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Il video dell’arresto di Floyd: “Agente, la prego, non mi spari!” - Seconda parte

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I poliziotti, dunque, sono tutti estremamente reattivi: si può capire che, avendo di fronte un uomo della stazza di Floyd, in evidente stato di alterazione, si siano preoccupati di immobilizzarlo. Ciò non toglie che abbiano collezionato una serie di gravi errori né che si siano accaniti gratuitamente: dovevano capire che l’afroamericano, non armato, non era pericoloso, bensì solo terrorizzato. Ma è comprensibile che gli agenti americani, quando sono su strada, temano di essere ammazzati.

Si potrebbe pensare che il problema sia la facile circolazione delle armi: in realtà, chi delinque e ne detiene una, quasi sempre lo fa illegalmente. Si deve constatare che c’è una sorta di violenza intrinseca alla società americana che, probabilmente, ha cause molto più profonde del “suprematismo” bianco. Ma non è questa la sede per indagarle.

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