in

In Borsa è corsa all’idrogeno verde, ecco le previsioni di Schroders

Dimensioni testo

La corsa all’idrogeno non è solo il new deal che promette di rivoluzionare le nostre vite, creando un futuro sostenibile ma anche una occasione da monitorare con grande attenzione da parte degli investitori. L’idrogeno – a partire da quello “verde”, l’unico davvero “pulito” perchè ricavato dall’acqua per elettrolisi, cioè senza anidride carbonica, è infatti strettamente connesso ai macrotrend del cambiamento climatico e della transizione energetica. Si tratta di “opportunità di investimento che trasformeranno lintero sistema energetico nei prossimi 30 anni e oltre”, rimarca Mark Lacey, Head of Global Resource Equities di Schroderssocietà d’investimento globale con un patrimonio in gestione di 642 miliardi di euro, presente in 37 Paesi nel mondo – ricordando gli sforzi già profusi da molti Stati.

Isabella Hervey-Bathurst, Global Sector Specialist per Schroders

Un’ulteriore accelerazione ambientale verrà dal Recovery plan formulato dall’Unione Europea per la ripartenza post Coronavirus. Proprio l’idrogeno verde – interviene Isabella Hervey-Bathurst, Global Sector Specialist per Schroders – innescherà “un effetto moltiplicatore” sulle attuali previsioni per lo sviluppo delle rinnovabili. Una rivoluzione ambientale – che spazia dall’eolico al fotovoltaico – collegata, prosegue Isabella Hervey-Bathurst, all’obiettivo dello “zero netto” sul fronte della Co2 al fine di raggiungere perlomeno la “neutralità”. E le attuali quotazioni del settore – sottolinea Schroders non sembrano riflettere appieno il forte sviluppo atteso. 

 

Mark Lacey, Head of Global Resource Equities di Schroders e gestore del fondo Schroder ISF Global Energy Transition

”I miglioramenti a livello di tecnologia ed economie di scala implicano che le energie rinnovabili sono ora competitive a livello di costi, anche in assenza di sussidi. E il desiderio da parte dei consumatori di disporre di tecnologie a minori emissioni – come i veicoli elettrici – è destinato ad alimentare la crescita della produzione di energia pulita”, prosegue Lacey, che in Schroders ricopre anche il ruolo di gestore del fondo Schroder ISF Global Energy Transition, una delle soluzioni di investimento della gamma tematica Global Transformation Range, che offre agli investitori esposizione ai grandi temi che stanno trasformando il pianeta e le nostre vite, tra cui il cambiamento climatico e la transizione energetica.

 

 

L’idrogeno ha un enorme potenziale di diventare il carburante chiave, al centro di uneconomia a basse emissioni. Vale qui la pena ricordare, che tra quanti hanno già creduto con forza nellidrogeno ci sono anche due indiscussi visionari” come Jeff Bezos e Bill Gates, inventori di colossi che hanno cambiato le nostre vite: il papà di Amazon e quello di Microsoft hanno infatti alleato le forze in un progetto che mira a mandare in pensione i jet a propulsione, sostituendoli con quelli a idrogeno. “Sebbene lelettricità rinnovabile risolverà diverse problematiche a livello di emissioni globali, per decarbonizzare attività come lindustria pesante, la produzione manifatturiera e laviazione sarà necessaria una fonte con una maggiore densità energetica e con proprietà chimiche adeguate. Lidrogeno può rispondere a questa esigenza, grazie alla sua densità energetica, alla sua versatilità, alla sua reattività chimica e al fatto che quando viene combusto non emette CO2. Lidrogeno può essere utilizzato per sostituire il gas naturale in tutti i suoi usi nellattuale economia, e per sostituire carbone e petrolio in molti degli utilizzi al di fuori del settore energetico”, conferma Lacey.

Simon Webber, gestore del fondo Schroder ISF Climate Change Equity

Fino a qui le premesse industriali, i fondamentali del settore ma, alla prova dei fatti, come è andata finora in Borsa per l’idrogeno? “Praticamente qualsiasi titolo legato allidrogeno ha performato bene nel 2020”, sottolinea Simon Webber, gestore del fondo Schroder ISF Climate Change Equity – anch’esso parte del Global Transformation Range – confermando come sebbene le rinnovabili stiano decarbonizzando la generazione di energia, “per molti atri settori sarà centrale l’idrogeno”.  I volumi di produzione e consumo di idrogeno potrebbero aumentare di 7-10 volte rispetto ai livelli attuali, prosegue l’esperto di Schroders ricordando come il 95% della produzione attuale di idrogeno è molto inquinante, poichè deriva dal gas naturale (10kg di CO2 per 1kg di idrogeno prodotto) o dalla gassificazione del carbone (20 kg di CO2 per 1kg di idrogeno prodotto). 

 

Come detto esiste però l’idrogeno “verde”, prodotto senza CO2 con lelettrolisi dell’acqua. Pertanto se per produrre l’elettricità viene usata dell’energia rinnovabile, l’idrogeno può essenzialmente essere prodotto senza CO2 e a costi vantaggiosi: si stima che entro il 2030, quindi nell’arco di soli 9 anni, diventerà il metodo di produzione più economico. “La situazione su questo fronte è molto simile a quella in cui si trovavano i veicoli elettrici (EV) e la stessa energia rinnovabile 5-10 anni fa”, esemplifica Webber ribadendo che l’idrogeno verde rappresenta oggi solamente l’1% del mercato e quindi un potenziale di sviluppo enorme. Insomma, il mondo a idrogeno verde è dietro l’angolo, non perdiamo l’occasione di capirlo anche nella gestione dei nostri investimenti. Scegliere oggi i settori e le aziende candidate a essere leader consente infatti di partecipare alla loro crescita futura, che è possibile catturare con soluzioni finanziarie ad hoc, ad esempio i fondi d’investimento tematici che puntano sulle grandi trasformazioni dell’umanità, come la transizione energetica.