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Il “verde” Bonelli è contro il paesaggio

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Oramai è chiaro come a Angelo Bonelli, di “verde”, sia rimasto ben poco, piegato com’è, senza alcun imbarazzo, alle logiche delle multinazionali delle energie rinnovabili. Riguardo all’eolico è oramai acclarato (ma Bonelli non ascolta gli scienziati del settore) come il suo contributo alla nostra cosiddetta autosufficienza energetica sia nullo, e il solo beneficio è quello economico di chi costruisce e installa pale eoliche.

Non ho alcun pregiudizio, invece, sul fotovoltaico, purché venga installato in aree che non pregiudichino l’integrità del Paesaggio italiano o l’armonia architettonica di borghi e centri storici per i quali ci siamo conquistati la nomea di “Bel Paese”.

Se Bonelli pensa di “modernizzare” il Paese facendo da megafono agli argomenti delle multinazionali delle rinnovabili, forse dovrebbe cambiare partito: è il solo “verde” d’Europa a cui non importa nulla del nostro Paesaggio, elemento che contribuisce in maniera significativa alla nostra economia. Milioni di visitatori scelgono ogni anno l’Italia come meta turistica per la bellezza delle sue coste, delle sue colline, delle sue campagne. Ma il “verde” (tendente al grigio) Bonelli, non ne ha consapevolezza.

Vittorio Sgarbi, 9 dicembre 2022