato” e ha inviato le proprie preghiere alle famiglie colpite. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto a re Felipe VI sottolineando il “più sincero cordoglio degli italiani tutti”. Seguiranno aggiornamenti.
Franco Lodige, 19 gennaio 2026
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