Chiesa

“Il Vaticano non parla di genocidio”. Papa Leone XIV scontenta Pro Pal e Lgbt

Prevost nella prima intervista: "Non cambio la dottrina su gay e aborto". Poi si dice preoccupato per i migranti in Usa

Papa Robert Prevost contro i pro pal Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Papa Leone XIV ha parlato apertamente della grave situazione nella Striscia di Gaza. Nel suo libro-intervista “León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI“, ha detto che la parola “genocidio” viene usata sempre più spesso, ma il Vaticano non ritiene di poter rilasciare dichiarazioni ufficiali sulla questione per ora.

“Nonostante alcune dichiarazioni molto chiare da parte del governo degli Stati Uniti, recentemente da parte del presidente Trump, non c’è stata una risposta chiara in termini di ricerca di modi efficaci per alleviare le sofferenze della popolazione, delle persone innocenti a Gaza, e questo è ovviamente motivo di grande preoccupazione”, ha detto Prevost. “La parola genocidio viene usata sempre più spesso. Ufficialmente, la Santa Sede non ritiene che al momento sia possibile fare alcuna dichiarazione al riguardo. Esiste una definizione molto tecnica di genocidio, ma sempre più persone sollevano la questione, tra cui due gruppi per i diritti umani in Israele che hanno rilasciato una dichiarazione in tal senso. È davvero orribile vedere le immagini che trasmettono in televisione, speriamo che qualcosa cambi questa situazione”.

Le parole sugli Usa

Papa Leone XIV ha anche espresso timori riguardo alle politiche migratorie degli Stati Uniti. Durante una sua conversazione con il vicepresidente americano, il Pontefice ha parlato del rispetto della dignità umana, sottolineando l’importanza di trattare ogni individuo con rispetto, indipendentemente dal luogo di nascita. Ha fatto riferimento a un’azione del suo predecessore, Papa Francesco, che all’inizio del 2025 aveva scritto ai vescovi americani chiedendo di accogliere i migranti e opporsi a politiche contrarie agli insegnamenti del Vangelo. “Negli Stati Uniti stanno accadendo cose preoccupanti”, ha detto Leone XIV, aggiungendo che il coinvolgimento dei vescovi è fondamentale per affrontare tali questioni nel contesto cristiano.

La posizione della Chiesa sulle questioni LGBT

Riguardo ai temi legati alla comunità LGBT, Papa Leone XIV ha dichiarato che la dottrina della Chiesa non subirà modifiche. Ha ribadito che il matrimonio, secondo gli insegnamenti della Chiesa, è tra un uomo e una donna e sancito attraverso il sacramento. “Anche solo dirlo, capisco che alcuni lo prenderanno male”, ha detto. Ma “trovo altamente improbabile, certamente nel prossimo futuro, che cambierà la dottrina della Chiesa in termini di ciò che la Chiesa insegna sulla sessualità, ciò che la Chiesa insegna sul matrimonio”. Il Papa ha anche ricordato le parole di apertura verso tutti pronunciate da Papa Francesco, ma ha aggiunto che in termini dottrinali “le cose non cambieranno nel prossimo futuro”. Poi però ha anche aggiunto: “Ricordo qualcosa che mi disse un cardinale della parte orientale del mondo prima che diventassi papa, riguardo al fatto che “il mondo occidentale è fissato, ossessionato dalla sessualità”. Per alcune persone l’identità di una persona è tutta una questione di identità sessuale, mentre per molte persone in altre parti del mondo questo non è un tema primario in termini di come dovremmo rapportarci gli uni agli altri”. Quindi “quello che sto cercando di dire è ciò che Francesco ha espresso molto chiaramente quando diceva “todos, todos, todos”. Tutti sono invitati, ma io non invito una persona perché ha o non ha una specifica identità. Invito una persona perché è figlio o figlia di Dio”.

Niente aperture anche agli strani riti di benedizione delle “persone che si amano”, visto che il matrimonio cristiano è e resta quello tra uomo e donna. Quei riti, dice Prevost, vanno “specificamente contro il documento approvato da Papa Francesco, Fiducia Supplicans, che sostanzialmente dice che, naturalmente, possiamo benedire tutte le persone, ma non cerca un modo per ritualizzare un qualche tipo di benedizione perché non è ciò che insegna la Chiesa. Ciò non significa che quelle persone siano cattive, ma penso che sia molto importante, ancora una volta, capire come accettare gli altri che sono diversi da noi, come accettare le persone che fanno delle scelte nella loro vita e rispettarle”.

Donne e diaconato: il dibattito rimane aperto

Un altro tema toccato nel libro-intervista è quello del diaconato per le donne. Leone XIV ha dichiarato di non avere intenzione di cambiare l’insegnamento della Chiesa sull’argomento. Ha spiegato che prima di discutere di questa possibilità, è necessario chiarire e sviluppare meglio il ruolo del diaconato permanente, anche in quelle aree dove non è mai stato sufficientemente promosso.

Abusi nella Chiesa

Infine, il Pontefice ha parlato della crisi relativa agli abusi all’interno della Chiesa. Ha ribadito l’importanza di rispettare e trattare con consapevolezza le vittime, molte delle quali portano segni profondi per tutta la vita. Tuttavia, ha anche ricordato che gli accusati hanno diritti, alcuni dei quali non sempre rispettati. Papa Leone XIV ha sottolineato come la Chiesa abbia introdotto nuove leggi per accelerare i processi mantenendo l’equilibrio tra la tutela delle vittime e dei diritti degli accusati. “La legge esiste per proteggere i diritti di tutti”, ha concluso.

La messa in latino

È possibile che Prevost riprenda in mano anche la questione della messa in latino, come gli viene chiesto da più parti. Però avvisa: non sa ancora se sarà possibile re-introdurre il rito pre Concilio Vaticano II, anche se si dimostra possibilista, l’importante è che la liturgia non sconfini nell’ideologia. “Le persone hanno usato la liturgia come scusa per promuovere altri argomenti”, ha detto. “È diventato uno strumento politico, e questo è molto spiacevole”. Incontrerà i sostenitori del rito tridentino, ma con una postilla: “Dei vescovi mi hanno detto: ‘Li abbiamo invitati a questo e quello, ma non vogliono nemmeno ascoltarci’. Non vogliono nemmeno parlarne. Questo è un problema in sé. Significa che ora siamo entrati nell’ideologia, non siamo più nell’esperienza della comunione ecclesiale. Questo è uno dei temi all’ordine del giorno”. Vedremo.

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