Esteri

“Immigrati neri e arabi, vero pericolo per le donne”. Dice la verità ma la multano

Il dibattito televisivo diventa un caso giudiziario: contestate le affermazioni sull’immigrazione

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L’influencer di estrema destra Thaïs d’Escufon è stata condannata il 18 giugno a una multa di 1.000 euro per “ingiuria pubblica a causa dell’origine, dell’etnia, della nazione o della razza”, in relazione a dichiarazioni anti-immigrazione fatte in diretta sul canale francese BFMTV il 18 dicembre 2023, secondo una sentenza del tribunale di Parigi consultata dall’emittente.

Quel giorno, Anne-Thaïs du Tertre — nota come Thaïs d’Escufon — partecipava a un dibattito televisivo seguito alla forte attenzione mediatica su un caso di stupro attribuito a una persona sottoposta a un obbligo di lasciare il territorio francese (OQTF). Nel corso dell’intervento, l’ex portavoce del gruppo Génération identitaire (che si è sciolto nel 2021) aveva criticato duramente l’immigrazione incontrollata”, affermando che “oggi il primo pericolo per le donne in Francia è l’immigrazione e il suo bilancio disastroso”.

Durante il dibattito in studio, un giornalista di BFMTV sottolineava come il principale fattore di rischio per le donne non fosse legato all’origine degli aggressori, ma al fatto stesso che si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di uomini, spesso partner, familiari, amici o colleghi di lavoro. A questa osservazione, Thaïs d’Escufon replicava sostenendo che il pericolo sarebbe invece rappresentato dagli “uomini immigrati africani, neri e arabi”

È proprio questa generalizzazione, basata sull’origine etnica come fattore collegato alla criminalità, ad aver portato all’accusa di razzismo e alla successiva condanna. Secondo la giustizia francese, il problema non è l’opinione sulla sicurezza pubblica in sé, ma il fatto di associare in modo generalizzato comportamenti criminali a interi gruppi identificati per origine o provenienza. In Francia questo tipo di affermazione può rientrare nelle norme contro la discriminazione e l’incitamento all’odio razziale, anche senza un invito diretto alla violenza.

Il tribunale ha quindi ritenuto che le sue parole abbiano superato il confine del dibattito politico, trasformandosi in una stigmatizzazione collettiva. Il caso assume però anche un’altra dimensione nel dibattito pubblico: nel 2021 la stessa d’Escufon aveva dichiarato di essere stata vittima di molestie da parte di un uomo di origine tunisina, elemento che i suoi sostenitori citano spesso per contestualizzare le sue posizioni sulla sicurezza.

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Condannata a una multa di circa 1.000 euro, ha comunque annunciato ricorso, sostenendo di aver espresso una critica politica e non un’intenzione discriminatoria. La vicenda continua a dividere l’opinione pubblica francese: da una parte chi difende la necessità di proteggere gruppi sociali da generalizzazioni considerate pericolose, dall’altra chi vede in queste sentenze un restringimento progressivo dello spazio di discussione su immigrazione e sicurezza.

Cristina de Palma, 22 giugno 2026

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