Sport

Il vero problema è l’arroganza di chi non capisce di essere scarso

Galles, Macedonia o Bosnia poco cambia. In Europa, i polli li facciamo ridere

Nazionale italiana di calcio
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Anche quest’anno ai Mondiali fra 4 anni: se va bene, il che non pare scontato e neanche probabile. Perché da queste parti peggio va e meglio continua, più sei incapace e più ti candidano (smistato fra i vari partiti), t’infilano alla Rai, val sempre la solita massima, invertita: amoveatur ut promoveatur, e il pallone è sgonfio ma capiente, c’è posto per tutti inclusi i figlietti belli (ogni riferimento non è affatto casuale). E una volta la Macedonia, e una volta la Bosnia, sai che c’è? Li annettessero, sti cazzi di Balcani, così è la volta che ce la facciamo, tra l’altro si risolve pure il problema dei trasferimenti dei migranti che i giudici non vogliono.

No, No e poi No. Ha poco senso distinguere se era meglio un avversario o l’altro: quando sei alla frutta, la Macedonia è indigesta, quando sei uno uno stracchino, la Bosnia Erzegovina ti resta sul rigore, se sei una squadra di polles, il Galles ti sembra u Brasiu. In Europa, i polli li facciamo ridere, a crepapelle, per i Mondiali ormai ci passa una generazione, papà ma cosa sono? Niente, figliolo, una roba che quando ero giovane ci buttavamo nelle fontane, c’era una volta la Spagna, Zoff Gentile Cabrini, Bearzot che “mummiava” dietro la pipa, Conti che lo chiamava “Bèarzot”, Pertini che se poteva faceva il centravanti e rischiava figuracce istituzionali, “non ci prendete più! Toh!”, scoreggiando in faccia al cancelliere tedesco, Dino che, finita la partita del trionfo, invece di festeggiare con gli altri si chiudeva in camera “col povero Gai”, Scirea e “Abbiamo fumato una cicca raccolta da terra in due, una tirata per uno, abbiam bevuto un buon bicchiere di gazzosa e poi via, sotto le coperte, che la mattina dopo c’erano gli allenamenti, non ci pareva il caso”. Ma non siete andati in vacanza? “Come no, in Spagna!”.

E a raccontare quella festa nazionale, ultima davvero popolare, senza la maledetta internet, senza il delirio dei commentatori sotto acido, giusto il Prosciess di Bischard per far casino, la mattina presto tutti in fila all’edicola per leggere ciò che avevamo appena visto e non ci credevamo, da càncheri a crociati, fatta fuori prima i tàngheri di Maradona, poi i ballerini di Zico Socrates e Falco, infine i soliti crucchi bovini, a ricordare una roba così uno si sente stravecchio come il brandy e ci vien voglia d’ammazzarsi.

Dico ancora di quella volta perché son vecchio e perché l’altra del 2006 sì, d’accordo, tutto quel che volete, ma era già un’altra storia, noi anziani nel cuore ci abbiamo conficcato un Martellini, “campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!”. Adesso Campioni stocazzo. Venti anni di sfascio, una deriva consapevole, i peggiori scarponi d’Africa e del globo, per rubarci sopra ma pure per quello spirito deficiente ch’entro ci rugge, l’integrazione a tout prix, fin nel pallone, se no è razzismo, il bidone esotico, le scuole di calcio rinnegate, i pedatori cicisbei (Lino Banfi allenatore nel pallone li avrebbe definiti allegoricamente “ricchioni” ma noi non ci azzardiamo, anzi ci dissociamo), più bravi a scommettere sulle partite invece che a giocarle, arroganti quadrupedi difesi dalle mamme, una pletora di allenatori da giardinetti, dal cabaret Ventura al troppo fortunato Mancini, che ce l’han tirato indietro fino in Arabia, a Luciano “Lucio” Spalletti, “sennoisivavvadere”, ma cosa vuoi vedere, ma parlet cume te manget, a Ringhio Gattuso che con quella pancia pare uno del mercato rionale che vende la verdura innaffiata con l’acqua reflua.

Insomma gli è tutto sbagliato, tutto da rifare, ma rifare come? Partendo da dove, da chi? Il problema più grosso è l’arroganza, questi sono strafottenti, convinti di essere dei padreterni, i migliori, tutti, in campo, in panchina, nelle segrete stanze, manca un barlume di umiltà, quando fanno le loro annoiate conferenze stampa pare sempre si degnino, forza, facciamo alla svelta che devo salire sul Ferrari e andare a casa a giocare. Anche gli altri stanno messi così? Sicuro, però gli altri vincono, si sbattono, iersera la Bosnia sarà stata pure una squadra di schiapponi, ah quell’azzurro che, alla vigilia, esultava in modo offensivo, difatti si son vendicati, correvano il triplo, stavano agonisticamente incazzatissimi, cosa pensavano gli italianelli? Che bastava una maxistecca sottobanco ad ammansirli? Il Mondiale è un affare, ci abbiamo anche smenato indotti milionari.

E non è del tutto vero che possiamo consolarci altrove, tennis, motori, rugby, quello che vuoi ma il calcio resta, restava sensibilità nazionale, argomento da bar, da colleghi d’ufficio, da eterni Fantozzi, da treno, qualcosa su cui tutti potevano in qualche modo litigare fraternamente, fratturati da troppi referendum della vita: non ci resta che piangere, fratelli (d’Italia) nella delusione. Nell’astinenza. 16 anni senza un campionato del mondo, se va bene. Ma, vedrete, non cambierà niente, giusto il volar di qualche straccetto pur che tutto resti com’è. I cicisbei fanno così, senza palle come sono cercano gli alibi, questo è un Paese che scoppia di alibi e di scaricabarile coglioneschi. A proposito: l’Italia è (di nuovo) fuori dai Mondiali, Meloni riferisca in Parlamento.

Max Del Papa, 1° aprile 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Talento non ammesso - Vignetta del 07/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Talento non ammesso

Vignetta del 07/05/2026